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JAG PANZER – ‘The Deviant Chord’

Tra i dischi più attesi di questa stagione metallica, almeno per gli amanti dei suoni tradizionali, il ritorno dei Jag Panzer gioca un ruolo davvero importante. Non solo perché ci permette di ritrovare la band del Colorado dopo una pausa durata ben sei anni – l’ultimo ‘The Scourge Of The Light’ è del 2011). Ma riporta anche in formazione il virtuoso della sei corde Joey Tafolla, che coi Jag Panzer ha inciso il classico epocale ‘Ample Destruction’, ma anche ‘The Fourth Judgement’ esattamente venti anni fa. La formazione guidata dall’altro chitarrista Mark Briody si è nel tempo ritagliata il ruolo di cult band assoluta quando si parla di US metal, almeno da questa parte dell’Oceano – il following dei Jag Panzer in Germania e Grecia è qualcosa di fuori da ogni logica. Se aggiungiamo che la SPV ha iniziato a far circolare brandelli di questo nuovo ‘The Deviant Chord’ con largo anticipo (qui la nostra anteprima track by track), capiamo come l’attesa si sia fatta davvero importante. Attesa che viene spezzata dalle harmony guitars di ‘Born Of The Flame’, pezzo che suona molto diretto ed europeo per essere una traccia dei Jag Panzer. Ma si tratta anche dell’opener, e quindi può sicuramente avere senso puntare sull’impatto in apertura di disco. Abbiamo detto harmony guitar, e proprio il gioco armonico tra le chitarre di Joey Tafolla e Mark Briody è una delle costanti del disco, oltre allo spazio importante che Tafolla si concede in sede solista, praticamente in ogni pezzo. Altro elemento che colpisce al primo ascolto è la decisione di tenere in primo piano da batteria di Rikard Stjernquist, che infatti risulta molto presente nello svolgimento di tutti i brani – scelta di produzione particolare, ma per nulla sbagliata visto il grande lavoro dietro le pelli del drummer di origina svedese. Un attimo, che fine ha fatto il Tiranno, vi chiederete…. Nessuna fine, anzi. Harry “The Tyrant” Conklin piazza la sua consueta prestazione vocale di livello stratosferico, che permette ad ogni pezzo di ‘The Deviant Chord’ di rendere al 120% delle sue potenzialità – è imbarazzante la naturalezza con cui gioca su toni alti e bassi, passando senza problemi da tonalità dal sapore malvagio a linee molto più aperte, senza mai perdere il controllo della situazione. Dei pezzi nel dettaglio abbiamo già parlato in sede di anteprima: qui vale la pena ricordare, oltre all’impatto vorticoso di ‘Born Of The Flame’, l’epicità maestosa della title-track, la quadrata e vibrante ‘Blacklist’ (per chi scrive il top del disco, oltre che una delle migliori interpretazioni assolute di Harry Conklin), le atmosfere irish metallizzate della cover di ‘Foggy Dew’, la delicata ‘Long Awaited Kiss’, la più frenetica ‘Salacious Behaviour’ e l’anthemica e possente ‘Dare’, che va a chiudere in crescendo l’album. Volendo sintetizzare al massimo, si potrebbe dire che ‘The Deviant Chord’ è un gran disco e chiuderla lì. Ma è anche un disco estremamente vario, che mostra le anime diverse di una band che appare tornata in piena forma – e il ritorno di Joey Tafolla con il suo approccio melodico ed il suo virtuosismo fiammeggiante è stato certo sfruttato al meglio. Il risultato è uno dei migliori dischi nella storia dei Jag Panzer. E un disco che si piazzerà tra i top di questo 2017, senza dubbio alcuno.

Tracklist:
01. Born Of The Flame
02. Far Beyond All Fear
03. The Deviant Chord
04. Blacklist
05. Foggy Dew
06. Divine Intervention
07. Long Awaited Kiss
08. Salacious Behavior
09. Fire Of Our Spirit
10. Dare

Line-up:
Harry Conklin – voce
Mark Briody – chitarra
Joey Tafolla – chitarra
John Tetley – basso
Rikard Stjernquist – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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