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IRON MONKEY – ‘9-13’

Dall’umidità grigia e fangosa di Nottingham strisciarono fuori gli Iron Monkey, attivi già agli inizi degli anni Novanta e reclutati dalla Earache dopo un EP uscito per la piccola Union Mill. La loro storia è breve e dolorosa, piena di strappi e cuciture, proprio come i loro dischi: il fulcro intorno a cui girava lo sludge imbastardito di crust punk del gruppo era il cantante Johnny Morrow e le sue urla spaventose. Gli iron Monkey erano un tritacarne attaccato ad un amplificatore, sparato al massimo. Erano dissonanti, disarmonici, dissacranti, odiavano tutto e tutti, riversando questa miscela velenifera nella loro musica. Dopo un’esperienza disastrosa con la Earache, accusata di essere stata il vero motivo dello scioglimento della band, il gruppo sembra essersi disperso nel nulla. Morrow muore nel 2002 e la firma con la Relapse per un ritorno come trio è davvero una mossa inaspettata. ‘9-13’ però è ben lontano dalla follia di ‘Iron Monkey’ e dalla pesantezza cruda di ‘Our Problem’, veri e propri cataclismi sonori; si tratta di un disco sufficientemente interessante, con alcuni episodi degni di nota ma che non si avvicina all’originalità del passato. ‘Crown Of Electrodes’ fa davvero ben sperare, con una percentuale altissima di cattiveria, ma la voce di Jim Rushbye, storico chitarrista del gruppo, non incide quanto basta a trascinare la band oltre i propri limiti. In pezzi come ‘The Rope’ e ‘Moreland St. Hammervortex’ il paragone con il passato regge, l’influenza di band come Saint Vitus e Black Flag è fortissima e si sente nella ventata di follia portata dai killer riffs di Rushbye e dalla sezione ritmica che finalmente viaggia sugli stessi binari e si trova a cavalcare nella giusta direzione. Ci sono spunti, buone idee, qualche colpo ben assestato, ma nessun vero sobbalzo d’interesse, anche se l’apertura a suoni molto moderni potrebbe aprire spiragli interessanti, soprattutto se Watson riprendesse la sua chitarra. Manca qualcosa a questo ritorno, c’è del marcio ma gli Iron Monkey ci avevano abituato a scavare nel fango fino a farci sanguinare le mani, mentre da ‘9-13’ ne usciamo davvero troppo puliti.

Tracklist:
01. Crown Of Electrodes
02. OmegaMangler
03. 9-13
04. Toadcrucifier
05. Destroyer
06. Mortarhex
07. The Rope
08. Doomsday Impulse Multiplier
09. Moreland St. Hammervortex

Line-up:
Jim Rushbye – voce, chitarra
Steven Watson – basso
Scott Briggs – batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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