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INVIDIA – ‘As The Sun Sleeps’

Nella mente malamente malandata e malata di chi vi scrive, la storia è più o meno questa: cinque tizi famosi , barbuti, muscolosi e tatuati si ritrovano per caso in un negozio di tatuaggi, si squadrano: ”hey ma tu non sei…”, “bro! Ma…tu non suonavi con i…cosi…li…come si chiamavano”, “ma anche tu! Si ti riconosco dai tatuaggi, abbiamo suonato insieme a Los Angeles”. Insomma per farla breve nasce una band. Gli Invidia sono formati da Travis Johnson, bassista degli In This Moment, colpito dal famoso virus FIIC (Faccio Io Il Cantante), Brian Jackson (Skinlab), Matt Snell (5 Fingers Death Punch) e Darren Badorine. Cosa suonano? Ovviamente una musica altamente derivativa dalle band materne, quindi un metal modernamente americano fino al midollo, dove i riff enormi ed enormemente ribassati ci colpiscono con la complicità di un basso che fa ben più del minimo sindacale ed una batteria che invece si limita ad essere estremamente funzionale. I riff sono molto belli, andando però a ricalcare stilemi già ascoltati mille volte e già definiti da altre band. Il disco ha una sorta di evoluzione durante la propria tracklist, in quanto i Nostri piazzano furbescamente – ed in modo piuttosto ovvio – il brano più heavy in apertura, per poi farci ascoltare brani in realtà più vari e sfaccettati in cui il buon Travis (che canta bene!) passa dal cantato “incazzeto” (Cit. Lino Banfi) e quello clean con sorprendente abilità. La band è un compendio di tutto ciò che di moderno gli States hanno prodotto, passando da riff e strofe in stile White Zombie (‘Till Death’) a brani con una forte impronta elettronica e parti vocali ritmicamente hip-hop (‘Step Up’). Appaiono tastiere, a volte atte a rendere il tutto più epico e drammatico (‘Rotten’) altre per riempire un suono volutamente bombastico e grosso. Per il vostro recensore di quartiere la band che maggiormente viene tributata in questo simpatico ‘As The Sun Sleeps’ è quella dei Damageplan, un gruppo da rivalutare, senza doverlo però accostare ai Pantera (combo musicale con il quale aveva ben poco da spartire se non la presenza dei fratelli Abbott). Cosa dire ancora di questa release? Un disco ben suonato, ben cantato, potente, che presenta tutti gli ingredienti per avere un discreto successo negli States. In Europa? Non è “cosa nostra”. Ah, la storia si chiude con la band che ha appena trovato il proprio nome e voltandosi vede passare un altro ceffo tatuato e pompato: “hey! Tu sei Logan Mader? Vieni a produrci!”.

Trackslit:
01. Now Or Never
02. Making My Amends
03. Feed The Fire
04. Rotten
05. Marching Dead
06. Smell The Kill
07. Till Death
08. Step Up
09. Truth In The Sky
10. The Other Side
11. As The Sun Sleeps

Line-up:
Travis Johnson (ITM) – voce
Brian Jackson (Skinlab) – chitarra, voce
Marcos Medina (Skinlab,TMG) – chitarra
Matt Snell (5FDP) – basso
Darren Badorine – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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