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INTEGRITY – ‘Howling, For The Nightmare Shall Consume’

“Voglio comporre musica che sia come un urlo nell’abisso”. Queste le parole che Dwid Hellion rilasciò durante un intervista al mio vecchio collega (e capo) Luca Pessina. Il singer degli Integrity è ormai divenuto un icona POP (nel senso di “popolare”), con il suo carattere forte, schivo, il suo proseguire fin dal 1988 nel proprio cammino in modo deciso, noncurante di ciò che (e chi) lo circonda. La sua visione dell’arte a 360 gradi. Gli Integrity sono una sua creatura, stop. Integrità intellettuale, artistica, nonostante la band abbia visto più membri di una pornostar e la sua musica sia viva in più di (ormai) 60 pubblicazioni. Insomma il carattere non gli manca, e se pensate il contrario andate a dirglielo in faccia. Vi sfido (io non ci andrei). Ormai ridotta la band ad un duo, il Nostro mitico artista (si, ve lo ripeto ancora, “artista”) si avvale unicamente dell’entusiasmo del giovane talentato Domenic Romeo (Day Of Mourning, Dirge, Hatewaves, Ilsa, Kill Life, Pulling Teeth, Slumlords, Virgin Witch), per confezionare questo ‘Howling, For The Nightmare Shall Consume’, un disco che di metal ne ha veramente moltissimo. Un artwork terribilmente oscuro, titoli come: ‘Hymn For The Children Of The Black Flame’ e ‘Burning Beneath The Devils Cross’ sembrano provenire da un album black metal, e il nero signori qui abbonda. Un disco di hardcore metallizzato alla perfezione, ma ben lontano da quello di band come Hatebreed (ad esempio). Qui non c’è speranza, c’è alienazione da un mondo crudele che si può sconfiggere solo con l’odio nel cuore, la rabbia, il buio. Moltissime le parti di chitarra che ci riportano al metal classico, con melodie che onestamente non ci saremmo aspettati. Pezzi ai limiti del doom, con chitarre strazianti, tristi, disperatamente melodiose, come nel brano ‘7 Reece Mews’, una sorta di ibrido tra Nick Cave e gli Anathema più metal. Il disco gode di parti chitarristiche davvero ispirate, assoli armonizzati, classic metal, riff cattivissimi e letali. Ovviamente c’è tanto hardcore, quell’hardcore che molti vedono come il vero progenitore di ciò che poi divenne il metalcore tanto amato/odiato. Un brano come ‘Burning Beneath The Devils Cross’ è potenza pura, baciata da un Romeo in stato di grazia che ci regala, sul finale, un breve assolo maideniano. ‘Hymn For The Children Of The Black Flame’ non poteva avere titolo più appropriato: sfiorando il death metal old school nordeuropeo, riesce ad annichilirci in meno di tre minuti. ‘Serpent Of The Crossroads’ è ancora un pezzo che sa tanto di lentissimo black melodico, intriso di sonorità funeree e dark dove è nuovamente il giovane chitarrista a tenere banco, inanellando una linea melodica dietro l’altra. Altro piccolo capolavoro con ‘String Up My Teeth’: chitarre metal, cantato urlato e un ritmato ritornello rock, dove lo screamer viene affiancato da una sottile voce femminile. Ancora un bellissimo e orecchiabile assolo sul finire del brano, dove acuti femminei si fondono con le note della chitarra e un riffing prettamente hard rock torna a farsi più pesante. Come fondere i Sisters Of Mercy e The Mission con hardcore e metal. Ancora hardcore nero, per la titletrack, ma Romeo non ce la fa proprio a star fermo, ed ecco ancora assoli, assoli, linee melodiche, assoli, riff, assoli. Ho detto assoli? Ragazzi, inutile che storcete il naso leggendo il nome della band su questo nostro/vostro webmagazine; mettetevi il cuore in pace, gli Integrity sono molto più metal (ed intendo heavy metal) di tante odierne e sedicenti band “true”. Registrato presso i Developing Nations Studios con Brad Boatright (Obituary, Full Of Hell) a occuparsi del mastering, questo disco fa della propria eterogeneità il proprio punto forte. Integrità artistica ed intellettuale dicevamo no? Dwid Hellion ne ha da vendere.

Tracklist:
01. Fallen To Destroy
02. Blood Sermon
03. Hymn For The Children Of The Black Flame
04. I Am The Spell
05. Die With Your Boots On
06. Serpent Of The Crossroads
07. Unholy Salvation Of The Sabbatai Zevi
08. 7 Reece Mews
09. Burning Beneath The Devils Cross
10. String Up My Teeth
11. Howling, For The Nightmare Shall Consume

Line-up:
Dwid Hellion – voce
Domenic Romeo – chitarra

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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