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IMPURE WILHELMINA – ‘Radiation’

Gli svizzeri Impure Wilhelmina confermano la qualità del loro progetto con il sesto album ‘Radiation’, uscito per la francese Season Of Mist. Fautori di un post metal riconducibile ad Anathema e Katatonia, gli Impure Wilhelmina puntano molto su melodie melodrammatiche e piene di pathos. Suoni post-punk si avvicendano a fraseggi pop e new-wave fino a trascendere nell’emozione pura e mielosa grazie al timbro di voce di Michael Schindl, a metà tra Jonas Renkse dei Katatonia (appunto) e un Morrissey meno drammatico. Pur rifacendosi a band più “grosse”, gli elvetici percorrono il loro personale sentiero musicale con la fierezza e la sicurezza dei propri mezzi senza aver paura di mescolare generi diametralmente opposti e creando un suono veramente unico. Anche pezzi che potrebbero essere scontatamente pop (come ‘Torn’) acquistano personalità e unicità attraverso gli arrangiamenti e le soluzioni scelte dalla band. La produzione moderna e molto precisa non fa che rendere l’ascolto piacevole anche quando le scorribande melodiche si fanno ostiche o le ritmiche rallentano e piombano nell’oscurità più doom per poi risalire verso il rock alternativo più prevedibile. Un sali e scendi nelle emozioni umane tradotto in musica in maniera adulta e ragionata, prendendo tutto ciò che di buono la band aveva fatto nel passato e rimaneggiandolo in salsa post: post-rock, post-metal, post-hardcore… ogni definizione risulterebbe superflua e limitante: per band simili, essere racchiuse in una cornice solo per cercare di descriverne l’opera non permetterebbe loro di essere apprezzate a pieno. Per chi è in cerca di qualcosa in continua evoluzione e di diverso dalla solita minestra, ‘Radiation’ è un album da non perdere; per chi è ancora legato ai canoni del metal vecchia scuola, da saltare a piè pari.

Tracklist:
01. Great Falls Beyond Death
02. Sacred Fire
03. Child
04. Torn
05. We Need A New Sun
06. Meaningless Memories
07. Bones And Heart
08. By Ravens And Flies
09. Murderers
10. Race With You

Line-up:
Michael Schindl – voce, chitarra
Diogo Almeida – chitarra
Sebastien Dutruel – basso
Mario Togni – batteria

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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