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HOLY MARTYR – ‘Darkness Shall Prevail’

Quando si parla di heavy metal italiano, di certo gli Holy Martyr sono tra le band che più vi hanno fatto onore, soprattutto all’estero. Hanno saputo conquistarsi nel tempo un following fedele soprattutto in Grecia e Germania, terre come si sa molto ricettive rispetto alle sonorità possenti della band di origine sarda. Chissà come reagiranno questi fan di fronte a ‘Darkness Shall Prevail’, un disco che vede gli Holy Martyr dare una direzione ben precisa al loro sound, con marcate differenze rispetto alla loro storia recente ma al tempo stesso coerente coi loro inizi ormai lontani. Evoluzione naturale viene da pensare, considerando anche che sono passati ben sei anni dall’ultimo ‘Invincible’. E sono stati sei anni in cui gli Holy Martyr hanno dovuto per forza di cosa cambiare pelle, modificando per due quinti la line-up e rivedendo in modo significativo gli aspetti logistici – ora la band è distribuita almeno su tre poli geografici differenti. Ulteriore elemento di novità è rappresentato dalla scelta del tema di fondo – ‘Darkness Shall Prevail’ è dedicato all’opera fantastica – ma anche inquietante – di JRR Tolkien. Naturale che sia uscito un disco più intenso, nel quale ogni nota pare rappresentare uno stato d’animo. E naturale forse anche che si tratti di un disco più cupo, introspettivo, per certi versi oscuro. Se nel corso degli anni la formazione guidata da Alex Mereu e Ivano Spiga si era via via spostata verso un heavy metal sempre più classico e diretto, ‘Darkness Shall Prevail’ torna all’epic metal con cui gli Holy Martyr avevano mosso i primi passi, aggiungendo una drammaticità e una cupezza finora raramente toccate dalla band. L’abbiamo già analizzato nel dettaglio, ma è giusto sottolineare come Pezzi come ‘Numeror’ e ‘Taur Nu Fuin’ paghino esplicito omaggio al songwriting di Manilla Road e Cirith Ungol, senza però mai far passare in secondo piano la personalità della band, immediatamente riconoscibile e non solo per la voce di Alex. In ‘The Dwarrowdelf’ escono anche atmosfere folk, per quello che risulta essere uno dei brani più immediati e coinvolgenti nelle sue alternanze tra impatto e melodie acustiche. Le chitarre di Ivano Spiga e Paolo Roberto Simoni scolpiscono nel marmo riff stentorei, su cui si innestano linee melodiche evocative, solo raramente di immediata presa, più spesso ossessive e dissonanti come da scuola doom – non è difficile in certi frangenti riconoscere i Saint Vitus, ma ancor di più Solstice e Candlemass. O per restare in Italia, i DoomSword, anch’essi presi dal loro lato più oscuro. ‘Darkness Shall Prevail’ è un disco monumentale nella sua epicità, dal forte impatto anche se poco o per nulla immediato. Un disco da ascoltare nelle condizioni giuste, con l’attenzione che merita, e che sono convinto porterà molte soddisfazioni, ai fan prima ancora che alla band stessa. Un disco che sa essere epico, maestoso, oscuro, inquietante, emozionante, e molto altro ancora.

Tracklist:
01. Shores Of Elenna
02. Numenor
03. Heroic Deeds
04. Dol Guldur
05. Darkness Descends
06. Taur Nu Fuin
07. Minas Morgul
08. Witch-King Of Angmar
09. The Dwarrowdelf
10. Born Of Hope

Line-up:
Alex Mereu – voce
Ivano Spiga – chitarra
Paolo Roberto Simoni – chitarra
Nicola Pirroni – basso
Stefano Lepidi – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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