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HIGH SPIRITS – Breaking the Barriers

Gli HIGH SPIRITS sono una band fuori dagli schemi. Per la loro storia innanzitutto. Ma anche per la scelta di non porsi limiti musicali, esplorando il mondo del rock ma risultano ben più che appetibili anche per i metaller più accaniti. Sono nati come progetto solista e in studio lo sono ancora, anche se la loro carica on stage ha giocato un ruolo tutt’altro che secondario nel riconoscimento avuto ad ogni livello della scena. SANDRO BUTI ha incontrato il deus ex machina della band, il polistrumentista CHRIS BLACK, un uomo che ha anche pochi peli sulla lingua…

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‘Motivator’ è un disco eccezionale (qui la nostra recensione), ma anche molto breve, meno di mezzora. Scelta assolutamente atipica per il periodo…
“(Chris Black) A dire il vero avevamo un pezzo in più, ‘Just Like a Dream’, ma l’abbiamo lasciata fuori perché non era nel mood del resto dell’album. Non è un disco che necessita di assoli in più, sinceramente. E per quanto riguarda il resto, ho deciso di fare i pezzi più atletici e diretti, senza avere nè numeri nè durate in mente. Puntavo alla qualità, e alla compattezza.”

Come è noto, gli High Spirits sono nati come tuo progetto personale . Sono cambiate in qualche modo le cose in studio? O hai fatto tutto da solo anche stavolta?
“Sì, anche stavolta è tutto fatto da me in studio. E non vedo il motivo di cambiare questo modo di lavorare. A suo modo, è una parte importante del sound che abbiamo. Se facessimo in qualche altro modo potrrebbe andare bene, anche molto bene, ma sarebbe sicuramente qualcosa di abbastanza diverso.”

Quando si parla di suonare dal vivo, gli High Spirits sono invece una vera e propria band. Che influenza ha avuto l’attività live sul songwriting di ‘Motivator’?
“Ne ha avuta, come è logico che sia. Quando abbiamo registrato ‘You Are Here’, ho cercato di mettere nella produzione del disco un po’ del nostro live sound, e devo ammettere che non ha funzionato come avrei voluto. Stavolta ho cercato di farmi ispirare non più dal suono ma dall’energia che la band ha dal vivo. E anche molti dei testi sono basati sulle esperienze che abbiamo accumulato come band.”

Ammetto che mi ha stupito questa volta vedere la promozione del disco accompagnata da foto della band al completo. Vuol dire che non hai problemi di ego?
“Se fosse per me, non avremmo mai avuto nessuna foto della band. Forse nemmeno mia. Per anni ho fatto resistenza, ma ho visto che se non siamo noi a fornire delle foto, giornali e webzine si arrangiano con quello che trovano, spesso andando a prendere immagini brutte, sbagliate, o addirittura che non potrebbero usare. E allora meglio risolvere la questione in partenza, E sul discorso della band intera, mi sembrava giusto far vedere alla gente le stesse facce che poi vedranno dal vivo.”

Ancora una volta, il suono degli High Spirits risulta estremamente positivo, per non dire allegro…
“Sono d’accordo sul fatto che questo disco sia più positivo e ritmato, e probabilmente gli aspetti più atmosferici e malinconici passano in secondok piano, ma ti assicuro che ci sono. A livello di emozioni trasmesse con le parole, credo che gli High Spirits sianok abbastanza complessi, ma la gente può vedere quello che desidera. Se guardi alle session di ‘2013’, ad esempio, vedrai l’aspetto più introspettivo della band. Non c’è giusto o sbagliato, è un’evoluzione continua.”

Da dove nasce un titolo come ‘Motivator’? Pensi davvero di poter motivare chi ascolta la vostra musica?
“Dipende da chi la ascolta. E da un sacco di altre cose. Per me, il disco in sé è stata la motivazione. Può avere senso? Ero pronto a farlo, l’ho fatto. Dobbiamo ricordarcelo sempre, la vita è piena di opportunità, tocca a noi coglierle senza limitarsi. C’è tanto che può essere fatto.”

Quali sono le principali differenze che potresti evidenziare tra ‘You Are Here’ e ‘Motivator’, dal punto di vista musicale o come approccio generale?
“Il processo è stato fondamentalmente lo stesso, a parte il, fatto che ho dato ascolto ai consigli di chi mi sta vicino e ho deciso di prendermi tutto il tempo necessario. Su ‘You Are Here’ mi sono trovato sotto una forte pressione, soprattutto creata da me stesso. E questo non ha fatto bene alla mia creatività. probabilmente ho lavorato sui due dischi per lo stesso numero totale di ore e giorni, ma per ‘You Are Here’ questi si sono concentrati in due mesi, mentre il lavoro su ‘Motivator’ è stato distribuito su otto mesi circa. Questo vuol dire che ho potuto lavorare sollo quando avevo la giusta ispirazione, che è un modo molto più piacevole e gratificante di farlo!”

Una definizione che voi stessi usate è ‘High Energy Rock’. Perché? E perché non metal?
“Credi che sarebbe meglio? Penso che sia meglio così, sinceramente. E’ un punto di riferimento migliore per me, quando mi trovo a scrivere musica. Tante band heavy metal si sono definite high energy rock, e in fondo non è così importate. Se qualcuno ci vuole chiamare una band heavy metal, io non ho problemi, ma non abbiamo mai pensato di essere nulla di diverso da una rock band.”

Le basi della vostra musica stanno palesemente tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80. Ci sono band in particolare che vi ispirano?
“Ci sono, e sono tante. E’ impossibile nominarne una o un’altra. Quegli anni sono stati eccezionali per il rock, ma anche gli anni ’90 sono stati ricchi di ottima musica heavy. Non è questione di periodi, è solo la buona musica che conta!”

Chris, tu porti avanti tanti diversi progetti. Come fai? Rispecchiano aspetti diversi della tua personalità?
“Come faccio? Non ne ho idea, e faccio davvero fatica a volte. Ci sono troppi contenitori diversi per troppe idee, e soprattutto non c’è mai abbastanza tempo. Cerco di non farmi deprimere da questo, e di far andare avanti tutto al meglio. E cosa rispecchiano? Certo, sono aspetti diversi di me stesso, idee differenti, tentativi di sperimentare e mettersi alla prova… un po’ di tutto.”

Quando vi rivedremo in azione da questa parte dell’Oceano?
“Saremo di nuovo in Europa a febbraio, suoneremo in Gran Bretagna, Irlanda ed in Germania, all’Hell Over Hammaburg. Poi torneremo a settembre per lo Storm Crusher festival, sempre in Germania, e lì cercheremo di attaccare più date possibili, magari anche in altri paesi. Speriamo di vedere più fan possibili!”

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Discografia:
High Spirits (2009)
Another Night (2011)
2013 (2013)
You Are Here (2014)
Motivator (2016)

 

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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