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HIGH SPIRITS – ‘Motivator’

High Energy Rock. Così gli stessi High Spirits definiscono la loro musica. E non sbagliano per nulla, anzi. Di energia il gruppo guidato da Chris Black ne ha da vendere. Gruppo, perché dal vivo gli High Spirits sono una vera e propria band, oltre che una potenza, anche se in studio è lo stesso Chris a occuparsi più o meno di tutto, strumenti compresi. E lo fa bene, tanto che ‘Motivator’ è uno degli highlight di questo periodo. Se il precedente ‘You Are Here’ aveva lasciato qualche dubbio in tema di produzione, il nuovo disco scorre via che è un piacere, su note che sanno di classico heavy metal, hard rock e un pizzico di rock’n’roll. ‘Motivator’ potrebbe essere uscito nel 1980 o giù di lì, e non soltanto perché dura meno di mezzora – oggi che tutti tendono ad abbondare con la quantità… L’energia della NWOBHM, la carica sfrontata dei primi Maiden, lo spirito rock dei Budgie, una spruzzata di rock’n’roll, un velo di anarchia punk e la capacità di costruire melodie immediate e memorabili su due accordi… questo sono gli High Spirits, questo e molto di più. Ogni pezzo è un potenziale hit, costruito per il palco ma dannatamente efficace anche su disco. La ricetta è sempre la stessa, il risultato ogni volta differente: ‘Flying High’, ‘Reach For The Glory’, la maideniana ‘Take Me Home’, la conclusiva ‘Thank You’ con il suo incedere motorheadiano… Impossibile restare indifferenti di fronte alla carica sfrontata e rolleggiante della band. Che trasmette energia positiva, senza limiti e confini: ed è questo che rende gli High Spirits una mosca bianca sulla scena, anche se nella sostanza Chris Black e i suoi compagni non inventano nulla… Pura energia rock, nulla più e nulla mano.

 

Tracklist:
1. Up And Overture (0:38)
2. Flying High (3:19)
3. This Is The Night (2:34)
4. Reach For The Glory (4:17)
5. Do You Wanna Be Famous (4:13)
6. Haunted By Love (3:48)
7. Down The Endless Road (3:30)
8. Take Me Home (3:37)
9. Thank You (3:32)

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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