Loud Reports

HAMMERFALL – Il report del concerto @ Live Club, Trezzo Sull’Adda (Mi) – 29.01.2017

E’ una domenica sera all’insegna dell’heavy metal classico quella che va in scena oggi al Live Club di Trezzo sull’Adda. Non si ripete il pienone visto già due volte in settimana – per Sabaton/Accept ed EMP Persistence Tour – ma l’affluenza è più che discreta anche considerando il giorno. Gli Hammerfall poi mancano dalle nostre scene da un paio d’anni, e la curiosità di rivederli in azione sulla scia del nuovo ‘Built To Last’ è tanta…

Aprono i Lancer, e bastano poche note a capire perché. Il power/speed melodico degli svedesi ha tanti punti di contatto con le sonorità degli headliner, come del resto già evidente sul nuovissimo ‘Mastery’, terzo disco per loro ma primo con la Nuclear Blast alle spalle. Musicalmente i ragazzi ci sanno fare, e soprattutto a livello di guitarwork offrono un ottimo spettacolo, nella piccola porzione di palco a loro concessa. Il loro metal è diretto ed immediato, tanto che le prime file si fanno coinvolgere man mano, nonostante una prestazione non proprio esaltante del cantante Isak Sternwall, che urla fuori registro per una buona metà dello show. Ma la mezzora a loro disposizione scorre via piacevole, e non serve chiedere altro. Ero abbastanza scettico sui Gloryhammer, per il loro concept fantascientifico e la loro immagine spinta dall’eccesso, e vederli salire sul palco con tanto di corazze e martello gigante non prometteva davvero bene. Invece i ragazzi hanno mostrato di saperci fare, con sonorità di evidente ispirazione Rhapsody – e la stessa sovrabbondanza di registrazioni e campionamenti. Sanno stare sul palco quanto meno, e con il vocalist Thomas Winkler hanno un ottimo intrattenitore, capace di condurre con sicurezza un pubblico comunque molto ben disposto. Non c’è il tastierista titolare Chris Bowes degli Alestorm, sostituito da un non meglio identificato “Fake Chris” – e anche questo mostra come si prendano poco sul serio. Tra Rhapsody e Dragonforce, con un pizzico di Judas Priest – la diretta ‘The Hollywood Hootsman’ – i Gloryhammer divertono e scaldano il pubblico a dovere, meritandosi i primi robusti cori. Cori che ora si indirizzano verso gli headliner, man mano che viene svelato il loro stage set – minimale ma funzionale. Si può dire degli Hammerfall tutto quello che si vuole, ma non che non siano ottimi performer. Se i dischi della band svedese sono spesso caratterizzati da alti e bassi, dal vivo il focus va sul materiale più efficace, e qui la band svedese teme davvero pochi confronti. E’ ‘Hector’s Hymn’ a dare il via allo show, con un suono immediatamente molto pulito. Il primo classico arriva immediatamente, con la quadrata ‘Riders On The Storm’ – che porta anche il primo duello chitarristico tra Oscar Dronjak e Pontus Norgren. Il nuovo album riceve subito spazio con ‘Bring It!’, e va detto che i brani scelti per l’occasione fanno la loro figura anche mescolati ai classici della formazione scandinava. Joacim Cans può non essere il miglior cantante del mondo, ma dal vivo è una sicurezza oltre che un ottimo entertainer, che non smette di interagire col pubblico – e non solo con le prime file. Fin dai loro primi anni, gli Hammerfall hanno avuto la capacità di scrivere hit, e la dimensione live è quella ideale per gustarsi ‘Bloodbound’, ‘Renegade’ e la più meditata ‘Crimson Thunder’ – inattesa e per questo ancor più gradita. C’è spazio per un pizzico di show extra quando Oscar Dronjak imbraccia una chitarra a forma di martello per l’anthemica ‘Let The Hammer Fall’. E c’è una faccia nuova dietro le pelli, quella di Johan Koleberg, che si rivela drummer potente e sempre preciso, capace di imprimere il suo punch a pezzi vecchi e nuovi. Gli Hammerfall ci offrono un esauriente excursus lungo la loro storia musicale, iniziata proprio venti anni fa con ‘Glory To The Brave’. E proprio a questo disco, Joacim Cans e soci dedicano stasera un gustoso medley, che sfocia nell’intensa ed emozionante title-track, che il pubblico canta con trasporto a gran voce. ‘Punish And Enslave’ chiude la prima parte dello show, prima di una breve pausa che ci porta al finale vero e proprio, con il trittico composto da ‘Hammer High’, ‘Bushido’ ed il mega-hit ‘Hearts On Fire’, sottolineato in ogni nota da un pubblico davvero entusiasta, con tanto di crowdsurfing nelle prime file. Stavolta è finita davvero, la soddisfazione negli occhi dei presenti è evidente, come anche degli stessi musicisti che si concedono le foto di rito davanti a una cornice di pubblico davvero ottimale. Come ottima è stata la serata musicale, a conferma che quando si parla di palco gli Hammerfall sono e restano una certezza.

Foto di Luca Bernasconi

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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