Loud Reports

HAKEN – Il report del concerto @ Islington Assembly Hall, London (UK) – 26.03.2017

È una tranquilla domenica londinese e su Islington cala un folto gruppo di progsters pronto a godersi quasi 4 ore di tempi dispari e sperimentazioni elettroniche. La cosa che più fa specie è che siano presenti solo ragazzini giovanissimi, poco più che ventenni, e signorotti attempati: niente vie di mezzo! Non mi soffermo neppure a sottolineare la predominanza maschile in platea, ormai fatto risaputo per il pubblico prog. A rompere il ghiaccio sono i Next To None, capitanati da Max Portnoy (sì, proprio il figlio di Mike) dietro le pelli. Di primo acchito sembra di avere davanti la classica band di ragazzini alle prime armi pronta a suonare alla festa della scuola (vista l’età), ma di fatto i nostri sanno il fatto loro e presentano il loro breve set in modo del tutto professionale, proprio come dei musicisti navigati. Seppur già ottimi musicisti presi singolarmente, devono ancora lavorare sul loro suono come ensemble, cosa che con tempo ed esperienza accadrà senz’altro. È il turno di Rémi Gallego e i suoi The Algorithm, la cui musica alterna momenti di pura elettronica e dubstep a riff e blast beats decisamente mutuati dal black metal e atmosfere djent metal. Come da copione, solo la parte più “sbarbata” della platea sembra gradire e partecipare allo show del duo. Dopo una breve attesa tocca agli Haken. La scaletta è fin da subito votata al loro lavoro più recente, ‘Affinity’: aprono proprio con le prime due tracce dell’album (‘Affinity.exe’ e ‘Initiate’). I synth e la batteria campionata di ‘1985’ sono accompagnati da una rappresentazione piuttosto autoironica, con tanto di solo di keytar per Diego Tejeida e occhiali a mascherina fluo indossati da Ross Jennings. La tripletta ‘The Mind’s Eye’, ‘Portals’ e ‘Shapeshifter’ sono forse i tre brani che dal vivo meglio rappresentano la musica degli Haken: una bilanciata miscela di suoni eterei e melodie vocali estremamente cantabili con riff distorti e parti di tastiere e batteria in cui i tempi composti la fanno da padrone. Sono molto facili gli accostamenti con band quali Porcupine Tree, Tool o Dream Theater, ma i nostri si differenziano senza dubbio per l’ampiezza del loro spettro di influenze. I brani top della serata sono il medley che riassume l’album ‘Aquarius’ e ‘Cockroach King’, per il quale viene invitato come ospite l’ex bassista Tom MacLean. Una serata come questa è decisamente un buon strumento per tastare il polso del prog rock e metal nel 2017: le band sul palco questa sera illustrano ampiamente lo spettro di sonorità che abbiamo a disposizione attualmente sulla scena, a partire da quelle più “classiche” dei Next To None fino alla crossover totale dei The Algorithm.

haken tour 2017

Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con Rock Hard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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