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H.E.A.T – ‘Into The Great Unknown’

Avete presente quel suono elettropop tipico della prima metà abbondante degli anni Novanta, quello di album come ‘Elegantly Wasted’ degli INXS, ‘Hey Man’ dei Mr. Big e ‘Medazzaland’ dei Duran Duran? Per gli H.E.A.T di ‘Into The Great Unknown’ la domanda è certamente retorica, perché per questa loro nuova fatica pescano a piene mani da quelle sonorità. Sì, avete capito bene e no, non siamo impazziti. Che a questi svedesi poco importi delle etichette è risaputo, ma su questo disco mostrano davvero una gran faccia tosta e sempre questa caratteristica tende a dividere le reazioni dei fans. Paradossalmente, questo disco piacerà di più a chi non è già un estimatore della band e a chi ama allargare i propri orizzonti al pop rock sulla scia dei Muse. Intendiamoci, la modernità e l’hard rock che caratterizzano da sempre la band di certo non mancano, ma per questo disco gli H.E.A.T si muovono davvero sul filo del rasoio e se da un lato troviamo pezzi ben solidi e rocciosi come l’opener ‘Bastard Of Society’ o l’esplosiva ‘Shit City’, dall’altra parte ci sono le melodie decisamente più leggere di ‘Time On Your Side’ e ‘Best Of The Broken’-con tanto di omaggio vocale a Michael Jackson-, che si buttano in una spirale quasi dance. Sono dei brutti pezzi? No, tutt’altro. Ce le aspettavamo in un disco di questa band? La risposta è ancora no. La decisione di un giudizio positivo o negativo verso questo disco probabilmente oscillerà a seconda del grado di aspettativa di chi ascolta. Possono dei pezzi come la corposa e, questa volta sì, tipicamente H.e.a.t-sound ‘Eye Of The Storm’ o una efficacissima ‘Blind Leads The Blind’, compensare le linee elettroniche ossessive di ‘Do You Want It?’. Siamo qui per dare un’opinione in fin dei conti e allora tiriamo le somme: ‘Into The Great Unknown’ è un buon lavoro pop rock, con alcune punte hard rock, disseminato di elettronica. Se cercate gli H.E.A.T. dei lavori precedenti, rimarrete delusi nonostante il ritorno del figliol prodigo Dave Dalone, ma se volete divertirvi insieme a loro, sedetevi e godetevi le sorprese che riserva questo disco.

Tracklist:
01. Bastard Of Society
02. Redefined
03. Shit City
04. Time On Our Side
05. Best Of The Broken
06. Eye Of The Storm
07. Blind Leads The Blind
08. We Rule
09. Do You Want It?
10. Into The Great Unknown

Line-up:
Erik Gronwall – voce
Dave Dalone – chitarra
Jona Tee – tastiere
Jimmy Jay – basso
Crash – batteria

Editor's Rating

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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