Loud Albums

GWAR – ‘The Blood Of Gods’

Sono tornati i Gwar, per dare una sistematina a questo mondo corrotto, ammuffito, sporco e dilaniato da un’umanità sempre più proiettata verso l’estinzione. Guerre, politici, fast-food, inquinamento, corruzione, religioni e quant’altro hanno reso il Mondo un posto invivibile, una shitball dispersa in qualche remoto e puzzolente angolo dell’Universo. Ma ci chiediamo: ce n’era veramente bisogno? Noi nella nostra casetta con la nostra tazza di tè caldo stiamo bene, fuori non fa neanche troppo freddo e le giornate sono ancora soleggiate e tiepidine. Non sentivamo così tanto la necessità di un nuovo album della band americana, ve lo diciamo chiaro e tondo. Belli i costumi certo, belli gli ideali che da anni questi mostri spaziali portano avanti fregandosene altamente dei giudizi dei bigotti benpensanti, ottimo anche il sound di ‘The Blood Of Gods’, nulla da dire in merito. Ok, ma… la musica? A tre anni dalla morte per overdose del povero Oderus Urungus i Nostri tornano con una manciata di brani al vetriolo (politicamente parlando) che però non seguono nessunissimo schema strumentale, risultando abbastanza indigesti sin dai primissimi ascolti. Undici brani (più la riuscita cover di ‘If You Want Blood (You Got It)) che si sfaldano come neve al sole, come terriccio marcio destinato a non vedere mai più crescere qualcosa sopra di sé. La voce ruvida e scanzonata di Blothar è sì accattivante, ma – una volta “incollata” alla parte strumentale – non lascia quel segno, quell’artigliata che ci saremmo aspettati da una band con così tanta esperienza. Che genere fanno i Gwar? Hard Rock? Metal? Punk? Rock? Tango? Flamenco? Sinceramente non si capisce molto, aborriamo – con la A, come dice Mughini eh, non pensate male – il maldestro tentativo di assomigliare a tutti e nessuno. Il minestrone musicale che si viene a creare è indigesto e amaro, non adatto ai nostri palati. Non c’è un ritornello uno o una canzone che rimangano in testa dal primo ascolto, a parte forse la “lordiana” ‘I’ll Be Your Monster’, e ciò ovviamente no es bueno, ¡no bueno!, per dirla alla spagnola. C’è qualcosa da salvare quindi? Sì, la già citata cover degli Ac/Dc: un po’ pochino per giudicare positivamente questo ‘The Blood Of Gods’, non credete?

Tracklist:
01. War On GWAR
02. Viking Death Machine
03. El Presidente
04. I’ll Be Your Monster
05. Auroch
06. Swarm
07. The Sordid Soliloquy of Sawborg Destructo
08. Death To Dickie Duncan
09. Crushed By The Cross
10. Fuck This Place
11. Phantom Limb
12. If You Want Blood (You Got It)

Line-up:
Blothar – voce
BalSac the Jaws Of Death – chitarra
Pustulus Maximus – chitarra
Beefcake the Mighty – basso
Bonesnapper – cori
Sawborg Destructo – cori
Jizmak Da Gusha – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

Post precedente

IRON MONKEY – ‘9-13’

Post successivo

EXIT EDEN - Guarda il video della cover di 'A Question Of Time' (DEPECHE MODE)