Loud Albums

GUILLES – ‘Harvest Of Grey Days’

Torniamo in Spagna ancora una volta, questa volta in Comunità Valenciana e più precisamente a Castellón De La Plana. Andiamo quindi a trovare i Guilles, formazione attiva da quasi una ventina d’anni e fiera ambasciatrice del metal estremo in España. Ridendo e scherzando qua continuano ad uscire formazioni e progetti ben distanti dal metal classico spagnolo d.o.c. Quindi le cose sono due: o gli iberici si stanno incazzando veramente oppure, finalmente, l’humus di “marciume” musicale ha cominciato a dare i suoi diabolici frutti, maturati e trasformati da giovani ed entusiasti musicisti in album thrash, black o death metal. I nostri Guilles hanno attraversato un po’ tutte queste fasi, partendo da un black metal vecchia scuola per arrivare oggi ad un maturo death metal melodico più svedese degli Abba e dell’Ikea stessi. No beh, c’è anche qualche rimando al metal core americano, quello più ficcante e smaciullento di gente come The Black Dahlia Murder e soci. Ma sono sempre i riff e le dilaniate vocals di scuola scandinava a farla da padrone in questo ‘Harvest Of Grey Days’. Tra l’altro cavolo…questi pestano giù duro come dei matti. Date un ascolto a ‘Born In A Black Void’ e alla thrashy ‘Bewildered Predator’, brano in cui il batterista Daniel sembra un mitra impazzito e senza controllo (la batteria invece la controlla eccome) che da lì a poco combinerà un casino assurdo, tra corpi dilaniati e sbudellamenti di ogni genere. Per non parlare poi delle chitarre affilate come lame e della voce ribollente di odio e rabbia di Adrián. Qua e là emergono anche interessanti intermezzi strumentali giusto giusto un pelo atmosferici, preludi di tempeste metalliche mandate a torturarci dal Diablo in persona. Oh Spagna, Spagna… finalmente hai iniziato a rivelare il tuo volto nascosto, quello più oscuro e demoniaco. Finalmente! A noi questa ondata di gruppi nati dalla bava di Satana non dispiace affatto, anzi va a completare nel migliore dei modi una scena che per troppi anni è dipesa da tanta, (a volte) troppa, melodia.

Tracklist:
01. Latent
02. Born In A Black Void
03. Clock
04. Bewildered Predator
05. Lines And Scars
06. Dehumanized
07. Disobedient
08. Enraged
09. Message
10. Lost
11. Cloud
12. Hopeless
13. Alive
14. Incomplete

Line-up:
Adrián – voce
Fernando – chitarra
Sevi – chitarra
Enrique – basso
Daniel – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

Post precedente

THUNDER – Il report del concerto @ Eventim Apollo, Londra (GB) – 28.03.2017

Post successivo

NIGHTBRINGER – ‘Terra Damnata’