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GRAVESITE – ‘Neverending Trail Of Skulls’

Questi fanno sul serio cari i miei lettori. I Gravesite arrivano da Bologna e suonano un death metal vecchia scuola. Direi una scuola fatiscente e in rovina, ma sempre affascinante, magari con una storia ricca di violenze e omicidi di giovani innocenti. Roba da film horror. Esattamente come questo splendido lavoro della band tricolore, che suonano “quel” death metal, quello che faceva davvero paura e non era una mera esibizione tecnico/stilistica. Qui si suona death metal verace, sentito, quello proveniente dalla fine degli anni 80 e primissimi 90, e i Nostri riescono a stare perfettamente a cavallo tra la scuola americana e quella scandinava. Ecco allora che se i Gravesite sembrano aver imparato a memoria le lezioni di Chris Reifert (Death, Autopsy), ogni tanto si sente odore di neve scandinava ed il vento freddo ci porta la eco di band come Entombed, Nihilist e Carnage. La voce di Gabri è quanto di meglio ci potremmo aspettare da un album death: malata, putrescente, spaventosa. Una produzione perfetta che enfatizza parimenti ogni strumento ci aiuta ad apprezzare i growl spaventosi del sopra-citato demone che si è impossessato del microfono prima e delle nostre casse poi. Numero perfetto (lo ripeterò sempre, a vita) di pezzi: otto. Un numero che se “sdraiato” rappresenta l’infinito, esattamente la quantità di volte (infinita) in cui ho sentito vecchi capolavori composti da otto magici brani (i classici quattro pezzi per lato del vinile/cassetta). Durata media di quattro minuti per queste otto schegge impazzite, in cui raramente si rallenta il ritmo e che ci vengono scagliate contro con una convinzione che spaventa. “Old school death metal with punk attitude”. In realtà sarebbe bastata questa loro definizione per concludere la recensione. La potenza anarchica del primo death metal infatti, quello “ignorante”, marcio e dall’attitudine dannatamente hardcore è qui ben presente e vivida. In questo disco rinasce l’attitudine e lo spirito di demo come ‘The Shining Pentagram’ dei Necrodeath, o ancora ‘Death By Metal’ dei Mantas. Attitudine… tutta attitudine cari i miei lettori. Cambi di tempo distruttivi (nell’opener ‘Neverending Trail Of Skulls’), cavalcate mortifere ed epicamente death (‘Global Disease Madness’) e ottimi assoli (‘Forced To Cannibalism’) che si incastonano come nere pietre preziose in montature in argento. Insomma… un bel disco death metal come Satana comanda per una band che ha trovato velocemente la propria identità.

Tracklist:
01. Neverending Trail Of Skulls
02. Postmortem Fetal Extrusion (Coffin Birth)
03. Sewer Freaks
04. Global Disease Madness
05. Forced To Cannibalism
06. Atrophied Organs
07. Town To The Re-animated
08. Swallowed In Darkness

Line-up:
Gabri – voce
Gioele – chitarra, voce
Claudio – basso
David – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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