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GRAHAM BONNET BAND – ‘Live…Here Comes The Night’

Dopo l’ottima prova a nome ‘The Book’ dello scorso autunno, per la Graham Bonnet Band è giunto il momento di immettere posticipatamente sul mercato il concerto registrato nell’Aprile 2016 in occasione del nostrano Frontiers Festival. Per ovvie ragioni non ci sono canzoni nuove in scaletta, ma a ben vedere un collegamento con l’ultimo disco in studio c’è ugualmente: il CD allegato a ‘The Book’ che presentava un esteso “best of” ri-registrato degli anni d’oro del singer inglese, può essere visto come la versione da studio di quanto contenuto in questo live, in un singolare scambio di ruoli cronologico. Ora: chiamatela carica innata, chiamatelo testosterone generato dalla bella Beth-Ami Heavenstone (la sua nuova e più giovane moglie-bassista), ma alla soglia dei 70 anni il buon vecchio Graham riesce ancora ad innescare nell’ascoltatore un coinvolgimento di alto livello. Certo, come nella maggioranza dei live-albums in circolazione una qualche sovraincisione c’è pure qua, ma l’elemento predominante di questo ‘Live…Here Comes The Night’ è la freschezza: brani che formano un pezzo di storia dell’Hard Rock, autentiche tessere preziosissime che nell’insieme vanno a comporre un mosaico dal valore artistico inestimabile, sono riversati sull’audience rinvigoriti da una formazione di fenomeni che vede la dolce coppietta di cui sopra affiancata dalla chitarra del funambolico Conrado Pesinato da una parte, e dalla batteria del marziano Mark Zonder dall’altra. Considerata la padronanza strumentale di cui è in possesso, per il chitarrista brasiliano sarà stato un vero spasso saltellare tra una partitura di Yngwie Malmsteen ed una di Steve Vai sui pezzi degli Alcatrazz, attraversando poi la carriera ottantiana del cantante misurandosi con le trame di Michael Schenker e Chris Impellitteri, e “last but not least” con quelle di colui che l’ha lanciato nel mondo del rock duro sul finire dei seventies, Mr.Ritchie Blackmore ed i suoi Rainbow. Via così fra le varie ‘Island In The Sun’, ‘Suffer Me’, ‘Desert Song’, ‘Stand In Line’, ‘All Night Long’ e l’obbligatoria ‘Since You Been Gone’, stranamente non posta in chiusura a mò di “happy end”, ma la chicca che farà più felici i veri seguaci di Bonnet è senza dubbio l’accoppiata ‘S.O.S.’-‘Night Games’, i due pezzi selezionati dallo storico album solista ‘Line Up’ del 1981. Una volta archiviata questa brillante operazione discografica vedremo di scoprire cosa ha da riservarci il futuro prossimo del combo guidato dal frontman britannico (ultimamente tornato in pista anche con Michael Schenker sul fronte live), alla luce del recente cambio di line-up che ha visto Pesinato e Zonder avvicendarsi con i nuovi entrati Joey Trafolla alla chitarra e Mark Benquechea alla batteria. Per ora possiamo solo terminare con due conclusioni: la prima augurarsi che la band prosegua lungo il solco tracciato in questi ultimi anni, la seconda tornare velocemente a ripassare la lezione di storia del docente Graham.

Tracklist:

01. Eyes Of The World
02. All Night Long
03. S.O.S.
04. Stand In Line
05. God Blessed Video
06. Will You Be Home Tonight
07. Jet To Jet
08. Night Games
09. Suffer Me
10. Dancer
11. Desert Song
12. Island In The Sun
13. Since You Been Gone
14. Assault Attack
15. Lost In Hollywood

Line-up:
Graham Bonnet – voce
Conrado Pesinato – chitarra
Beth-Ami Heavenstone – basso
Mark Zonder – batteria

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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