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GOREPEST – ‘The Aeon Of Horus’

Info sparse? Buttate li? Vengono da Genova, suonavano death metal svedese con testi vichinghi, hanno una delle copertine più belle degli ultimi mesi, ora fanno black metal (anzi… “brutal black metal con influenze old school black and death metal”), si chiamano Cronoth, Nokturhn e Goatahl ma quando si lavano la faccia la gente li conosce come Filippo Levi, Emiliano Trabucco ed Enrico Giovanetti (ma abbiamo mischiato le carte e sopratutto l’ordine dei nomi. Non saprete mai chi si nasconde dietro i warname!), il disco è stato registrato e composto dal chitarrista Enric… Cron… Vabbè basta fare gli stupidi e parliamo seriamente di musica, perché i Nostri quando imbracciano gli strumenti seri lo sono davvero. Sono giovani ma nonostante il cambio di genere (qualcuno ha detto “Darkthrone”?) hanno le idee chiare, scrivono testi intelligenti e profondi ed hanno un approccio musicale assolutamente professionale. Partendo dal presupposto che chi vi scrive è particolarmente legato alla scena estrema genovese, non posso non incensare il talento di questo power-trio e sopratutto il leader maximo Cronoth. Intendiamoci bene, e qui voglio essere cristallino: la musica non è fantastica, ed ho il limite ignorantemente personale di sorridere ogni qualvolta vedo un ragazzo esile e dai capelli corti pittarsi come un demonio e fare le espressioni truci. Ma qualcosa permea questo disco: il desiderio di dire cose interessanti, una ricerca nei testi, una semplicità nel riffing che dovrebbe essere noiosa ma magicamente non lo è. Semplicità… pensando al black ci immaginiamo subito riffing perpetrati sadicamente all’infinito, come mantra diabolici, come Burzum o gli Inquisition. In questo disco non è così, i riff vengono solamente ripetuti qualche volta di troppo, ma ripeto… non infastidisce. La voce di Enrico (ormai l’abbiamo svelato!) è perfetta, intellegibile e cattiva al punto giusto, e la sua chitarra disegna trame che ancora hanno debiti da pagare al loro passato death metal. Strana e bruttina la produzione di alcune chitarre soliste, nettamente differente e qualitativamente più scarsa rispetto al bel suono delle chitarre ritmiche. I Nostri producono un disco dinamico, dove brani come la cadenzata ‘The Autopsy Of God’ (uno dei tanti bellissimi titoli di questo disco. Citiamo anche ‘Crucifucked’ e ‘Enduring The Eternal Molestation Of Posers’) si alternano a momenti di furia primitiva ed ignorante. Bellissima la potente ed epica ‘Slaves Of Space And Time’, che ci lascia con la voglia di riascoltarla nuovamente e immediatamente. Alcuni riff pagano il dazio a quel thrash teutonico, quella musica proto-black che entità come Sodom e Kreator partorirono dalle fiamme di adolescenziali inferni. Esempio di quanto appena scritto lo troviamo nella scheggia impazzita che risponde al nome di ‘Enduring The Eternal Molestation Of Posers’, già citata per il titolo davvero geniale. Chiude la furiosa ‘Summoning The Throne Of Self’, bella, epica e con pattern di gran cassa particolari e ben riusciti. Citiamo anche il basso di Nokturhn semplice e pulito, ma perfetto per supportare i riff di questo bel dischetto ottico. Insomma non è un disco imprescindibile, ma qualcosa di grande (ma acerbo) permea questa band; si chiama talento ed aspettiamo con calma che maturi. Tempo ne abbiamo.

Tracklist:
01. The Aeon Of Horus
02. Torn The Cross In The Blood
03. Winterspell Rites
04. To Grind Priests
05. The Autopsy Of God
06. Slaves Of Space And Time
07. Enduring The Eternal Molestation Of Posers
08. Crucifucked
09. Summoning The Throne Of Self

Line-up:
Cronoth – voce, chitarra
Nokturhn – basso
Goatahl – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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