Loud Reports

GOJIRA – Il report del concerto @ Alcatraz, Milano – 14.06.2017

Si ringrazia per l’articolo l’amico (e artista!) Marco Di Salvia.

Raccomandati. Questo è il primo pensiero che molti hanno quando si nominano i The Raven Age, band di supporto ai Gojira. Facciamo un passo indietro arrivando al momento in cui entriamo all’ormai familiare Alcatraz, scoprendo che stasera le band si esibiranno sul “palco piccolo” e che, complice il numero davvero esagerato di concerti durante la combo giugno/luglio, l’affluenza del pubblico non è certo quella delle grandi occasioni. In due/tre mesi, sul suolo italico si avvicenderanno davvero tutti: Kreator, Slayer, Morbid Angel, Deep Purple, Moonspell, Albano e Romina, Marduk, Megadeth. Insomma… le tasche dei kids sono e saranno messe a dura prova. I Gojira restano però una di quelle band da vedere, da seguire e supportare. Dobbiamo invece sopportare i The Raven Age, band che non suona male, ci tengo a dirlo. La loro forza è anche la loro debolezza, ovvero avere tra le proprie fila il figlio di Steve Harris. Mica cazzi. Insomma, abbandonando l’idea di giocare con le parole (George Harris, Harris, son. George Harrison), ammettiamo che la band il suo sporco lavoro lo fa. Li abbiamo visti anche di recente al Live Club di Trezzo Sull’Adda (supportando gli Anthrax) e l’impressione è sempre la stessa. Suonano bene, si muovono in modo sempre più disinvolto e stanno imparando a tenere il palco. Cosa manca? Il talento. Mancano le canzoni. Manca il carisma. Propongono un metal melodico che flirta con il metal classico e con il metalcore, cercando di soddisfare tutti e come spesso capita in questi casi, non accontentando nessuno. Sarebbero in tour con questi mostri sacri se uno di loro non si chiamasse Harris? Forse (sicuramente) no. Tocca ai titolari, a quei Gojira che stasera si prenderanno una bella rivincita. Una rivincita su quelle persone che dopo pochi ascolti di ‘Magma’ (Roadrunner, 2016) li etichettarono come “commerciali” (forse a molta gente sfugge il significato di questa parola) e “venduti”. I Gojira incassano, e tornano dopo aver lasciato ai propri fan il tempo di ascoltare il disco, metabolizzarlo e farlo proprio. ‘Magma’ è liquido, morbido, strutturalmente più “semplice” rispetto ai dischi precedenti ma non per questo più leggero o facile. Questa sera i brani tratti da questo lavoro risulteranno paradossalmente i più adatti ad essere eseguiti dal vivo, con il loro andamento empatico che crea emozione in un continuo feedback tra il palco ed il pubblico. Tecnica, pulizia esecutiva, pathos. La band è completamente assorta dalla propria musica ed è incredibile come lo stesso Joe Duplantier tra un brano e l’altro sembri quasi “svegliarsi” da una sorta di auto-ipnosi mistico-musicale ed accorgesi che davanti a lui ci siamo noi. Pezzi come ‘Silvera’ , ‘The Cell’, ‘The Shooting Star’ e ‘Pray’ (presentata da un bel solo di chitarra di Joe) dimostrano che ‘Magma’ si è rivelato – nonostante le apparenze – un disco stratificato, maturo, la summa ed il distillato di tutto il Gojira-pensiero. Non mancano vere bordate come ‘Flying Whales’ che quando attacca con il suo riff fa esplodere l’intero Alcatraz. ‘Toxic Garbage Island’? Tecnica, riff, violenza intelligente. ‘Stranded’ è quasi un mantra che ci incolla al suo splendido finale, dove Mario incastra con il basso di Jean-Michele Labadie dei ritmi algebrici, dei cambi matematici. La serata si chiude con i due “encore”: Oroburus (spettacolare tanto da ascoltare quanto da vedere!) e ‘Vacuity’. Il concerto è concluso e ce ne andiamo consapevoli di aver assistito… anzi… partecipato ad un ottimo show, che ha visto i Gojira uscire vincenti, dimostrandosi una delle migliori metal band di questi ultimi anni. Grandi.

gojira

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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