Heavy Bone

Fuckin’ like a… Blackie!

Oggi Blackie Lawless è un – altro – Cristiano Rinato, tanto da modificare prima ed escludere poi Animal (F**k Like A Beast) dalle setlist dei concerti. Ma negli anni Ottanta, quando il singolo usciva con un primissimo piano di sega circolare sul pacco di Blackie, le cose erano un tantinello diverse. Gli W.A.S.P. erano una delle band più trasgressive in circolazione, un gruppo che metteva in scena uno spettacolo molto crudo e cruento, durante il quale il buon Blackie seviziava donne nude legate al palco, gettava carne cruda e litri di sangue (non sempre) finto sul pubblico, impalava su una baionetta l’aborto di una suora, il tutto senza lesinare consigli maschilisti nei testi delle sue canzoni. Erano gli anni dove il sesso, la droga, l’alcool e il rock’n’roll erano uno stile di vita per tutta la notte e per tutto il giorno successivo. Erano gli anni in cui Tipper Gore si sgolava per mettere in guardia il mondo da questi esseri demoniaci, ottenendo solo che gli adesivi del PMRC diventassero un sigillo per indicare i dischi più estremi da comprare. Erano gli anni in cui il Circo Elettrico degli W.A.S.P. sfidava i grandi dell’intrattenimento estremo come Alice Cooper, KISS, Mötley Crüe sullo stesso piano e a volte vinceva. Bei tempi…

Testo di Luca Fassina
Disegno di Enzo Rizzi

HeavyBlackie 1

Luca Fassina

Luca Fassina

Sono un giornalista musicale dal 1989, quando ho fatto parte della redazione che ha creato Hard! Nel 2006 ho iniziato a scrivere per Metal Maniac, dal 2012 scrivo per Classic Rock. Ho scritto la biografia dei Vanadium e curato quella della Strana Officina (Crac Edizioni). Per la Tsunami Edizioni ho scritto "On Stage, Back Stage", "100 Rock Ballad selezionate da Marco Garavelli", "Headbang '80" con P.G. Brunelli e tradotto la biografia di Marky Ramone, "Punk Rock Blitzkrieg".

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