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FOSCOR – ‘Les Irreals Visions’

Con un recente passato black metal ed un presente maggiormente votato alla melodia, i catalani Foscor “sbiadiscono” da un profondo nero a un triste grigio, proponendoci brani sicuramente più profondi ed elaborati. Avant-garde, alternative, chiamatelo come volete. I Foscor analizzano il loro lato più introspettivo e lo fanno senza l’urgenza di mostrare al mondo quanto sono cattivi e spietati. L’arte non è cattiva o crudele, mai. L’arte è immobile nel tempo, congelata. L’arte non ha sentimenti, li suscita. Non può essere cattiva ma solo istigare in modo innocente e distaccato. L’arte non è mai colpevole. L’arte è sopra ogni cosa, come una divinità algida e distante. In questo caso l’arte ci rilassa, ci commuove e ci stupisce. Intendiamoci, non stiamo parlando di Laura Pausini, qui il metal c’è, solo che è diluito lungo i tasti d’avorio di un pianoforte, nei liquidi soli di chitarra e nelle eteree voci maschili. Se scaviamo a fondo troviamo tappeti di doppia cassa, una voce che sa ancora ruggire (‘De Marges I Matinades’) ed una “mentalità” black metal che è ben percepibile dalle altre anime nere. Aperture melodiche che ci permettono di asciugare le lacrime, momenti così intensi da commuoverci. Forse il disco pecca di omogeneità qualitativa, con brani che davvero emozionano ed altri leggermente sotto tono, ma speriamo che nei prossimi lavori un ulteriore evoluzione possa continuare a scrivere questa poesia incompiuta. Dimenticavamo di dirvi che la band proviene da Barcellona ed utilizza in larga parte il catalano per cantare i propri testi. Un disco suggestivo e di spessore.

Tracklist:
01. Instants
02. Ciutat Tràgica
03. Altars
04. Encenalls De Mort
05. Malfiança
06. Espectres Al Cau
07. De Marges I Matinades
08. Les Irreals Visions

Line-up:
Fiar – voce
Falke – chitarra, effetti
A.M. – chitarra, basso, piano

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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