Loud Reports

FORSAKEN – Il report del concerto @ The Garage, Zebbug, Malta – 14.10.2017

Malta, cuore del Mediterraneo. Isola ricca di storia e fascino. Meta di turisti e affari – non per forza leciti, viste le cronache più recenti. Ma anche terra ricca di heavy metal, ben più di quanto ci si potrebbe aspettare considerando la ridotta superficie. Eppure nel corso degli anni, Malta ha visto nascere diverse formazioni interessanti. Primi tra tutti i Forsaken, band che ha ormai superato il quarto di secolo di carriera, guadagnandosi il rispetto di pubblico e addetti ai lavori. La presentazione del nuovo ‘Pentateuch’ (che abbiamo recensito qui), in un caldo sabato di metà ottobre, è un’occasione troppo interessante da perdere…

Teatro del release party è il The Garage, a pochi chilometri dalla capitale Valletta, un club situato al piano superiore di un… ehm, garage. Club accogliente, che nel corso della serata diventerà molto caldo, riempito da oltre trecento appassionati, venuti ad ascoltare in anteprima il nuovo disco della metal band probabilmente più nota dell’isola. Ad aprire la serata sono stati chiamati i Bunker 66, formazione proveniente da Messina e forte di una ricca ed articolata discografia, composta anche da svariati singoli e split. Classica formazione a tre, per un suono che deve molto a Venom e Bulldozer, privo di ogni inutile orpello ma ricco di potenza e aggressività. Damien Thorne, basso e voce, occupa saldamente il piccolo palco del The Garage, ottimamente coadiuvato dal nuovo chitarrista JJ Priestkiller. Il blackened thrash metal della band siciliana scalda a dovere un pubblico che segue e supporta con passione. Il piatto forte di questa sera però sono i Forsaken, come è giusto che sia. ‘Pentateuch’ è uscito ufficialmente il giorno prima e viene venduto per la prima volta all’ingresso del club. Alcune tracce del nuovo disco finiscono anche nella setlist, a cominciare dall’accoppiata composta da ‘Serpent Bride’ e ‘Primal Wound’. Non ci vuole molto a capire che la band è riuscita a tramutare in energia positiva l’inevitabile tensione pre-concerto. Leo Stivala si conferma frontman coinvolgente, oltre che vocalist di assoluto valore. Ai suoi lati, il bassista e leader Albert Bell, che non disdegna qualche plastica posa, ed il chitarrista Sean Vukovic, meno appariscente ma davvero efficace con il suo solido riffing e i suoi lick atipici. Dietro le pelli, preciso e potente come sempre, Simeon Gatt conduce con sicurezza il vascello corazzato della band. L’interazione col pubblico è intensa, Leo presenta i pezzi e non lesina brevi aneddoti – fortunatamente in inglese. Dal passato remoto – era il 1993 – emerge la poderosa ‘Where Angels Have Fallen’, prima di quello che probabilmente è il vero anthem della formazione maltese, ‘Via Crucis (The Way Of The Cross’, cantata a gran voce dal pubblico assieme al vocalist Leo – che trova lo spazio per salutare l’ex tastierista della band, Mario Ellul, presente in sala. Il pubblico è davvero caldo, il The Garage letteralmente ribolle, a testimonianza della capacità del doom metal di coinvolgere e unire. ‘Decalogue’ è l’ultimo estratto dal nuovo ‘Pentateuch’, prima di un finale dedicato a due brani tratti da ‘After The Fall’, l’epicheggiante ‘Metatron And The Mibor Mythos’ e la solida ‘Aidenn Falls’. Il pubblico ne vorrebbe ancora, la band stessa pare indecisa sul palco, ma è finita davvero. Il calore estremo del The Garage ha avuto il sopravvento, lo show va in archivio in modo estremamente positivo, a conferma della qualità internazionale della band oltre che dello spessore del disco nuovo. Malta, isola doom. Una tacca che si aggiunge alla nostra cintura. E non sarà di certo l’ultima…

Testo e foto di Sandro Buti

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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