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FORSAKEN – ‘Pentateuch’

Brutta cosa l’ignoranza. Che spinge a giudicare le cose senza conoscerle a fondo. A chiudersi su se stessi, a ripetere sempre schemi noti e familiari. Se non si cerca mai di andare oltre, si perdono spunti e stimoli interessanti. Si lega l’heavy metal ai paesi in cui è cresciuto e ha raggiunto i suoi picchi di fama, ad esempio. O si abbina il doom metal a temi oscuri e negativi. Ecco, i Forsaken sono qui per sgretolare almeno queste due convinzioni legate alla superficialità. Arrivano da Malta, per cominciare. 450 mila abitanti in tutto, un terzo di quelli di Milano. E sono profondamente legati a temi di cristianità – un titolo come ‘Pentateuch’ direbbe tutto, se solo aveste alle spalle quella lontana esperienza di catechismo… Non sono dei novellini, verrebbe da dire. Esistono dal 1991, questo è il loro quinto full-length, e hanno avuto modo di farsi vedere su diversi palchi internazionali nel corso degli anni. La loro grande esperienza traspare, evidente, nelle otto tracce che compongono ‘Pentateuch’, e che mostrano una varietà davvero degna di nota, soprattutto se cerchiamo di richiudere i Forsaken nel grande cassetto stilistico del doom metal. Hanno elementi doom, indubbiamente, ma hanno anche una forte componente epica, che parte dai Manowar più cupi per arrivare ai più recenti Atlantean Kodex. Non disdegnano atmosfere settantiane, e perfino i loro passaggi più cupi mostrano una claustrofobia tutta particolare, che fa pensare più ai My Dying Bride che ai Black Sabbath. Il tutto con due grandi atout, la voce duttile e straordinariamente personale di Leo Stivala e il chitarrismo atipico, progressivo nel vero senso del termine, di Sean Vukovic. Cosa manca? Le canzoni no di certo, si tratta di brani lunghi, ben strutturati, ricchi di variazioni e nel loro complesso emozionanti – ‘Primal Wound’ ha un che di Seventies, ‘Sabaoth (The Law Giver)’ è possente nella sua epicità, la conclusiva ‘Apocryphal Winds’ è un tour de force doom, nei suoi sedici minuti di durata… Disco intenso, coinvolgente, ricco di atmosfere ma anche trascinante nelle sue sonorità. I Forsaken sono e restano il lato oscuro di Malta, ma anche una delle formazioni doom più interessanti del vecchio continente…

Tracklist:
01. Phaneros (Coming to Light)
02. Serpent Bride
03. The Banishment
04. Primal Wound
05. The Dove and the Raven
06. Decalogue
07. Sabaoth (The Law Giver)
08. Apocryphal Winds

Line-up
Leo Stivala – voce
Sean Vukovic – chitarra
Albert Bell – basso
Simeon Gatt – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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