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FOO FIGHTERS – ‘Concrete And Gold’

Ci sono band che riescono sempre a far parlare di sé, sia per quanto riguarda la loro musica, sia per le personalità che la compongono. I Foo Fighters sono forse la rock band più discussa dell’ultima decade sotto questo punto di vista: una delle poche band rock in grado di piazzarsi nella zona alta delle classifiche mondiali, solitamente dominata dall’”autotune-pop” pop più becero e usa e getta e, proprio per questo, scatenano due reazioni completamente opposte, tra i puristi del rock che li additano a suon di “venduti!” e coloro i quali hanno capito la loro missione quasi didattica nell’esportare il rock posti in cui se ne vede ben poco. Il nuovo arrivato ‘Concrete And Gold’ è la sintesi massima della loro “missione didattica”: in 11 tracce sono riusciti a concentrare tutta la musica che amano, senza nessun paraocchi o pregiudizio. A rimarcare proprio quest’ultima considerazione a proposito della mancanza di pregiudizi musicali, la band ha ingaggiato il celebre produttore pop Greg Kurstin (proprio quello che ha lanciato Adele con ‘Hello’, ma che ha anche collaborato con Billy Idol, Devo, Beck e Liam Gallagher). La prima volta che si schiaccia play e ci si imbatte nella molto ma molto Radiohead ‘T-Shirt’ il primo pensiero che balena nella testa è “ma sto ascoltando il disco giusto?”. La stessa sensazione prosegue con ‘Run’, che forse è la traccia più gigiona à la Coldplay e 30 Seconds To Mars. Chi ha avuto occasione di guardare il documentario ‘Sonic Highways’ sa bene quanto Taylor Hawkins e Dave Grohl siano completamente ossessionati da Joe Walsh e James Gang: ‘Make It Right’ è indubbiamente un tributo a questa leggenda della sei corde (piccola parentesi per la serie “non tutti sanno che”: Justin Timberlake stava registrando nello studio adiacente e la band lo ha chiamato per registrare i cori di questa canzone). L’altra grande (e molto esplicita) ossessione di Dave e soci è Sir Paul McCartney e ‘Sky Is A Neighbourhood’ è il pezzo che più incarna lo spirito del songwriting beatlesiano nella loro produzione: si tratta di un brano piuttosto semplice, con un ritornello corale e una produzione piuttosto ricercata ma al tempo stesso asciutta (favolose le chitarre acidissime nella seconda strofa che richiamano Lennon e Harrison post-Sgt. Pepper). Con ‘La Dee Da’ i nostri si divertono con l’elettronica e con anche dei bei risultati, la successiva ‘Dirty Water’ ricorda i primissimi lavori della band, mentre ‘Arrows’ sembra quasi un avanzo dalle sessioni di scrittura di ‘Wasting Light’ o ‘Sonic Highways’. Finalmente i nostri sono riusciti a collaborare in studio con Paul McCartney, il quale presta le sue doti batteristiche per ‘Sunday Rain’, l’unico brano cantato da Taylor Hawkins. La title-track in chiusura rasenta i confini con il doom/sludge ed è sicuramente il brano più lento e più heavy che abbiano mai composto. Questo album è sicuramente un giro di boa per la band: molti dei loro fan “poppettari” hanno reagito con indignazione e sgomento vista la mancanza dei soliti elementi à la Foo Fighters: se ci pensiamo bene ci sono poche tracce veloci e il disco è dominato da brani mid-tempo. Anche i ritornelli-inno che li caratterizzano sono quasi del tutto scomparsi. Che sia forse giunta l’ora di reclutare fan tra il pubblico meno mainstream?

Tracklist:
01. T-Shirt
02. Run
03. Make It Right
04. The Sky Is A Neighborhood
05. La Dee Da
06. Dirty Water
07. Arrows
08. Happy Ever After (Zero Hour)
09. Sunday Rain
10. The Line
11. Concrete And Gold

Line-up:
Dave Grohl – voce e chitarra
Chris Shiflett – chitarra
Pat Smear – chitarra
Rami Jaffee – tastiere
Nate Mendel – basso
Taylor Hawkins – batteria

Editor's Rating

Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con Rock Hard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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