Loud Albums

FIT FOR AN AUTOPSY – ‘The Great Collapse’

Vabbè, questi giovanotti provenienti dal New Jersey vogliono proprio farmi arrabbiare. Arrabbiare al punto che parlo in prima persona, cosa che il vostro recensore di quartiere non si concede mai. Leggo sulla loro pagina Facebook che dicono di suonare death metal. Ora… Dio (degli Inferi), perdonali perché non sanno quello che dicono. Sono ragazzi, vogliono solo scherzare. I giovani fanno così no? Poi leggo la loro bio e rincarano la dose, dichiarando che pur essendo metallari non gettano il loro tempo scrivendo testi che trattano di (traduzione letterale) “stronzate fantasy” e “cliché horror”. Adesso, dopo aver bevuto una pinta di camomilla con del Valium, mi appresto ad ascoltare questo ‘The Great Collapse’ sicuramente maldisposto e prevenuto. Ragazzi, per farvi perdonare come minimo dovreste suonare come un misto tra Morbid Angel ed Incantation, con stacchi mutuati dai Death e la maestria dei Monstrosity (e magari le tastiere dei Nocturnus). Avete parlato voi di death metal no? Create aspettative. Avete anche un logo cattivissimo. Diamine. Diamo un occhiata alla bella copertina disegnata da Adam Burke, mentre il primo brano ci dà una bella botta “sonica”, merito della buonissima produzione ad opera del chitarrista Will Putney. Chiamo il mio lupo cecoslovacco e gli faccio annusare un CD dei Sinister, sperando che mi rintracci un po’ di death metal… ma nulla! Si perché i Nostri ribadiscono – sia sulla bio che musicalmente – che provengono dall’hardcore, ecco allora che la loro musica è palesemente un deathcore dove voci gutturali si alternano con parti melodiche e pulite e la sezione ritmica disegna trame armoniche tipiche del genere sopra-citato, dove pesanti rallentamenti sono solo parentesi tra le parole “moda” e “cattivoni”. Tutto da buttare? No, il Valium fa effetto, mi calmo ed ascolto meglio. Ok, non saranno gli Entombed ma suonano bene ed il discreto voto è merito quasi esclusivo delle tre chitarre, davvero ottime nei tecnici riff e nei soli sicuramente apprezzabili ed eseguiti con maestria. Un brano come ‘Black Mammoth’ in fondo, si fa anche ascoltare con piacere, contrariamente a ‘Too Late’ che ha i pattern di batteria più (ab)usati del mondo (metalcore). I Nostri suonano bene, suonano molto bene, ed hanno intuizioni notevoli, smorzate poi dai cliché (ma come? Non li odiavate?) del genere. Insomma un disco che si lascia ascoltare piacevolmente, discretamente composto, ottimamente suonato, prodotto e presentato. Ragazzi, solo una cosa: togliete da Facebook quella parola! Non fate death. Punto.

Tracklist:
01. Hydra
02. Heads Will Hang
03. Black Mammoth
04. Terraform
05. Iron Moon
06. When The Bulbs Burn Out
07. Too Late
08. Empty Still
09. Spiral

Line-up:
Joe Badolato – voce
Patrick Sheridan – chitarra
Will Putney – chitarra
Tim Howley – chitarra
Peter Spinazola – basso
Josean Orta – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

KEEP IT TRUE XX - Rivelato l'artwork

Post successivo

NIGHT RANGER - Ascolta 'Truth' dal nuovo album 'Don't Let Up'