Loud Albums

FIREFORCE – ‘Annihilate The Evil’

La passione è una gran cosa. Lo è per chi ascolta musica, lo è allo stesso modo per chi la crea. Discorso che vale certo per i belgi Fireforce, che con ‘Annihilate The Evil’ toccano il traguardo del terzo disco in dieci anni di carriera. E per la terza volta ci offrono un classico e quadrato power metal, che pare uscire diritto dalla Germania Ovest dei gloriosi anni Ottanta. E qui iniziano le dolenti note, perché la passione da sola non basta a rendere interessante una musica fin troppo statica e prevedibile. I pezzi dei Fireforce sono molto lineari, le variazioni davvero poche, le linee melodiche poco efficaci ed il cantato decisamente monocorde – Filip Lemmens non ha né il timbro né l’estensione per valorizzare gli spunti a tratti interessanti che escono dalle chitarre di Thierry Van der Zanden e Henry Suetens. Assieme al curato artwork, il guitarwork è senza dubbio l’elemento migliore in un disco che ha davvero poco per farsi notare – in positivo. Se i Fireforce hanno finora occupato posizioni di retroguardia, non sarà certo ‘Annihilate The Evil’ a cambiare le cose per la band di Anversa. Disco francamente trascurabile, a meno che non siate fan sfegatati del genere – oltre che di bocca buona.

Tracklist:
01. The Boys From Down Under
02. Revenge In Flames
03. Fake Hero
04. Dog Soldiers
05. Oxi Day
06. Thyra’s Wall
07. Defector (Betrayer of Nations)
08. The Iron Brigade
09. White Lily (Okhotnik)
10. Iron, Steel, Concrete, Granite
11. Herkus Mantas
12. Gimme Shelter (CD-bonustrack)

Line-up:
Filip “Flype” Lemmens – voce
Thierry Van der Zanden – chitarra
Erwin Suetens – chitarra
Serge Bastaens – basso
Jonas Sanders – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

WAYWARD SONS– ‘Ghosts Of Yet To Come’

Post successivo

SIAE - Da gennaio 2018 non avrà più l'esclusiva sui diritti d'autore