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FIRE DOWN BELOW – Polvere, fumo e il vento del deserto

Quando abbiamo ascoltato ‘Viper Vixen Goddess Saint’, debut album dei belgi Fire Down Below (qui la nostra recensione), in redazione siamo stati letteralmente travolti dal groove e dall’attitudine di un gruppo così giovane ma con le idee già tanto chiare. Non solo stoner, ma anche tanto rock and roll per questo poker d’assi che ha calato una carta vincente con questo disco appena uscito per Ripple Music. In una videochat divertentissima, caotica ma piena di interessanti spunti e di curiosità, abbiamo importunato per voi Bert Wynsberghe, Kevin Gernaey e Sam Nuytens. Enjoy!
Sono davvero contenta di poter parlare con voi dopo aver ascoltato il vostro album ed essermene davvero innamorata, trovo che sarà uno dei dischi migliori di questo 2017. Per un debut album, è una vera partenza col botto!
“(Bert): Wow! Grazie di cuore, tu non lo sai ma siamo noi ad essere onorati per questa chiacchierata! E naturalmente, stiamo gongolando per le tue parole, grazie!”
“(Sam): Guarda io sono così contento che mi stappo anche una birra per festeggiare! Alla salute!”

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Molto bene, ho già capito che ci divertiremo in questa intervista, lo spirito mi sembra proprio quello della vostra musica. Anzi, conosciamoci meglio, spiegateci chi sono i Fire Down Below… ma usate solo tre parole!
“(Bert): Lo sapevo che sarebbe stata un’intervista tosta! (risate, ndF) Allora, inizio io e direi che potrei riassumere i FDB in riffs, ritmo, linee vocale molto melodiche”
“(Kevin): Oh sì, melodia di sicuro e io aggiungo deserto e divertimento, che non guasta mai.”
“(Sam): Sì però avete usate molte parole e a me non ne avete lasciate! Direi che riffs e ritmo sono quelle che ci descrivono davvero meglio, sono fondamentali per noi.”

In effetti ho trovato ‘Viper Vixen Goddess Saint’ davvero molto catchy, dispaice etichettarlo solo come stoner perché c’è molto di più. C’è il rock and roll, di quello bello, puro e genuino, ma c’è anche una bella dose di metal. Dovete avere background musicali molto diversi, quali sono le vostre influenze?
“(Bert): Puoi dirlo forte, ascoltiamo veramente moltissime cose differenti! Vedi né io né Kevin abbiamo una formazione scolastica, non abbiamo mai fatto una scuola di musica, siamo praticamente degli autodidatti, quindi necessariamente dobbiamo compensare ascoltando moltissimi generi differenti. Io personalmente sono attirato da tutto ciò che è immediato, tagliente, con dei buoni riffs, parto dai The Beatles e arrivo a gruppi più pesanti contemporanei, ma ascolto anche pop rock.”
“(Kevin): Tutti noi portiamo qualcosa di differente nei Fire Down Below. Io ad esempio, sono quello delle influenze anni Novanta, sono cresciuto con Soundgarden, Alice In Chains e questi gruppi mi hanno influenzato molto. Ho anche suonato molto in un gruppo blues rock ed in uno pop, e questa esperienza è fondamentale per il mio modo di suonare la chitarra.”
“(Sam): Io ho iniziato a suonare la batteria diciott’anni fa e mi sono avvicinato alla musica con i Metallica, per poi ascoltare gruppi come System Of a Down, Deftones. Mi piace moltissimo anche il punk e l’hardcore, infatti suonavo in un gruppo metalcore, ma odio i synth! Ecco, tutta la musica con i synth, non la sopporto!”

Va bene, allora ho capito da dove provengono le parti più pesanti nei vostri pezzi! Una canzone come ‘Roadburner’ deve avere lo zampino di Sam (risate, ndF) e credo che live avrà una grandissima resa. Parlateci un po’ dei vostri piani futuri, porterete questo disco in tour quest’anno? Ma cosa devono aspettarsi i nostri lettori da uno show dei Fire Down Below?
“(Kevin): Allora, prima di tutto dovete sapere che siamo dei perfezionisti. Prima di ogni show dobbiamo sempre controllare che sia tutto perfetto, tutto a posto, più e più volte.”
“(Sam): Io questo l’ho imparato da Kevin, prima ero sempre in ritardo, invece ora arrivo in alrgo anticipo e controllo davvero tutto durante il check, è importante provare ed essere sicuri che tutti siano in grado di dare il meglio, vero Bert?”
“(Bert): Sì, assolutamente, su queste cose siamo sempre tutti molto affiatati e in sintonia. Ci fidiamo molto gli uni degli altri e riusciamo così a concentrarci sullo show e creare qualcosa che riesca a dare a chi ci ascolta moltissima energia. Questa è la cosa più importante, riuscire a poter dare tutto. Certo è che un live show è qualcosa che perfezioni solo con l’esperienza, suonando ovunque e comunque.”

Le vostre esperienze vi vedono in tour con i Mothership, direi una bella scuola…
“(Bert): Sì, loro fanno uno spettacolo incredibile, ci siamo divertiti e abbiamo imparato tantissimo. Da loro abbiamo anche visto quanta energia si può sprigionare sul pubblico e come si deve gestire sul palco.”
“(Sam): Sul palco è tutta esperienza e noi stiamo cercando di suonare il più possibile. Il 5 agosto suoneremo ad un bellissimo festival qui in Belgio, il Roadkill Festival, insieme a gruppi come Pentagram, Acid King, Thundermother e Death Alley. Sarà davvero bello, insieme a tanti altri gruppi belgi molto interessanti… aspetta che ti vado a prendere la locandina!” (Segue divertentissimo siparietto con Sam che mi mostra la locandina e mi elenca tutti i gruppi del festival, entusiasmandosi per i suoi preferiti! ndF)
“(Kevin): Un altro bellissimo festival dove suoneremo sarà a settembre a Bruges, ho dato anche una mano ad organizzarlo e sarà una bella giornata di musica.”

Direi che quella del grande festival outdoor è proprio la vostra dimensione ideale. Ho visto che supportate molto la vostra scena, ma com’è la situazione in Belgio? Band underground, locali…
“(Bert): Ah bè, la scena c’è ed è molto interessante, ma mancano proprio i posti dove suonare. Il Paese è piccolo e i locali non sono molto numerosi, quindi suonare all’aperto è sempre una gran cosa, ti permette di raggiungere molte più persone.”

Certo, il passaparola è vitale per i gruppi, così come essere presenti sui social ormai è un fattore cruciale nella vita di una band, anche per voi suppongo?
“(Kevin): Assolutamente, Internet ormai è diventato uno strumento troppo importante, per noi è fondamentale ad esempio, anche la nostra casa discografica ci ha contattati perché ci avevano visti e sentiti su Internet.”

Facebook e Twitter sono diventate le prime fonti di informazione per documentarsi sui gruppi, sulle loro attività, la gente controlla prima le informazioni su Facebook e poi sui siti ufficiali…
“(Bert): Vedi? È questo il punto, devi essere sempre aggiornato e cercare di non sottovalutare nessun canale da dove il pubblico può venire a cercarti. Le informazioni, l’immagine del tuo gruppo e del tuo album, devono essere ben chiare e non creare fraintendimenti.”

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A proposito di immagini, trovo che sia molto bello anche l’artwork di ‘Viper Vixen Goddess Saint’, molto settantiano. Come lo avete scelto, è stato creato da uno di voi?
“(Sam): No, abbiamo trovato l’artista proprio grazie ad Internet! Stavamo cercando qualcosa che ci ispirasse e abbiamo trovato alcuni disegni che facevano al caso nostro. Poi abbiamo lavorato insieme per ottenere il risultato che avevamo in mente ed è stato facile raggiungerlo. Siamo davvero soddisfatti di questo disco, in ogni suo aspetto!”

E direi che ne avete ragione! Adesso però dovete farmi un piccolo saluto per i lettori di Loud And Proud e poi vi aspettiamo qui in Italia per qualche live show!
“(Bert): Non sai quanto saremmo felici di venire a suonare presto per voi! Intanto ti dico che siamo già al lavoro per il prossimo disco, nel 2018 cercheremo di suonare ancora di più in giro per l’Europa e faremo davvero di tutto per fare qualche data italiana. Voi intanto ascoltateci e a te, grazie davvero per il tuo entusiasmo, è prezioso per noi!”

Discografia:
Viper Vixen Goddess Saint (2017)

Line-up:
Jeroen Van Troyen – voce, chitarra
Kevin Gernaey – chitarra
Bert Wynsberghe – basso
Sam Nuytens – batteria

 

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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