Loud Reports

FESTA BIKERS 2017 – Il report della seconda giornata @ Cologno Al Serio (Bg) – 25.08.2017

Moto, birra, ottimo cibo e tanto caldo metallo colante… potevamo noi di Loud And Proud lasciarci sfuggire questo ben di Dio?! Beh, no. Proprio no. Una rapida doccia e via, si parte direzione Festa Bikers, raduno motociclistico giunto quest’anno alla ventesima edizione e goloso richiamo per tutti i bikers d’Europa. Fa caldo oggi, l’acciaio delle Harley e delle Moto Guzzi quasi ci acceca, ma questa non deve essere una scusa che ci impedisca di goderci al meglio le tre band che stasera metteranno a ferro e fuoco la bassa bergamasca: Strana Officina, In.si.dia e Skanners! Saranno proprio i bolzanini i primi a calcare le assi dello spazioso e stupendo palco della Festa Bikers e a scaldare i presenti che stanno prendendo posto nel pit. Claudio Pisoni (un cognome importante il suo) e gli affiatati musicisti che sorreggono magistralmente la sua ugola d’oro ci guidano per quasi un’oretta all’interno dell’immaginario metal creato dalla band nel corso degli anni, tra una rovente ‘Factory Of Steel’ e una storica ‘Starlight’ che ha messo a dura prova il collo di molti dei presenti. Nell’interessante intervista che Claudio ci ha concesso (clicca qui per leggerla) scopriremo cosa sta per riservare loro il futuro, ma intanto ci godiamo l’ennesima lezione di heavy metal che questo gruppo – invidiato in tutta Europa – ha saputo impartirci una volta di più. Passione, fuoco e adrenalina. Tre ingredienti che da sempre accompagnano gli Skanners e che questa sera sono stati prepotentemente sprigionati sull’inerme pubblico bergamasco. Il tempo passa per tutti, ma siamo sicuri sia così anche per loro? Giusto il tempo di fare un salto al rifornitissimo – povero il nostro fegatino – bar ed ecco che gli In.si.dia si impadroniscono dello stage e dell’attenzione dei fan presenti, malmenati dall’inizio alla fine dal ruvido thrash metal che la band bresciana ha riesumato grazie al capolavoro ‘Denso Inganno’, che stasera ci passerà sopra come un carrarmato e che ci mostrerà quale è il vero ‘Mondo Possibile’ che possiamo e dobbiamo costruirci giorno dopo giorno. C’è tempo ovviamente per doverosi salti nel passato, con una sempre attuale ‘Parla Parla’ sputata con tutta la violenza di questo mondo dal singer Fabio. Encomiabile inoltre il lavoro dietro le sei corde della coppia Alessandro-Manuel, tanto devastanti con le loro ritmiche tritaossa quanto precisi e chirurgici nelle numerose fughe solistiche gemelle. Giù il cappello ragazzi! ‘Il Tempo’ come si sa è tiranno, ma se fosse stato per noi avremmo fatto questa sera un’indigestione di In.si.dia e di thrash metal 100% made in Italy. Speriamo di avere presto l’occasione per incrociare la loro proposta tanto originale quanto efficace. Si finisce con l’inizio, con quello che negli anni Ottanta è stato il principio di tutto, la fucina che ha generato il metallo tricolore, una creatura chiamata Strana Officina. Si parte alla grande con l’incedere della poderosa ‘The Ritual’, song che ci fa capire quanto questa sera il buon Bud sia in forma vocale smagliante. Ma non c’è tempo per fermarsi e pensare, è già ora della mortale accoppiata ‘King Troll’/ ‘Profumo Di Puttana’, brano quest’ultimo che vede sugli scudi l’eccelso lavoro di Ciano alla chitarra, chiamato oggi a sostituire lo skipper Dario Cappanera. Se ve lo state chiedendo comunque sì, la risposta è sì, il metal cantato in italiano spacca il culo, specialmente quando affonda le sue radici nella storia del rock duro del nostro paese. Non ci resta quindi che alzare gli occhi verso il palco per farci avvolgere dai delicati arpeggi di ‘Luna Nera’ e dai seminali riff senza tempo di ‘Piccolo Uccello Bianco’ e della tellurica ‘Non Sei Normale’. Tocca ora a Enzo e Rolando dimostrarci quando compatta e inscalfibile sia la sessione ritmica della Strana, grazie ad una ‘Metal Brigade’ che per poco non ha spostato l’asse di rotazione bergamasco-terrestre. E’già tempo di andare purtroppo, non prima però di aver goduto del trittico finale ‘Autostrada Dei Sogni’ – e dopo tutti questi anni è ancora impossibile non commuoversi pensando a chi ci veglia dall’alto – ‘Viaggio In Inghilterra’ e l’immancabile ‘Officina’. Quando gli Strana Officina decidono di prenderci a calci nel culo non ce n’è per nessuno, ci dispiace. Sono un tesoro musicale da salvaguardare e da tenersi stretto stretto, così come tutte quelle band che hanno contribuito a creare quel monolite indistruittibile che è l’heavy metal tricolore. Complimenti a tutti, a Skanners, In.si.dia e Strana Officina e un applauso agli organizzatori, veri e propri motori di quella che è stata una serata memorabile sotto tutti i punti di vista. Born to be wild sempre, comunque e dovunque!

Si ringrazia per la gentile concessione delle foto Raffaele Godi di Metalforce.

Dall’alto verso il basso: Strana Officina, In.Si.Dia. e Skanners.

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Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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