Loud Reports

EXTREME – Il report del concerto @ Live Music Club, Trezzo Sull’Adda (Mi) – 18.07.2017

Che fosse una serata particolare me ne sono accorto già dalla telefonata del nostro mentore e fotografo Luca Bernasconi. In buon meneghino (idioma che siamo soliti utilizzare) mi comunica di affrettarmi (“sbrighes”), in quanto il noto e capiente parcheggio del Live Club è completamente full. Da buon ossessivo compulsivo premo il piede sull’acceleratore per arrivare quanto prima, ripetendomi il mantra: “parcheggio, parcheggio, parcheggio, parch…”. Una volta giunto sul posto mi rendo conto che effettivamente qualcosa di speciale si sta condensando nell’aria. Lascio l’auto nel parcheggio del supermercato antistante il club (cosa che si verifica solo in casa di sold out, come durante il Metalitalia Festival o più relativamente recentemente con gli Anthrax) e mi incammino verso l’ingresso dove non trovo la minima traccia di fila, questo solo per scoprire che l’interno del club offre già lo spettacolo di un palco pronto per accogliere i nostri eroi e un locale già quasi pieno. Non me lo aspettavo. In un periodo in cui i festival abbondano e dalla nostra penisola sono già transitati (o stanno per farlo) tutti i maggiori nomi, non avrei mai creduto (o sperato) che dei vecchi leoni come gli Extreme avrebbero riempito completamente il grosso e noto club, alla luce poi del fatto che non esiste nessun gruppo spalla e che il prezzo non è dei più popolari. Tanto meglio, significa che la buona musica viene apprezzata ancora da qualcuno. Un rapido sguardo alla folla rockeggiante e possiamo subito dividerla in tre grosse parti: i nostalgici, i chitarristi, le donne. Ebbene si, un incredibile presenza femminile ha caratterizzato questo show, con un esercito di belle signore pronte ad inneggiare a Nuno Bettencourt, indiscusso sex symbol per il quale sembra che il tempo non abbia potere (maledetto!). Una serata che mette d’accordo extreme-metallers con extreme-fans, dove amanti di sonorità più pesanti presenziano per tributare il loro amore incondizionato per la buona musica e la tecnica strumentale, o forse molto più verosimilmente per accompagnare la propria moglie/fidanzata. E dopo tanti baci e abbracci, alla fine saltano fuori loro, un manipolo di baldi 50enni che fanno (facilmente) “il culo” alla maggior parte delle hard rock band attuali. Inutile negarlo. Aprono con ‘It’s A Monster’, e la gente va in visibilio davanti a uno stupito Nuno, il quale per tutta la sera non farà altro che aizzare i convenuti, ora fingendo di slacciarsi i pantaloni (non vi dico la reazione delle signore), ora lamentandosi che non è possibile che gli venga portata una birra messicana in Italia, ora dicendo che l’italiano è la lingua più bella e musicale del mondo. Furbetto. Il pubblico le canta tutte, tutte le parole di tutte le canzoni, le donne ballano e gli uomini guardano le dita di Nuno (e le donne che ballano guardando Nuno). ‘Rest In Peace’, ‘Get The Funk Out’ (ovazione!), ‘Kid Ego’, ‘Play With Me’. La gente inizia a guardarsi… le coppiette si stringono (“ma come, non ti stavi scaldando per Nuno? Vai da lui!”) e gli smartphone entrano in modalità “video” o ancora meglio “diretta Facebook”. Che succede? Nuno imbraccia una chitarra acustica e questo vuol dire solo una cosa… cazzo: ‘More Than Words’. E la cantiamo tutti eh? Si cari miei, tutti inventandoci il nostro testo personale nel nostro inglese privato, ma la cantiamo tutti. A proposito, ma Mr. Cherone? Il nostro 56enne (ma… vabbè!) appare da anni ormai molto dimagrito, non esibendo più quei muscoli che faceva guizzare sotto la camicia negli anni 90, ma la sua voce sembra essere tornata ad una seconda gioventù. Calma, ha quasi 60 anni e non si risparmia, correndo qua e là come ha sempre fatto ed il tempo pur essendo molto indulgente con lui è comunque trascorso, ma canta bene, raggiunge ancora le note alte, la sua voce è sempre splendidamente “rotonda”, maschia e vivace come la ricordavamo. La sezione ritmica? Precisa, potente, con un groove che va a braccetto con le ritmiche ai limiti del funky/pop di Nuno e la voce versatile di Gary. Pat Badger è sempre bravo, preciso, pulito con il suo suono dato dal plettro e Kevin Figueiredo si conferma un talentuoso batterista. Insomma chi vi scrive ha sempre pensato che gli Extreme siano stati (e sono) gli eredi musicali dei Van Halen (dove Cherone ha anche – non a caso – militato) e stasera hanno confermato la teoria. Cosa dire ancora di Nuno? A parte il fatto che i cori maschili (“nuuuno nuuuuno”) si confondevano in modo equivoco con quelli femminili (“nuuuuudo nuuuuudo”), il guitar hero che da sempre imbraccia le sue chitarre signature si esibisce in assoli mozzafiato, annichilendoci totalmente con il suo personalissimo ‘Volo Del Calabrone’. Chiudono con ‘Decadence Dance’ prima di tornare per gli i bis: ‘Warheads’ e l’inno ‘We Are The Champions’, forse finale un po stucchevole ma cantato con grande trasporto da tutti quanti. Bagno di folla per un Gary Cherone che si spinge in mezzo alla gente, e tanta, tanta soddisfazione per un pubblico che quasi sembra non volersene andare e viene accompagnato gentilmente alla porta dalla sempre presente e puntuale security. Tornato a casa mi guardo allo specchio a torso nudo, poi prendo in mano la chitarra provando a suonare qualcosa di solo lontanamente impegnativo. Sento ancora una eco nelle mie orecchie: “Nuuuuunoooo, nuuuuuuuunooooo”. Ok è ufficiale: ti odio.

Foto di Luca Bernasconi

 

 

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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