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EXTREMA – To Hell and back! [Esclusiva Loudandproud.it]

07-07-2017: gli Extrema tornano a calcare le assi di un palco, dopo lo split con lo storico cantante GL Perotti avvenuto a maggio. La Valtellina e più precisamente il B.EST Rock Festival di Berbenno, sono gli stupendi scenari che vedranno il ritorno live di Tommy e soci, accompagnati dal nuovissimo cantante Tiziano Spigno. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare IN ESCLUSIVA due parole con Tommy Massara, storico chitarrista della band e il neo-arrivato Tiziano Spigno, tra un bicchiere di Rosso di Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Buona lettura!
Eccoci qui, nella bellissima cornice della Valtellina. Oggi è un concerto speciale per voi, c’è infatti una grandissima novità in casa Extrema…
“(Tommy) Esatto, iniziamo dicendo che saremmo dovuti essere in tour a promovuoere il ‘The Old School EP’. Veniamo però da uno stop forzato ma ora siamo pronti a tornare sul palco, col nuovo cantante degli Extrema che è Tiziano Spigno. Non è un artista di primo pelo, in quanto proviene da altri molti progetti come i Lucky Bastardz o i Kings Of Broadway.”

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Come siete entrati in contatto con lui?
“Ti spiego tutta la storia, così la sente anche Tiziano… Ero in studio col mio amico (e nostro fonico live quando non c’è Gabriele Ravaglia) Tancredi e a un certo punto gli ho detto che c’era nell’aria qualche cambiamento, già due mesi prima di quello che è successo quella fatidica notte. Lui mi ha consigliato un cantante, dicendomi quanto fosse bravo e mi ha fatto sentire alcune sue cose. A me è piaciuto tantissimo, ma al momento non pensavo c’entrasse troppo col nostro sound. Poi vabeh è successo il casino, GL è uscito dalla band e abbiamo proposto delle audizioni per trovare un sostituto, pensando ci sarebbe servito un periodo molto lungo. Si sono proposte una trentina di persone, tra le quali ne abbiamo individuate tre papabili per sostenere l’audizione vera e propria. Nel frattempo una sera il nostro merchandiser mi ha detto che era stato contattato da Danilo dei White Skull, un suo carissimo amico, chiedendo se avessimo già trovato un cantante. Lui ci voleva infatti proporre un singer con cui stava lavorando in una tribute band dei Nickelback. Io allora, incuriosito, mi sono fatto mandare la foto… eh cavolo, era lo stesso ragazzo di cui mi ha aveva parlato Tancredi! Quindi sai, due indizi fanno una prova… Sono allora andato a vedermi un po’ di materiale suo e ho notato quanto cantasse bene. Successivamente ci siamo sentiti, gli ho fatto ovviamente i miei complimenti per la qualità della sua voce e ho pensato subito che unendo le sue capacità ed il nostro modo di scrivere e intendere la musica sarebbe potuto uscire qualcosa di veramente interessante. L’ho invitato al provino, insieme alle tre persone di cui ti parlavo prima. Di questi quattro cantanti ne sono rimasti due, Tiziano e un altro. Uno era più estremo come stile, meno propenso alla melodia vocale. Noi puntiamo molto sulle linee vocali, linee vocali che devono essere efficaci e non solo “urlate”. Alla fine abbiamo scelto Tiziano, un amante della musica metal a 360° e una persona oggettivamente intelligente, capace e propenso (come noi) a crescere e ricercare sempre qualcosa di nuovo. Abbiamo comunque voluto un cantante che non c’entrasse nulla con GL, anche per dimostrare gratitudine verso quello che è stato il suo percorso con gli Extrema. Non volevamo un clone che lo scimmiottasse. Da oggi, anche a livello di songwriting, parte un nuovo capitolo. Da oggi gli Extrema cercheranno di aggiungere delle cose che magari prima non c’erano.”

A tal proposito, vedendo anche l’impostazione più classica di Tiziano… cosa ti aspetti da un futuro album degli Extrema o da dei nuovi brani composti assieme a lui?
“Guarda… abbiamo già del materiale su cui stavamo lavorando insieme a GL. Abbiamo molte aspettative da Tiziano, essendo lui molto capace e molto preparato. Ci saranno ovviamente delle cose in più, delle cose diverse, ma non pensare di ascoltare un disco, che ne so, power metal… Abbiamo fatto dei paragoni, forse anche un po’ ingenerosi per gli altri, non per noi ovviamente. Noi stiamo paragonando la nostra situazione all’avvicendamento tra Paul Di’ Anno e Bruce Dickinson, piuttosto che a quello tra Ozzy e Dio o meglio ancora a quello tra Vince Neil e Corabi… due cantanti che non c’entrano nulla l’uno con l’altro. Cercheremo di mantenere tutte le nostre caratteristiche di “cattiveria”, anche se io vorrei aggiungere più melodia, melodia cazzuta però… Negli Extrema esiste una cosa: il bene della band. Qualsiasi cosa venga fatta per migliorare la band, per mantenere alta la qualità della nostra musica, beh… è tutto ben accetto. L’obiettivo è crescere e migliorare sempre. Non so dirti oggi se saremo meglio di sempre; sarà un disco nuovo, un qualcosa di diverso… vediamo! C’è tanto entusiasmo di nuovo, c’è voglia, c’è positività, ci sono sorrisi. Queste sono le cose che più servono nella musica. Ci sono nuovi stimoli in quanto, nel bene o nel male, è finita un’avventura che forse aveva fatto oggettivamente il suo tempo. A parte i problemi “umani” che sono venuti fuori, non abbiamo assolutamente nulla da recriminare circa la professionalità e il lavoro svolto da GL negli Extrema.”

Mi anticipavi quindi che ci sono già dei brani composti…
“Sì, sì, assolutamente. Ci sono songs già pronte, a cui mancano solamente le parti vocali. Quattro brani sono già definiti. L’obiettivo è quello di avere i pezzi pronti entro la fine dell’anno, pronti per entrare in studio e registrare.”

Quale è stata la caratteristica di Tiziano che più ti ha colpito?
“ (Tommy) La qualità! La qualità vocale… E’ una persona che senti che quando canta sa cosa sta facendo, è uno strutturato che non prova a imitare altri. Sa usare il suo strumento (essendo la voce appunto uno strumento), sa controllarlo a suo piacimento. Lui non ha mai cantato thrash metal, hardcore; ma quando una persona ha queste capacità, ha esperienza… Si è presentato con una umiltà unica, con una voglia di rimettersi in gioco, di crescere. Per noi è una crescita e spero lo sia anche per lui. Quando c’è qualità non puoi che fare bene, questo è il mio pensiero. “
“(Tiziano) Esatto, è un po’ uno scambio reciproco tra persone che vogliono fare bene, con qualità e che hanno la stessa attitudine verso il lavoro. La voglia di mettersi in gioco, la voglia di fare, non possono che portare a fare bene. Sapevo che sarei entrato in una band storica, confrontandomi con un background diverso dal mio, ma mi sono detto “perché no?”. Vediamo cosa succede, c’è sempre da imparare da tutto. Sono quindi qui per imparare a crescere.”

Senza entrare nel merito di ciò che è successo la notte del 6 maggio… C’erano stati dei presagi, dei presentimenti di quello che sarebbe accaduto?
“(Tommy) Allora, non è giusto ovviamente entrare in un gioco al massacro o in uno sputtanamento gratuito. Da parte nostra c’è un affetto nei confronti di quella persona, figlio dell’amicizia che ci ha legato per tanti anni. L’affetto è immutato, ovviamente oggi ti si dice che è un “affetto a distanza”. Il problema di GL, tralasciando alcune sue derive… cioè, noi pensiamo che lui debba un attimo riprendere il controllo della sua vita. Quando lui non aveva quei suoi momenti bui era una persona estremamente piacevole, purtroppo però nell’ultimo periodo c’era sempre tensione, c’erano sempre discussioni, qualcosa che non andava bene. Uno non può andare in giro a suonare per poi tornare a casa con l’amaro in bocca, pensando che qualcosa durante la serata è mancato. Comunque stai facendo il lavoro che tutti vorrebbero fare, hai trent’anni di carriera sulle spalle, la gente dopo tutto questo tempo paga ancora il biglietto per venirti a vedere… magari meno gente di una volta, ma sono sempre persone che pagano per vederti suonare, continui a fare dischi, a fare la tua musica, musica che comunque è apprezzata. Io ancora oggi penso di essere un miracolato e ringrazio tutti i giorni il fatto che la mia passione sia diventata un lavoro, anche se ovviamente senza la continuità di una volta. Tornando alla tua domanda… Sentori ce n’erano da tempo, GL ogni due per tre si trasformava in Mr. Hyde. Alcuni giorni era tutto una figata, altri era tutto una merda. Ormai la situazione era diventata insostenibile, da anni… Sappi però che Gianluca non ha MAI, MAI, evitato di salire sul palco. Quando è successo quello che è successo il 6 maggio – e sappi anche che gli Extrema in trent’anni di carriera non hanno mai annullato un concerto – abbiamo ritenuto opportuno separare le nostre strade. In queste cose che ti sto dicendo non c’è rabbia, probabilmente non voleva più fare parte di questa band; ce lo ha detto e dimostrato in tutti i modi possibili. A noi dispiace, perché non è che siamo qua a parlare male o a usare brutti termini su di lui. Questo lo evitiamo, ci sono state tantissime cose belle vissute assieme. Troppi episodi di cui si è reso protagonista facevano male sia a lui che alla band, alle persone che lavorano per gli Extrema. Tornavano tutti a casa sempre un po’ delusi. Oh, non escludo ovviamente che tra qualche anno le nostre strade si possano incrociare nuovamente. Lui deve trovare la sua serenità.”

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Oggi siete ancora qua e la risposta alla mia domanda potrebbe quindi essere scontata, ma c’è mai stato un momento in cui, anche solo per un decimo di secondo, tu abbia pensato di dire basta e di non continuare con la band?
“Bisogna dire una cosa: gli Extrema esistevano da prima che entrassero Gl, Cristiano, Mattia… c’era un’altra formazione. Hanno registrato ‘We Fuckin’ Care’, poi con la nuova line-up abbiamo raggiunto popolarità e c’è stato un attimo dove quasi pensavamo di avercela fatta. Purtroppo però non abbiamo raggiunto quello status per una serie di fattori, per essere italiani, per alcune nostre scelte sbagliate anche, non è sempre colpa degli altri eh… Cristiano ha suonato per una decina d’anni, idem Paolo Crimi. Ora c’è Francesco La Rosa, ormai da quattro anni nella band. Il comune denominatore in questi anni sono stato io, ma non ho mai sentito gli Extrema come “la mia band!”. Tutte le persone che entrano in questo gruppo hanno diritti e doveri pari agli altri, anche la nostra crew che ci accompagna quando giriamo. E’ una band a conduzione familiare diciamo, anche se le formazioni sono cambiate negli anni. Non mi è mai passata per la testa l’idea di sciogliere la band; che con GL sarebbe successo qualcosa era nell’aria… Abbiamo avuto degli scazzi durante gli anni, ma mai come l’ultimo periodo. Si è voluto dare una svolta, proprio per mantenere la band in piedi. La band ha voglia di andare in giro a suonare, si diverte. C’è ancora gente che prova affetto per noi, che ci vuole vedere live e che vuole sentire la nostra musica, dei dischi nuovi. Noi suoniamo e ci divertiamo. La base di tutto è sempre il divertimento, se ti diverti fai sempre la cosa giusta.”

Da tempo ormai gli Extrema sono una colonna portante della scena metal italiana. Ma come sta questa scena? Ha senso usare ancora oggi questo termine, come lo si usava anni fa? Quanto è difficile per una band vivere (o sopravvivere) facendo heavy metal in Italia?
“Guarda, su questo argomento mi butto sempre un sacco di merda addosso da solo, perché vengo spesso frainteso. L’Italia per me è solo underground, a parte 9- 10 band che sono riuscite più o meno a fare della musica rock-metal un mestiere. Ti parlo di band che vanno in giro, suonano e guadagnano dei soldi. Tutto il restante 99,9% delle band italiane, anche quelle che millantano chissà quali grandi tour, spesso non guadagnano un centesimo. Non è difficile scrivere una buona canzone non vuole dire che hai una carriera musicale, fare un concerto a, per esempio, Ancona e il giorno dopo a Milano in un pub portandoti gli amici e la fidanzata non è fare un tour. Il problema non è delle band, ma come il tutto viene gestito. In Italia si fa sempre il paragone con altri stati, stati in cui ogni band può contare su di un manager che batte cassa ogni volta che chiude un contratto con qualcuno. Se hai la forza di dire “se non mi paghi questo io non lo faccio” allora sei un professionista, se in Italia provi a battere cassa e ti dicono di no, finisce a volte che vai a pagare per suonare. Non hai fatto una cosa positiva e bella per la scena italiana, hai fatto una cosa negativa. Molti pagano per suonare in un grande evento o in un grande tour, chiariamo che non sono contro eh, ma mi chiedo: paghi avendo un progetto dietro? No, molti si sentono arrivati già con una toccata e fuga, non costruiscono nulla. Molte di queste band hanno una carriera, ma se vai in giro come una band underground, senza chiedere il giusto compenso e tutto, andrà sempre a finire che si rimarrà in un contesto da “hobby”, non sarà mai un lavoro. Non serve a nulla paragonarsi al Belgio, alla Germania o alla Svezia per esempio… Quelle band, quando vengono a suonare qua, fanno le stesse persone dei gruppi nostrani, peccato che le band italiane suonano o gratis o pagando, mentre i gruppi stranieri arrivano e, sempre con esattamente lo stesso numero di persone che fanno le band italiane, chiedono migliaia di euro per suonare, spesso davanti a nessuno… E’ sempre importante suonare, ma bisogna cambiare la mentalità. Le band italiane devono strutturarsi e tirare fuori i coglioni, dire “o mi paghi o non suono”. Se tutti iniziano a dire di “no” si ritorna a quello che era qualche anno fa, quando non si facevano le cose gratis. La mentalità continua a essere la stessa purtroppo.”

Perfetto… lascio a voi i saluti finali!
“Un salutone a Loud and Proud e grazie dell’intervista e dello spazio che ci avete concesso. Tutto è importante, parlare ma soprattutto fare!”

Discografia:
We Fuckin’ Care (EP, 1987)
Tension At The Seams (1993)
Proud, Powerful and Alive (EP, 1994)
The Positive Pressure (Of Injustice) (1995)
Better Mad Than Dead (2001)
And the Best has yet to Come (2003)
Set The World On Fire (2005)
Raisin’ Hell with Friends – Live at the Rolling Stone (2007)
Pound For Pound (2009)
The Seed Of Foolishness (2013)
The Old School Ep (EP, 2017)

Line-up:
Tiziano Spigno – voce
Tommy Massara – chitarra
Gabri Giovanna – basso
Francesco La Rosa – batteria

 

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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