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EXTINCTION – Step by step…

Gli Extinction sanno cosa sia la gavetta – come un certo On. Cav. Conte Catellani, direttore del ragioniere più famoso di Italia (R.I.P.) – visto che il loro fondatore Danilo ha girato in lungo e in largo l’Italia, prima di trovare quella stabilità musicale che ha finalmente permesso alla band thrash di pubblicare il tanto atteso full-lenght di debutto (qui recensito). Eccoci quindi pronti a scambiare due chiacchiere proprio con il loquace Danilo, chitarrista e mastermind della band torinese, e la bravissima singer Alice.
Dopo tanti anni e tanti cambiamenti ecco il primo full lenght targato Extinction. Cosa ci potete dire di questo ‘The Monarch Slaves’? Rispetta quelle che erano le vostre aspettative?
“(Danilo) Ciao a tutti. ‘The Monarch Slaves’ è il frutto di tre anni di lavoro, un album di cinquanta minuti contenente dieci tracce thrash-death metal tra cui una cover, ovvero il classico dei Nirvana ‘Smells Like Teen Spirit’, arrangiato, ovviamente, nel nostro stile. Il disco è stato pubblicato ufficialmente il 30 aprile 2017 con l’etichetta tedesca Unholy Fire Records, ed è disponibile in formato CD, digital download ed a breve in CD digipack formato A5 (limitato 70 copie), nonchè in cassetta (limitato 100 copie); tutto acquistabile direttamente dalla label, dalla band o su diverse piattaforme on line. Possiamo ritenerci soddisfatti del risultato per il nostro debut album, in quanto rispecchia una produzione potente, ma non troppo moderna, dove ogni strumento è reale senza suoni preconfezionati.”

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Danilo, tu hai riformato la band dopo esserti spostato dalla Puglia a Torino. Questo trasferimento ha influito positivamente sul risultato finale? Ci sono molte differenze tra nord e sud Italia a livello musicale?
“Se vogliamo vedere il risultato finale, posso solo affermare che il trasferimento ha influito positivamente. Senza nulla togliere ai miei vecchi compagni degli anni novanta, ovvero la prima formazione attiva dal 1995 al 1997 nel Salento, con questa formazione abbiamo raggiunto obiettivi impensabili in quegli anni. Differenze musicali tra nord e sud io non ne vedo. Più che altro per problemi logistici e geografici, le band del sud fanno più fatica per emergere, nonostante un alto tasso qualitativo.”

I brani risalgono tutti al post-trasferimento torinese o c’è qualcosa che risale ancora agli anni novanta salentini? Chi si occupa del songwriting nella band?
“Appena la nuova formazione ha preso forma nel 2014, abbiamo ripreso e riarrangiato quattro brani  dell’ EP ‘Progress Regress’ del 1996, mantenendo un filo conduttore con le nuove composizioni venute subito dopo. Diciamo che le composizioni finite sull’album sono state scritte principalmente dal sottoscritto, ma riarrangiate da tutta la band. Riguardo i testi,  le vecchie tracce sono state scritte dal primo cantante Massimo Muci, mentre i nuovi principalmente dal sottoscritto, tranne il testo di ‘Latency’, scritto dalla nostra cantante Alice Darkpeace e ‘False Preachers’, dal primo bassista Giuseppe de Benedittis.”

C’è un concept o un filo comune che lega l’un l’altra le songs di ‘The Monarch Slaves’?
“Diciamo che parecchi testi  affrontano temi sociali di un mondo alla deriva, manipolato da certe èlite occulte al vertice della società.  Ad esempio la titletrack parla del Progetto Monarch; ovvero il programma per il controllo mentale adottato dalla CIA nel dopoguerra, prosecuzione di ciò che i nazisti fecero con il  progetto MK-Ultra.  A riguardo, invito i lettori a vedere il nostro video clip promozionale su YouTube o sulle nostre pagine.”

Quale è stata negli anni la motivazione principale che ti ha spinto a crederci sempre, a non mollare mai nonostante i tanti cambi di line-up e i tanti ostacoli?
“Trasferitomi a Torino, ho suonato in diverse band, ovvero, in ordine, i Molek, gli Historica, i Brain Dead ed i Malefica. Dopo queste esperienze un po’ fini a sé stesse, ho pensato di riprendere il discorso musicale interrotto degli Extinction, in quanto sono sempre rimasto molto legato a quella band ed a quelle canzoni che, per quei tempi, erano anche abbastanza innovative, a detta di qualche recensore. Così ho iniziato tramite annunci ed alcune conoscenze a trovare le persone giuste e, dopo un avvicendamento al basso ed uno alla seconda chitarra, siamo diventati una bella squadra.”

Come siete venuti in contatto con Alice? La scelta di una female singer era stata fatta prima o è stato deciso tutto in itinere?
“Come dicevo prima, ero alla ricerca delle persone giuste per questa nuova avventura musicale e, tra vari annunci on line, mi ero imbattuto in questa ragazza dall’aspetto innocente che cercava una band dove poter cantare in growl. All’ inizio ero un po’ perplesso dall’annuncio, ma rimasi successivamente folgorato  quando lei mi fece ascoltare un paio di brani di una sua precedente band! Era incredibile come una ragazza così “fragile” potesse avere una tale voce! Dopo un provino la cosa era fatta!”

L’esperienza televisiva di Alice ha aiutato a far girare il nome della band? Come è stata accolta la sua performance “estrema” dal grande pubblico?
“(Alice) ‘Italia’s got Talent’ è stato un buon trampolino di lancio che ci ha dato da una parte una buona visibilità mentre dall’altra, visti alcuni commenti, è stata interpretata come uno “svendersi al commerciale”, quando in fondo trattasi di puro varietà ed un’occasione coraggiosa per proporre il growl in un programma televisivo nazionale. La mia candidatura è stata per me un gioco, e mai avrei pensato di essere chiamata. Ho potuto confrontarmi con persone molto preparate a livello musicale, che tra l’altro conoscevano bene il metal estremo e pertanto sono stata trattata con professionalità e non ridicolizzata. Per quanto riguarda la reazione del pubblico, è stato un vero successo con una grande ovazione, dovuto anche per lo stupore generale. Basta vedere il video della puntata in rete.”

Cosa c’è ora nel futuro degli Extinction? Avete del materiale che per un motivo o per l’altro è rimasto fuori dall’ultimo album?
“(Danilo) Attualmente continua la promozione dell’album, ma anche la composizione di nuovo materiale. Per ‘The Monarch Slaves’ abbiamo utilizzato tutto il materiale fino a quel momento composto, mentre attualmente abbiamo già cinque brani per il prossimo album. La novità sta nel fatto che in queste composizioni è coinvolta tutta la band, sia per la musica che per i testi. Sicuramente ne vedremo delle belle.”

Grazie mille! A voi la libertà di concludere come preferite l’intervista…
“(Danilo) Innanzitutto grazie a te Martino ed a tutto lo staff di Loud And Proud per l’opportunità di questa intervista. Mentre per chiudere, invito i lettori a procurare il nostro album e di seguire le nostre prossime mosse su Facebook, Instagram, Reverbnation, Soundcloud e Bandcamp. Grazie a tutti e STAY THRASH!”

Discografia:
The Monarch Slaves (2017)

Line-up:
Alice Lospinoso  – voce
Danilo Bonuso – chitarra
Marco Hellfire Campanati – chitarra
Marco Vicenza – basso
Alberto Scrivano – batteria

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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