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EXHUMED – ‘Death Revenge’

Un concept album su oscuri eventi avvenuti nel 1832: omicidi, profanazione di tombe, occultamenti di cadaveri. Tonnellate di riff, stratosferici assoli di chitarra, un cantato estremo. Ultimo disco dei Mercyful Fate? No, sono gli Exhumed. Wow! Allora possiamo ascoltare il nuovo disco dei Carcass senza che che Walker e Steer si scomodino? Non esattamente (questa volta). I nostri amici di San Jose, California, tornano ancora capitanati dal mitico Matt Harvey, mostrando nuovamente la loro evoluzione. No, non la mostrano, la sbandierano. Nati come gruppo grindcore dai vagiti dichiaratamente carcassiani, i Nostri hanno proseguito per la loro strada: direzione melodia, destinazione? Metal classico? Death tecnico? Sicuramente dopo un disco come ‘Necrocracy’ (Relapse Records, 2013), dalle strutture melodiosamente death e dagli assoli squisitamente rubati a quel capolavoro indiscusso chiamato ‘Heartwork’ (un minuto di raccoglimento), la band che esordì con ‘Gore Metal’ (Relapse Records, 1998) non poteva certo tornare indietro. Questo ‘Death Revenge’ si apre nientepopodimeno che con una “overture”, un incipit classico dove pianoforte ed archi spianano la strada per il primo attacco metallico. ‘Defenders Of The Grave’ oltre a essere uno dei titoli più metal che io abbia mai letto, è un pezzo semplicemente stupendo… e il fatto che sembri arrivare da ‘Necroticism – Descanting The Insalubrious’ non centra nulla. Quasi. Tempi grind, melodie chitarristiche di chiara scuola inglese, assoli cantabili e una doppia aggressione vocale fanno di questo pezzo un ottimo apripista. ‘Dead End’ è ancora una sfuriata grind, con riff armonizzati e il basso sconquassante di Ross Sewage in evidenza. Chiarissima l’influenza dei Death in questo brano che sembra attingere molto da un disco come ‘Individual Thought Patterns’. Ancora gli ex Mantas di “Evil” Chuck nella galvanizzante ‘Night Work’, dove la voce in screaming lascia spazio ad un profondissimo growl. Carcass e Death insieme, cosa volere di più? Un Mike Hamilton preciso e potente dietro le pelli, spinge con gusto e tecnica i compagni in continui assalti all’arma bianca, in cui ottimi riff si susseguono l’un l’altro, trovando spazio per continue e benvenute incursioni soliste. Un bel groove in ‘Unspeakable’, dove un rallentamento davvero doloroso ci martella i padiglioni auricolari. Altri assoli di scuola classic metal/thrash si incastonano nella traccia come pietre preziose in un anello d’oro. Un intermezzo sinfonico con la strumentale ‘Gravemakers Of Edimburgh’, e si riparte a rotta di collo e rutto di growl con una velocissima ‘The Harrowing’, che sembra arrivare direttamente da ‘Necrocracy’. Un finale che non può non ricordarci ‘Death Certificate’ (vi prego… è l’ABC del grindcore, non chiedetemi di chi è!) per un brano ancora una volta memorabile. Bella la terremotante ‘A Funeral Party’, dove i chitarristi sembrano quasi sfidarsi sotto le nostre orecchie. Strumentali ne abbiamo? Certo, gli Exhumed non ci fanno mancare nulla e con la splendida ‘The Anatomy Act Of 1832’ mostrano il loro lato più melodico e legato la metal classico. Un pezzo che unisce Iron Maiden, i Metallica di ‘Orion’ e, ancora una volta, i Carcass. ‘Incarnadined Hands’ ospita l’assolo più bello di tutto il disco prima che la titletrack si faccia strada tra le altre canzoni a colpi di gomito. Velocità parossistiche, un growl che domina sul terrorizzato screaming, assoli slayeriani (con la leva del tremolo a fare gli straordinari) e… è tutto finito. L’ennesimo bel disco degli Exhumed è terminato, lasciandoci nelle orecchie la voglia di riascoltarlo. Certo, pur mostrando la propria carta d’identità, la band risulta sempre derivativa, ma se dobbiamo parlare di qualità… bhe… qui sicuramente non manca. Un disco per appassionati, per nostalgici e per semplici amanti (senza paraocchi) della bella musica, ben suonata, intelligentemente arrangiata e ricca di melodia. Ma non si parlava di grindcore/gore metal?

Tracklist:
01. Death Revenge Overture
02. Defenders Of The Grave
03. Lifeless
04. Dead End
05. Night Work
06. Unspeakable
07. Gravemakers Of Edimburgh
08. The Harrowing
09. A Funeral Party
10. The Anatomy Act Of 1832
11. Incarnadined Hands
12. Death Revenge

Line-up:
Matt Harvey – voce, chitarra
Bud Burke – chitarra, voce
Ross Sewage – basso, voce
Mike Hamilton – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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