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EVOCATION – ‘The Shadow Archetype’

Ci fu un periodo in cui sembrava che in Svezia non lavorasse nessuno. Le strade vuote… i centri commerciali deserti. Ci furono anni in Svezia dove la nazione sembrava abbandonata, una grande e fredda distesa di silenzio. Dov’erano tutti? Ma nelle cantine a suonare death metal! Ecco che l’ennesima band svedese, nata nei primissimi anni 90, persa nei meandri degli anni 2.0 e poi riformatasi a grande richiesta (no, non è vero per niente), si presenta in questo 2017 con un disco nuovo di zecca. ‘The Shadow Archetype’ è un lavoro che si fa ascoltare piacevolmente sin da subito, con quei riff tipicamente “swedish”, una voce velenosa (iper doppiata ed effettata) e la “solita” sezione ritmica, precisa, fredda e professionale. Un disco che non ci spinge alla finestra per urlare al miracolo, ma comunque un lavoro dignitoso che matura ascolto dopo ascolto. La stessa tracklist sembra avere un evoluzione piuttosto palese, visto che se è vero che i Nostri ci attaccano subito alla gola con i primi brani, sembrano poi rilassarsi e mostrarci il loro volto più modernista e melodico dopo la potente ed “orientata verso i cancelli” (insomma…At The Gates oriented) ‘The Coroner’. Un breve intermezzo di chitarra acustica in piena tradizione svedese con ‘Blind Obedience’ funge da definitiva linea di demarcazione tra i brani più “in your face” e quelli più epicamente melodici e riusciti. ‘Survival Of The Sickest’ è la fiera posseditrice di splendide linee di chitarra, mentre la palma di miglior brano del lotto la affideremmo al brano che ha la responsabilità di chiudere il disco e lasciarci quel retrogusto in bocca, determinante nel farci ripremere il tasto “play”. ‘Dark Day Sunrise’ – oltre ad avere uno splendido titolo – è forse il brano che forgia in modo migliore vecchie e nuove sonorità. Non un “must have” ma un disco ben suonato, ben composto e piacevole. Vi lasciamo con un piccolo gioco: il riff finale del sopra-citato ed ultimo pezzo è palesemente “ispirato” da un vecchissimo e tristissimo singolo dei My Dying Bride. Indovinate…

Tracklist:
01. Into Ruins
02. Condemned To The Grave
03. Modus Operandi
04. Children Of Stone
05. The Coroner
06. The Shadow Archetype
07. Blind Obedience
08. Survival Of The Sickest
09. Sulphur And Blood
10. Imperium Fall
11. Dark Day Sunrise

Line-up:
Thomas Josefsson – voce
Marko Palmén – chitarra
Simon Exner – chitarra
Gustaf Jorde – basso
Fredrik Andersson – batteria

 

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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