A detta degli stessi Europe, suonare in Italia è un po’ come tornare a casa. Il desiderio di ascoltare dal vivo il loro decimo album War of Kings, che ha ricevuto recensioni ampiamente positive, è palpabile e fin dalle prime luci dell’alba i fans cominciano ad accodarsi fuori dall’Alcatraz.
Numerose le Forze dell’Ordine presenti per quell’eco di orrore che ha attraversato le arene europee, dopo i terribili fatti di Parigi. Ma la Musica non può né deve fermarsi, molto semplicemente!Il compito di aprire la serata milanese è affidato ai londinesi Dirty Thrills e al loro blues-rock di forte impatto. Scelti direttamente da Joey Tempest, il quartetto propone nove brani di grande spessore tratti dal loro omonimo album e da due EP. I ragazzi hanno talento e ci sanno fare sul palco. Un gruppo senza dubbio promettente.
Alle 20.30 gli headliners Europe salgono sul palco e l’atmosfera si scalda fin dalle prime note della title track ‘War Of Kings’ che risuona cupa e maestosa in un’arena quasi sold out. Joey ammalia i fotografi nel pit con le sue pose semi-acrobatiche. Non è concesso un attimo di pausa, che Hole in my Pocket ci colpisce con il suo potente muro di suono. Un saluto in perfetto italiano introduce il primo brano del passato, Superstitious, e Joey esorta il pubblico a cantare con lui. La voce del singer svedese sembra cedere in alcuni tratti, ma il frontman 52enne ha mestiere da vendere e il suo indiscusso carisma trascina i presenti.
‘Wasted Time’ sposta ancora più indietro le lancette del tempo: la base ritmica di John Levén e Ian Haugland risulta come sempre impeccabile! Cambio di registro e atmosfera con ‘Last Look At Eden’ e le pompose tastiere in primo piano ed è musica che travolge. Introdotta dalle inconfondibili note di pianoforte giunge l’unica ballad della serata. Il pubblico diventa una voce sola cantando Carrie: centinaia di telefonini immortalano il momento, così come un tempo ondeggiavano gli accendini. Seguono l’intensa ‘The Second Day’, una delle canzoni preferite dalla band, e Firebox unico brano da Bag of Bones, e veniamo avvolti dalle note suadenti e dalle luci magistralmente orchestrate. L’evocativo intro di tastiere del Maestro Mic Michaeli da vita alla bellissima ‘Sign Of The Times’. Prima che l’Alcatraz si tinga di rosso per ‘The Beast’, con il suo ritmo serrato che lascia senza respiro, la band esegue l’emozionale e dinamica Praise you dal sapore 70iano.
È tempo per John Norum di salire in cattedra e non si riesce a distogliere lo sguardo mentre la sua chitarra intona la struggente ‘Vasastan’. Joey ha nel frattempo imbracciato la Gibson e dalle note finali della strumentale emerge Seventh Sign, passando poi per l’appassionata Ready or Not.
Un altro momento clue è raggiunto con ‘Nothin’ To Ya’ e qui, concedetemelo, la sottoscritta non capisce più niente! Tastiere, voce, basso, batteria, la distorsione “sporca” della chitarra: tutto è dannatamente sexy! Il ritmo si mantiene alto quando Ian ci accompagna nel suo rivisitato William Tell Overture di Rossini perché, come dice lui stesso, gli assoli di batteria devono anche saper divertire. Obiettivo centrato!
In un crescendo di adrenalina, la band lancia un trittico incandescente: ‘Let the Good Times Rock’, ‘Rock The Night’ e ‘Days Of Rock ‘n’ Roll’ scatenano tutti dalla prima all’ultima fila. Le luci si spengono. Partono quelle note intramontabili che nel 2016 festeggeranno 30 anni: è ‘The Final Countdown’! Si canta e si salta, mentre la band scambia gli ultimi sguardi e sorrisi con i propri fans e Norum infila nota dopo nota uno degli assoli più famosi nella Storia del Rock. Il coinvolgimento è totale.Ancora una volta, gli Europe hanno saputo ben bilanciare passato e presente, perché questa band non vuole vivere di ricordi ma vuole spingersi sempre.
Davvero una “Bella storia!” come Joey ha ripetuto più volte nella serata. Perciò “A presto!”. Sì, a presto in quel di Bologna per una seconda data fortemente voluta che si è rivelata un altro grande successo! These are the Days of Rock n’ Roll!

Testo di Stefania Morese
Foto di Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Classe 1972, fotografo professionista rock-metal di matrice prettamente “old school”.
Come fotografo, ho collaborato con Metallus.it, Truemetal.it, Metal Hammer Italia e dal 2005 al 2015 sono stato fotografo ufficiale di Metal Maniac.
Il mio sito personale: www.lucabernasconi.com
La mia pagina FB: www.facebook.com/lucabernasconiphotographer

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