Loud Reports

ERIC BELL & HIS BAND + BERNIE MARSDEN – Il report del concerto @ The Lounge, Londra (GB) – 03.09.2017

Totalrock Radio ci ha messo in serbo una bella sorpresa per questo primo weekend di settembre, preparando un evento benefico in favore dell’organizzazione DAD – Drums And Disabilities, che si occupa di aiutare bambini e adulti affetti da disturbi quali autismo, dislessia e sindrome da deficit di attenzione attraverso la musicoterapia, praticata con l’aiuto delle percussioni. Ad inaugurare la serata ci pensa una jam session con i brani più famosi del classic rock, i cui partecipanti sono dei talentuosissimi musicisti locali e non, tra cui Henry Rogers (Touchstone), Chris Clark (Hunter & The Bear), Frederik Schnoor (Freddy And The Phantoms), Heather Leoni (Gypsy Heart), Matt Pearce (Voodoo Six), Andy Fuller (Metalworks), Steve e Dan Parsons (Metalworks). Bernie Marsden si accinge a suonare un concerto piuttosto improvvisato: sprovvisto di una band, si fa accompagnare da alcuni dei musicisti della house band con un risultato soddisfacente, ma che sicuramente, vista la mancanza di prove, non ci fa strappare i capelli. La scaletta, breve ma intensa, è un mix di classici blues (‘I’m Your Hoochie Coochie Man’, ‘Sitting On Top Of The World’) e di brani tratti dal repertorio Whitesnake (‘Ain’t No Love In The Heart Of The City’, ‘Fool For Your Loving’). Nonostante una gran parte del pubblico a questo punto si sia dileguata, evidentemente interessata solo a Bernie Marsden, Eric Bell ruba totalmente la scena questa sera. Girano sempre poche notizie sul suo conto rispetto a tanti altri nomi famosi del rock, ma questa sera è in grandissima forma e riesce a sfruttare per bene tutto il tempo a sua disposizione. È ben risaputo quanto non ami “vivere di rendita” sui brani targati Thin Lizzy e gli unici due suonati questa sera sono ‘Whiskey In The Jar’ e, per il gran finale, ‘The Rocker’. Il resto della scaletta è un tripudio di blues e rock n’roll: esordisce con ‘Shake Your Money Maker’, per poi proseguire con ‘Rip It Up’, cover di un brano di Little Richard inclusa nel suo ultimo disco ‘Exile’. Risentiamo ‘I’m Your Hoochie Coochie Man’ – ma a questo giro con la giusta “cazzimma” – e un’altra serie di tributi ai suoi musicisti preferiti, tra cui i Them di ‘Gloria’ e i The Shadows di ‘Sleepwalk’. Un brano che sicuramente spicca è ‘Gotta Say Bye Bye’, le cui malinconiche atmosfere jazz sembrano trasportarci in un fumoso jazz bar di New York degli anni 40. Nel mondo del rock siamo abituati a trovarci davanti a personalità chiassose e a storie di estrema dissolutezza e, per una volta ogni tanto, avere a che fare con qualcuno che, al contrario, si è ritirato dalle scene piuttosto presto per cercare di non perdersi in questo “Paese dei Balocchi” e si è concentrato sul proprio strumento per tutti questi anni, è assolutamente rinfrancante.

Foto di Jessica Lotti


Giulia Mascheroni

Giulia Mascheroni

"I know I don't belong/And there's nothing I can do/I was born too late/And I'll never be like you" potrebbe essere la summa della mia adolescenza solitaria, passata ad imparare a memoria album, biografie e testi.
Dal 2013 vivo a Londra e, a parte sopravvivere, tutta la mia vita ruota attorno alla musica dal vivo, dalle vecchie glorie del passato alle band più underground.
Dal 2014 collaboro con Rock Hard Italia e Classic Rock Lifestyle e la mia missione personale è cercare di far scoprire anche al pubblico italiano cosa è "in" o "out" da queste parti.
Nel tempo libero suono la batteria, ma questa è tutta un'altra storia.

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