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EPICA – ‘The Holographic Principle’

Il  settimo album di studio dei symphonic metallers Epica è l’ennesimo centro per una band che ci ha da sempre abituati ad un elevato standard qualitativo grazie ad un songwriting solidissimo e ad una tecnica strumentale decisamente superiore alla media. Questo “The Holographic Principle” risulta inizialmente meno immediato del precedente, eccellente, “The Quantum Enigma”, ma bastano un paio di ascolti per accorgersi della presenza di tutti gli ingredienti per un disco di successo. Non mancano anche i brani memorabili ad un primissimo ascolto: dall’orecchiabile singolo ‘Edge Of The Blade’, quattro minuti che filano via che è un piacere ad una ‘Universal Death Squad’ dove la band mostra ancor meglio la propria maestria strumentale con un prog metal tirato dalle influenze thrashy, elementi ben noti a tutti gli appassionati della formazione. Anche i cori epici di ‘Beyond The Matrix’ sono da subito convincenti e la composizione ci fa sperare che la band si serva di backing vocalist in carne ed ossa per i prossimi live. Siamo infatti sempre dell’opinione che le basi preregistrate rappresentino l’unico vero limite del genere on stage. La produzione è “bombastica” come sempre ma questa volta le chitarre sono decisamente più heavy e prominenti del solito nel mixing, come dimostrato dal riffing roccioso di brani come ‘Divide And Conquer’ (il break centrale dal vivo farà macelli) o nella thrashy ‘Tear Down Your Walls’, composta da un Mark Jansen ispirato da un concerto degli Exodus (ce ne ha parlato in un’intervista di prossima pubblicazione). Gli Epica sanno che ripetere la solita formula ad libitum senza variazioni sarebbe controproducente e grazie alla presenza di cinque diversi songwriters nella line-up esibiscono influenze musicali molto variegate. Non manca anche il momento in cui Simone Simons, che ci aveva conquistato per la prima volta molti anni fa con la splendida “Cry For The Moon”, può sfoggiare la propria bella voce accompagnata solo da una sezione di archi nell’atmosferica “Once Upon A Nightmare” a conferma che a volte “less is more”. In ‘A Phantasmic Parade’ ed in ‘Dancing In A Hurricane’ tornano a fare capolino nella musica dei nostri anche delle melodie orientaleggianti che ben si adattano alle sinfonie in salsa heavy scritte dagli olandesi. Una nota di merito va anche spesa per la performance dietro le pelli di Ariën van Weesenbeek e per la coppia di chitarre formata da Mark Jansen, impegnato anche nei soliti grunts e screams, ed Isaac Delahaye. In particolare quest’ultimo è autore di pregevoli assoli in ‘The Cosmic Algorithm’ e nella già citata ‘Universal Death Squad’. Non manca neppure la lunghissima titletrack finale, undici minuti di suite impreziositi da un coro maestoso e da una pletora di cambi di tempo, atmosfere contrastanti e passaggi strumentali. Gli Epica sono una formazione di grande talento che ha lavorato duro per arrivare a questo snodo cruciale della loro carriera. Ora possono compiere il grande passo, riuscendo nella transizione che è riuscita a pochissimi, passando dalle esibizioni nei clubs alle arene, oppure restare nella comunque invidiabile condizione di formazione di culto in grado di riempire i clubs di mezzo mondo. La macchina promozionale della Nuclear Blast li supporta a pieno regime e se lo meritano. Se amate il genere tuffatevi senza timori all’interno di questo affascinante ologramma sonoro dove le sinfonie metalliche regnano sovrane. Per una volta “Believe The Hype”!

Tracklist:

1. Eidola
2. Edge of the Blade
3. A Phantasmic Parade
4. Universal Death Squad
5. Divide and Conquer
6. Beyond the Matrix
7. Once Upon a Nightmare
8. The Cosmic Algorithm
9. Ascension – Dream State Armageddon
10. Dancing in a Hurricane
11. Tear Down Your Walls
12. The Holographic Principle – A Profound Understanding of Reality

Line-up:

Mark Jansen – chitarra ritmica, growls/screams
Coen Janssen – tastiere, sintetizzatore, piano
Simone Simons – voce
Ariën van Weesenbeek – batteria, spoken words, growls
Isaac Delahaye – chitarra solista, backing vocals
Rob van der Loo – basso

Editor's Rating

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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