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ENSIFERUM – ‘Two Paths’

Ormai lo sapete… non è che noi di Loud And Proud siamo poi così tanto avvezzi a sonorità folk, pagan e viking, però… c’è un però: siamo anche attenti a non affondare nelle sabbie mobili dell’immobilità (e qua gli ossimori possono accompagnare solo). Recensire un album degli Ensiferum è per noi una sfida e una lezione, un corso intensivo di oggettività che ci spinge ad ascoltare il nuovo lavoro della band finlandese un numero X di volte. Possiamo schematizzare così. Suonano bene? Sì, molto. Sprizzano professionalità da tutti i pori? Certo! Si sono fatti un mazzo tanto per far conoscere la propria proposta (un tempo personalissima) in giro per il mondo? Oh yes! Scrivono canzoni orecchiabili e ottime per lasciarsi andare in sciamaniche danze durante i loro concerti? Sì anche qua. Eh allora! Abbiamo davanti l’ennesimo capolavoro proveniente dalla Finlandia. Fine della recensione. Ciao. Alla prossima! Vabbè dai, non scherziamo troppo. Il limite più evidente ed emerso nel corso degli anni all’interno della scena folk è una certa autocompiacenza che ha portato una miriade di gruppi a fossilizzarsi su idee che erano originali e “nuove” all’inizio, ma che dopo un po’ avrebbero cominciato ad accartocciarsi su sé stesse. Se prima tutti rimanevano a bocca aperta davanti al mix tra violini e chitarre, a testi cantati in ancestrale finno-norv-sve-dan-islandese, a racconti di antiche storie nordiche che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura ora – secondo un modestissimo parere soggettivo – sembra essere diventato tutto un po’ troppo kitsch, troppo costruito e creato ad hoc per andare incontro alle aspettative dei fan. Torniamo a ‘Two Paths’, non perdiamoci troppo in pareri squisitamente personali sulla principale moda metal degli ultimi quindici anni. Il nuovo lavoro targato Ensiferum può contare su di un sound pomposo e pompato che rende giustizia a tutti gli strumenti che giungono al nostro orecchio, così come alle aggressive e allo stesso tempo melodiche linee vocali disegnate dal singer Petri Lindroos. Per non perderci in un asettico track by track citiamo alcune canzoni come l’epica e tirata ‘For Those About To Fight Metal’ (preceduta da una consistente intro) ci porta direttamente all’interno di una sanguinosa battaglia grazie ad un ritornello corale e magniloquente che ricorda molto lo stile dei loro colleghi Turisas. Lo stesso vale per brani come la belligerante, ma meno efficace ‘The Way Of The Warrior’ e la veloce ‘King Of Storms’, dove emerge l’anima power della band. ‘Feast With Valkyries’ invece sa tanto di canzone piratesca (Ensife-rhum?! Ah ah ah) in cui la bella e brava Netta dà sfoggio di tutte le sue qualità vocali, prima che un ritornello molto figo ci guidi alla conquista dei sette mari insieme alle affascinanti valchirie. Per concludere facciamo un pindarico salto all’inizio di questa disamina. ‘Two Paths’ è un buon disco, ma ascolto dopo ascolto emerge quella staticità di cui parlavamo poc’anzi. Ci sono melodie efficaci e ben fatte, ma che vengono spesso abusate e riproposte praticamente in ogni canzone, rendendo questa creatura musicale appetibile solo per i fan più scalmanati del viking metal e dei cinque finlandesi. Un capolavoro per loro, un album discreto per altri. Ora crocifiggetemi pure nella sala mensa del Valhalla e tanti saluti a tutti.

Tracklist:
01. Ajattomasta Unesta
02. For Those About To Fight For Metal
03. Way Of The Warrior
04. Two Paths
05. King Of Storms
06. Feast With Valkyries
07. Don’t You Say
08. I Will Never Kneel
09. God Is Dead
10. Hail To The Victor
11. Unettomaan Aikaan
12. God Is Dead (alternative version)
13. Don’t You Say (alternative version)

Line-up:
Petri Lindroos – voce, chitarra
Markus Toivonen – chitarra, cori
Sami Hinkka – basso, cori
Netta Skog – fisarmonica, cori
Janne Parviainen – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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