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EMERALD – ‘Reckoning Day’

Gli svizzeri Emerald si possono ormai considerare a ragione dei veterani. Ormai vicini ai venti anni di carriera, non si può certo dire che abbiano lasciato un segno indelebile sulla scena. Qualche buona idea, qualche disco valido, ma anche una discontinuità di fondo, abbinata alla difficoltà cronica a trovare un cantante all’altezza, che ha impedito alla formazione di Friborgo di lasciare il segno. Con ‘Reckoning Day’ le cose cambiano ancora una volta dietro al microfono: fuori il girovago Thomas Winkler, ormai a tempo pieno nei Gloryhammer, dentro lo sconosciuto Mace Mitchell, ben supportato dal ben più celebre George Call, qui presente in tre pezzi. Il piano iniziale era quello di assoldare il frontman di Aska e Cloven Hoof a tempo pieno, ma è stato accantonato per evidenti difficoltà logistiche. I rapporti sono rimasti buoni però, ed il texano di ferro può lasciare il suo timbro sul disco, in particolare con ‘Evolution In Reverse’, che ne rappresenta con ogni probabilità il picco qualitativo: una traccia incalzante e senza respiro, degna del miglior metal di oltre oceano. Come del resto di livello assoluto è ‘Through The Storm’, seconda traccia cantata da Call su questo disco. Due pezzi di gran livello, che bastano a mostrare come ‘Reckoning Day’ si collochi in alto nella discografia della band elvetica, anche e soprattutto se consideriamo che il resto del disco scorre via piacevole, più compatto e costante rispetto al passato, ed anche il nuovo Mace Mitchell appare sapere il fatto suo, con tonalità sporche ma grintose. Da notare anche che la seconda parte del disco forma una sorta di concept, incentrato su un romanzo storico scritto dallo stesso tastierista della band, Thomas Vaucher. Qui le sonorità sono più epiche, nel senso europeo del termine, ma il risultato resta decisamente valido. Non manca qualche momento di incertezza, soprattutto quando gli Emerald cercano di dare troppo spazio alla componente melodica – l’incerta ballad ‘Beyond Forever’ – ma nella sostanza il disco può ritenersi riuscito. E se anziché quindici (!) pezzi ce ne fosse stato qualcuno di meno, forse le cose sarebbero state meglio ancora, ma cerchiamo di non pretendere troppo. E godiamoci questo disco.

Tracklist:
01. Only The Reaper Wins
02. Black Pyramid
03. Evolution In Reverse
04. Horns Up
05. Beyond Forever
06. Through The Storm
07. Ridden By Fear
08. Mist Of The Past
09. Trees Full Of Tears
10. Lament Of The Fallen
11. Reckoning Day
12. Reign Of Steel
13. Signum Dei
14. Fading History
15. End Of The World (Bonustrack)

Line-up:
Mace Mitchell – voce
Julien Menth – chitarra
Michael Vaucher – chitarra
Thomas Vaucher – tastiere
Vania Truttmann – basso
Al Spicher – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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