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ECLIPSE – Working My Day Away

E’ un grande piacere avere la possibilità di scambiare una nuova chiacchierata con Erik Martensson, il genietto di Stoccolma a capo di uno dei migliori gruppi venuti alla ribalta nell’ultimo decennio in ambito hard rock melodico, gli ECLIPSE. Piacere doppio, visto che a questo giro a fargli (e farci) compagnia si aggiunge il fido Magnus Henriksson, chitarrista e da sempre suo braccio destro. ‘Monumentum’ è il nome del loro nuovo lavoro, un album con lo sguardo rivolto al futuro, ma che mantiene, come da tradizione Eclipse, in perfetto equilibrio grazie a salde radici hard rock che attingono linfa dal passato più glorioso di questo genere. La qualità di livello superiore che troviamo lungo l’intero disco potrebbe però rivelarsi il problema più prossimo per la band svedese, al momento della scelta dei brani che andranno a comporre la set-list degli imminenti concerti…

“(Erik Martensson) Intanto grazie per le parole spese per il disco. Riguardo al cosiddetto “problema” non ci sono dubbi: dal vivo suoneremo un sacco di canzoni nuove, semplicissimo!”
“(Magnus Henriksson) In effetti abbiamo già affrontato qualche discussione in seno alla band circa la scaletta dei prossimi concerti.”

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Ampiamente comprensibile. Erik, la prestazione che offri su questo disco sembra il risultato di un lavoro profondo sulla tua voce. Per esempio l’uso di diversi timbri si differenzia ancora meglio che in passato.
“(E.M.) Sì, come cantante mi sento migliorare album dopo album, e ‘Monumentum’ fino ad ora rappresenta il massimo per me sotto questo punto di vista. Sicuramente tutti i concerti fatti negli ultimi due anni hanno dato i loro frutti sulla mia voce, e oggi posso dire di sentirla più solida e matura.”

La vostra propensione per la melodia rimane fortissima, ma nel brano ‘Black Rain’ sembrate sfiorare un Heavy Metal che si avvicina a certi Masterplan, una sensazione da me già avvertita su alcune cose di ‘Bleed & Sceam’.
“(M.H.) E’ interessante, non ero consapevole di questa relazione, dovrò ripassare il loro catalogo. Ad ogno modo ‘Black Rain’ non è stata scritta pensando ai Masterplan. Mi viene da pensare che a volte ad entrambi possa succedere di ispirarci ai Black Sabbath o a gruppi simili.”

Parliamo dell’ultimo cambio di line-up affrontato dalla band: come e perchè avete scelto Philip Crusner per sostituire il vostro batterista storico Robban Back? Durante le registrazioni lo avete guidato per ricalcare lo stile di Robban?
“(M.H.) Quando ci siamo messi alla ricerca di un nuovo batterista volevamo uno giovane, che fosse affamato e con il giusto look, ed ovviamente doveva essere un buon musicista. Il nostro bassista Magnus Ulfstedt aveva visto Philip esibirsi dal vivo qualche anno fa e ne era rimasto sorpreso. Così abbiamo deciso di chiamarlo per chiedergli se era interessato a fare un’audizione per noi, cosa che ha accettato con entusiasmo, e il resto come si suol dire…è storia! Riguardo le registrazioni la risposta è no, non abbiamo mai provato a forzare il suo stile, perchè Philip ne possiede uno suo personale che calza perfettamente con il nostro sound.”

Dopo la sua fuoriuscita Robban Back è comunque subito ripartito con un progetto chiamato Gathering Of Kings nel quale tu Erik sei coinvolto.
“(E.M.) Sì, ma neanche troppo in realtà. Conosco qualcuno dei ragazzi dietro al progetto così mi sono prestato volentieri per una ospitata. Per loro comunque si tratta di un sogno e sono convinto che ne uscirà qualcosa di buono.”

Cambiando argomento, essendo tu un grosso songwriter mi incuriosisce sapere da cosa parti a comporre solitamente: una melodia vocale, una parte di chitarra tua o di Magnus…
“(E.M.) Posso scrivere con Magnus o per conto mio, ma quasi sempre lo faccio iniziando dalla chitarra. Quando ci esce qualcosa di interessante per prima cosa provo a costruirci intorno delle melodie, ed in seguito un coro. E di solito quando intravediamo un piccolo lampo di ispirazione questo si trasforma poi in un fuoco!”

Ma giusto per capire un pò la genesi degli Eclipse, quando e come avete in iniziato a scrivere canzoni insieme voi due?
“(E.M.) Ci siamo incontrati per la prima volta alla scuola di musica di Stoccolma, entrambi ci eravamo trasferiti là dai nostri paesini. La maggior parte dei frequentatori dell’istituto erano degli eleganti suonatori di jazz, quindi per due che andavano in giro con gli stereo che suonavano Heavy Metal è stato naturale conoscersi immediatamente. Fu abbastanza ovvio per ciascuno di noi che era necessario mettere su una band. Per capirci era il 1999, ed il fatto di essere oggi ancora insieme dovrebbe dirvi tutto su quanto funzioni la nostra partnership musicale.”

Lasciatemi reintroddurre l’argomento “live” con un flash-back: ero tra la folla, molto calda e agitata, al vostro ultimo concerto italiano (Blue Rose Saloon di Bresso, Milano, settembre 2015, ndr). Cosa ricordate di quella serata così difficile e pazza?
“(E.M.) Ha ha ha, fu un vero casino. Arrivammo in quel locale e il nostro ingegnere del suono impiegò parecchie ore per sistemare l’impianto. Riuscimmo così a fare in nostro sound-check. Comunque il ricordo che continuo ad avere è quello di una nottata divertente ed interessante.”
“(M.H.) Sì, il grande eroe di quella notte è stato il nostro tecnico del suono Rune Magnusson. E’ il più cazzuto di tutta la nostra crew, ci ha già salvato il culo non so quante volte.”

Pensate dunque ci sia l’occasione per rivedervi qua dalle nostre parti per un concerto singolo, o vi farete bastare la vostra quasi annuale partecipazione al Frontiers Festival?
“(M.H.) Sembra proprio che quella del Frontiers sarà l’unica data da voi per quest’anno, perchè la nostra label ha voluto l’esclusiva sui nostri concerti italiani nel 2017. Temo quindi che non ci saranno altre esibizioni, ma ho fiducia in un nostro ritorno per il prossimo anno.”

Rimanendo in tema Frontiers Festival, devo dirvi che per gli Eclipse auspicavo una posizione migliore nel running order. Se siete stati chiamati a partecipare in 3 edizioni su 4 vorrà pur dire qualcosa…
“(M.H.) Sì, sono rimasto un pò perplesso anch’io dalla decisione di inserirci in quella posizione della bill. Ma è il loro Festival e la decisione spetta a loro, dobbiamo rispettarla.”
“(E.M.) In effetti è stato strano anche per me.”
Capitolo Eurovision contest, dove l’anno scorso avete partecipato con una grande canzone, ‘Runaway’: qual’è il ricordo principale di quell’esperienza? Vi ha dato lo spunto per ideare un altro modo per promuovere il nome degli Eclipse al di fuori del mondo dell’Hard & Heavy?
“(M.H.) Ricordiamo davvero tutto con grande entusiasmo. Abbiamo imparato un sacco di cose sul mondo dello spettacolo, nonchè sul modo con cui intrattenere il pubblico. E’ stata inoltre un’esperienza che ci ha regalato una grandissima esposizione in Svezia, quindi da parte nostra non c’è proprio niente da rimpiangere. Sul tentativo di lanciare il nostro nome al di là dei confini rock o metal avremmo una o due idee, però non possiamo ancora rivelarle. Per ora rimangono lì sul nostro tavolo.”

Erik, approfondiamo un pò il tuo lato di produttore: è cambiato qualcosa nel tuo modo di produrre negli anni? E tra i tanti dischi su cui hai messo le mani, ce n’è uno che potresti eleggere come la tua migliore produzione?
“(E.M.) Ogni cosa che imparo dal mio lavoro di producer e di mixerista la incorporo per usarla nelle produzioni future. Il progetto di cui ad oggi sono più soddisfatto sono i Nordic Union (il progetto a due con Ronnie Atkins dei Pretty Maids alla voce, ndr), Eclipse a parte ovviamente. Comunque mi occupo di mixare e masterizzare anche una grande quantità di albums dove non sono coinvolto nè nel songwriting nè nella produzione.”

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E ti è mai capitato di essere chiamato a produrre un gruppo che ti si presenta con delle canzoni che non ti piacciono?
“(E.M.) Sì certo. In ogni situazione provo sempre a dare una mano con idee musicali, arrangiamenti ed altro, al fine di rendere il risultato finale il migliore possibile, ma non devo per forza amare ciò su cui sto lavorando. Alla fine una band ha le sue idee e suona la musica che gli piace, se chiedono aiuto o consigli io sono lì per darglieli.”

Chiudiamo in modo semiserio con una domanda a brucipelo: tra le bands contemporanee del panorama Hard & Heavy qual’è quella che filerebbe al primo posto delle classifiche mondiali se si affidasse a te? Risposta secca…
“(E.M.) D.A.D.!”

Che idea, si tratterebbe di una nuova “nordic union”! Ok ragazzi, grazie di tutto e speriamo di vederci presto.
“(E.M.) Sicuro!
“(M.H.) Grazie a voi e arrivederci al Frontiers!”

Line-up:
Erik Martensson – voce
Magnus Henriksson – chitarra
Philip Crusner – batteria
Johan Berlin – tastiere

Discografia:
The Truth And A Little More (2001)
Second To None (2004)
Are You Ready to Rock (2008)
Bleed and Scream (2012)
Armageddonize (2015)
Monumentum (2017)

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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