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ECLIPSE – ‘Monumentum’

Erik Martensson dev’essere un grande giocatore di poker. Infilare un tris d’assi come quello composto da ‘Are You Ready To Rock’, ‘Bleed & Scream’ e ‘Armageddonize’ è già un traguardo strepitoso, ma mettere a segno un poker è impresa per pochi eletti. Al momento della notizia che preannunciava l’uscita del nuovo ‘Monumentum’ la speranza, o il timore, erano proprio questi: i quattro svedesi sarebbero stati capaci di mantenere gli standards altissimi dei tre albums sopra citati? E dove sarebbero andati a parare musicalmente per non rischiare di suonare ripetitivi? La prima risposta è sì, assolutamente sì, la qualità non solo si è mantenuta, ma si rivela persino aumentata rispetto al pur ottimo ‘Armageddonize’ in virtù di un’attenzione ancora maggiore verso le melodie che sorreggono i cori, i quali prendono letteralmente il volo nelle varie ‘Vertigo’, ‘Jaded’ e ‘No Way Back’, anche se ogni brano, preso singolarmente, possiede la statura per fare da vetrina al resto del disco. D’altra parte non c’erano alternative, gli Eclipse sapevano che questo era l’unico modo per rimanere nel loro recinto musicale senza stancare, e ci sono riusciti al meglio. La semplice definizione di band “melodic rock” si conferma perlomeno incompleta (se non riduttiva), mentre si continua a rimanere sorpresi di fronte alla forza del loro suono e dei riff di Magnus Henriksson, per non parlare del trasporto con cui Martensson marchia a fuoco ogni strofa e ciascun coro. La mancanza del benchè minimo filler, da sempre una delle caratteristiche peculiari degli Eclipse, crea imbarazzo nello scegliere quali brani descrivere in sede di recensione: dagli adrenalinici up-tempo che infarciscono la scaletta si discostano ‘Hurt’, power ballad dal mood sofferto che ci rimanda diritto agli W.E.T., gli inserti chitarristici di ‘The Downfall Of Eden’, che rappresentano l’ormai classico tributo ai temi celtici tanto cari a certo Gary Moore d’annata, e ‘Black Rain’, dove il riff whitesnakiano di ‘Judgement Day’ si affaccia brevemente su un impianto dalle sfumature metalliche che vanno a lambire i Masterplan era-Mike Di Meo, offrendo a Magnus Henriksson un tappeto sul quale mostrarci come deve suonare un assolo hard rock/metal da manuale (e da brividi!) secondo i sacri dettami ottantiani. Non può esserci alcun dubbio: nel suo ambito ‘Monumentum’ è destinato a dominare il 2017, ma siamo sicuri che di questo album se ne parlerà anche negli anni a venire. Ah, e che nessuno si azzardi a sedersi al tavolo con Erik Martennson per sfidarlo a poker, perchè a vincere è sempre lui.

Tracklist:
01. Vertigo
02. Never Look Back
03. Killing Me
04. The Downfall Of Eden
05. Hurt
06. Jaded
07. Born To Lead
08. For Better Or For Worse
09. No Way Back
10. Night Comes Crawling
11. Black Rain

Line-up:
Erik Mårtensson – voce e chitarra
Magnus Henriksson – chitarra
Magnus Ulfstedt – basso
Philip Crusner – batteria

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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