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DYSTOPOLIS – ‘V.EN.O.M.’

A volte il vostro fido recensore di quartiere pecca un po in accidia. A volte ha così tanti dischi da ascoltare, che non segue un metodo professionale, ma crea un proprio piano di lavoro basandosi sulle vibrazioni che pensa di ricevere dai dischi. Raramente sbaglia e quando lo fa commette errori clamorosi. Mea culpa quindi, per aver trascurato e posticipato per mesi l’ascolto di questo lavoro auto-prodotto dei tedeschi Dystopolis, “rei” di avere una copertina sicuramente non entusiasmante. Chi vi scrive è uno stupido perché per mesi si è privato dell’ascolto di uno dei dischi metal più belli che questo morente 2016 abbia partorito. Prodotti (grandiosamente) da Seeb Levermann, singer degli Orden Ogan, la band di Brema si rende protagonista di un metal apocalittico, classicamente melodico e potentemente thrashy, con una fortissima componente epica che ci rimanda ai migliori Blind Guardian ed agli ultimi Iced Earth. Il concept che permea questo bellissimo ‘V.EN.O.M’ ci rimanda ad un mondo ormai distrutto dai conflitti nucleari, ci porta nella città di Dystopolis, ultima roccaforte della (dis)umanità, dove ormai non esiste la speranza nè la luce. La voce di Andreas Müller è assolutamente incredibile, avvicinandosi moltissimo per interpretazione, timbro e capacità espressive a quella di Stu Block (della sopra citata band floridiana), ma è nei cori che questo disco trova davvero la carta vincente. Proprio come nei Blind Guardian, sarà eccitante ascoltare e riascoltare un brano scoprendo differenti substrati e nuovi dettagli, precedentemente coperti da dettagli maggiormente in superficie ma non superficiali. Proprio la stratificazione delle voci, le armonizzazioni utilizzate e la forte vena epica dei refrain ci fanno pensare a brani come ‘Mirror Mirror’ (‘Nightfall In Middle-Earth’, 1998) o sopratutto a ‘The End?’ (Plagues Of Babylon, 2014). Un cantante in grado di passare da tonalità baritonali, come in ‘Dining With Gods’ (prima del consueto ritornello epicamente ispirato dal guardiano cieco), agli acuti halfordiani della bellissima e conclusiva ‘Dystopolis Rising’. E lo fa transitando per parti così sentite, che sembra di assistere ad una piece teatrale, dove ci vengono narrate le future storie di questa città priva di carità. Brani stupendi – lo avrete capito – suonati alla grande, fieramente metal fino al midollo, cantati da Dio e con un pathos e coinvolgimento da Oscar. Sentendoci ancora più stupidi per averli trascurati, vi chiediamo di essere più intelligenti di noi. Questa band non solo merita un contratto (che attualmente non ha), ma anche di calcare le assi dei palchi di tutto il mondo. Si proclamano i portavoce ed i figli di Dystopolis… beh, facciamoli evadere da quella nera città. Ascoltateli!

Tracklist:
01. Black Gates
02. Lords Of Sand
03. Metro
04. Dining With Gods
05. The Corporation
06. Noah’s Isle
07. Arndale
08. Anthem For A Stalker
09. Beneath A Black Horizon
10. Dystopolis Rising

Line-up:
Andreas Müller – voce
Kevin Steinmann – chitarra
Alex Amott – chitarra
Georg Tsakumagos – basso
André Gertjejanßen – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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