Talks

DUSTINEYES – Dust and fire!

In occasione della loro imminente esibizione al Rock Inn Somma (domenica 16 luglio 2017) abbiamo riesumato questa intervista ad alto tasso alcolico fatta tempo fa ai varesotti DustInEyes, una delle nostre band più apprezzate anche fuori dai confini patri. Col gruppo al completo abbiamo parlato di moltissimi temi, tra aneddoti figli della vita on the road e considerazioni sull’odierna scena lombarda e tricolore. Eccoci qui coi DustInEyes, headliner di questa serata dedicata alle band del varesotto e organizzata a Somma Lombardo, in occasione del Rock Inn Comix (svoltosi lo scorso aprile).
“(Umberto) Esatto! Intanto un ringraziamento ai ragazzi del Rock Inn Somma, che si sono sempre fatti il culo per dare visibilità live ai gruppi underground. Ci troviamo stasera per esempio in questo festival fighissimo, tra l’altro dedicato anche a fumetti e fantasy, dove trovi band, oltre a noi, come gli Aeternal Seprium e i Madhour, entrambi grandissimi gruppi.”

die foto band 2

Parliamo un attimo dell’ultimo vostro lavoro ‘Rat Race’ (qui, la nostra recensione). Come stanno andando le cose? Cosa vi sta portando questo nuovo album?
“(Silvano) A livello di vendite posso dirti che il grosso lo vediamo una volta che scendiamo dal palco e ci spostiamo al merchandising. Lì vediamo di persona quanti vengono a comprarci gli album… Avevamo qualche dubbio su come i fan avrebbero reagito al cambio di cantante, ma ‘Rat Race’ ha avuto comunque un’ottima accoglienza. Passare da una voce aggressiva come quella di Lele a una femminile (Flo) poteva essere un bel azzardo; si è invece rivelata una cantante molto aggressiva e potente. Quindi direi che è andato tutto bene.“
“(Umberto) Avevamo già delle demo coi brani pronti, lei li ha interpretati secondo il suo stile e già dopo il primo ascolto ci siamo detti: “è lei!”.”

Cosa è cambiato quindi per voi e per i vostri ascoltatori con il passaggio da un frontman a una frontwoman?
“(Silvano) In realtà la cosa si è evoluta molto naturalmente, tutti hanno apprezzato questo cambiamento e nessuno ha mosso delle critiche. Molti sono contenti del fatto che, oltre ad una voce potente e graffiante, la Flo dimostri anche una presenza scenica di tutto rispetto. E’ molto aggressiva on stage.”
“(Umberto) Esatto, la voce è cambiata ma la musica è sempre la stessa. Spingiamo come abbiamo sempre fatto, a cannone.”

Siete una band con all’attivo moltissimi live all’estero…
“(Silvano) Vero! Diciamo che avevamo già un canale aperto da qualche anno verso Svizzera e Germania, poi ora c’è la Flo che è Svizzera, quindi questa cosa ci aiuta maggiormente a farci conoscere in quelle zone. Stiamo facendo molte date in terra elvetica appunto. Possiamo dire che il nostro raggio d’azione spazia tra Italia, Svizzera e Germania…”

Vi siete imbarcati però anche in un piccolo tour britannico…
“(Silvano) Sì, in realtà avevamo due date programmate, ma una a Londra è saltata. Ti posso assicurare però che il concerto ad Andover è stato qualcosa di veramente devastante!.”
“(Flo) Sì, sì… una cosa impressionante! C’era chi lanciava persone sul palco, dei pazzi!”
“(Umberto) E’ stata la prima volta che abbiamo suonato con dei ragazzi della security posizionati davanti al palco per evitare che ci arrivassero delle persone addosso.”
“(Silvano) In pratica noi siamo arrivati in paese, è arrivato a prenderci il promoter della serata e ci ha accompagnati in un supermercato dove ha comprato una marea di birra. A fine concerto noi non sapevamo dove dormire, ci hanno quindi caricato su di una macchina e portato nella casa più sporca di tutto il Regno Unito (risate; ndA) e il proprietario continuava a prepararci gin-tonic. Una cosa impossibile! E’ stata un’esperienza incredibile…”

In Italia invece come vanno le cose?
“(Silvano) Mah ti dirò che la gente che ultimamente ci viene a vedere è proprio “scassata”. Sono persone che ci seguono da tanto e anche nuovi fan e che al concerto non si risparmiano un secondo, rendendosi spesso protagonisti di episodi al limite della pazzia, tipo scambiare il palco per un gabinetto ( omettiamo i particolari, meglio così fidatevi… Nda). In Svizzera e Germania il pubblico è un po’ più contenuto… Il bello di fare questo genere è che riunisci tutti gli scassati del paese (Risate; ndA).”

Beh, bene… A livello stilistico quali sono le voste principali influenze?
“(Flo) Per me sicuramente Wendy O. Williams dei Plasmatics”
“(Silvano) A livello di band Motörhead, Misfits, W.A.S.P., quel genere lì insomma, rock and roll aggressivo e influenze punk.”

E a livello personale? Quali sono i vostri gusti?
“(Sergio) Io arrivo dal death metal, chiaramente mi tirano il freno quando metto delle folli spedalate di batteria, ma il piede ogni tanto mi scappa e via! (Risate;ndA).”
“(Flo) A me per esempio piace anche l’hip hop anni ‘90”
“(Silvano) Diciamo che io e Umberto abbiamo gusti un po’ più simili… Io guardo con più attenzione al glam, mentre lui è più vicino al metal.”
“(Umberto) All’apice di tutto ci sono comunque i Black Sabbath per me. Da lì arriva tutto e sono fonte di ispirazione per qualsiasi band di qualsiasi genere.”
“(Silvano) Metti lì in cima Motörhead e Black Sabbath e poi vai dove vuoi partendo da loro…”

Qua nel varesotto c’è una scena molto florida, invidiabile. Molte band collaborano tra di loro e si aiutano a vicenda…
“(Silvano) Magari ora la scena è meno attiva rispetto a qualche anno fa, però ci sono molte band validissime che collaborano da anni e dei punti saldi che orchestrano il tutto come Ul Mik, per esempio. La collaborazione porta sempre comunque dei vantaggi, parlare male l’uno dell’altro non porta a nulla. Ci si supporta, si fa un bel lavoro insieme e la scena va avanti. E’ molto compatta.”

Rispetto ad altri voi siete però riusciti a costruirvi una carriera anche, come abbiamo già detto prima, basata su un invidiabile successo internazionale. Come mai?
“(Silvano) Io ho lavorato e collaborato molto con altre band, e ogni volta che andavamo in un locale mi mettevo lì a parlare con chi di dovere e a prendere più contatti possibili.”
“(Umberto) Molti locali ormai ci chiamano almeno una volta all’anno, per esempio in Germania o in Svizzera. Abbiamo fatto tre date in Olanda e il gestore continua a chiederci di tornare…”
“(Silvano) Per scelta non ci siamo mai affidati ad agenzie di booking. Lavoriamo con le forze che abbiamo, lasciamo i cd nei locali dove andiamo a proporci e spesso ci chiamano, soprattutto all’estero. In Italia è pura utopia questa…”

Allora è inevitabile la domanda sul pay to play… Qual è la vostra opinione su questo meccanismo?
“(Umberto) Noi siamo totalmente contro. La copertina di ‘Rat Race’ è proprio contro il pay to play. Ci sono dei topi che mangiano un vinile, una gara tra poveri dove tutti cercano di fare e strafare, per rimanere poi comunque nell’anonimato.”
“(Flo) Per me il pay to play è l’antitesi stessa del rock and roll, del concetto di rock and roll. Il rock è rivoluzione, opposizione… Se tu vai a pagare per una data sei tutto fuorchè rock and roll. Sei l’esempio di quello che il rock NON è! E’ la morte della musica. Se tu paghi vai a rubare spazio e possibilità ad altre band, paghi e suoni, senza meritarti magari di essere lì. Il pay to play va contro la qualità della band.”
“(Umberto) Se veramente devi diventare qualcuno ci penserà il destino a fare il suo corso… lascia che il fiume scorra. Altrimenti amen, evidentemente non doveva succedere…”
“(Silvano) Noi qualche concerto in apertura a band grosse lo abbiamo fatto negli anni, e non abbiamo mai pagato. Siamo stati chiamati perché secondo i promoter avremmo portato un pubblico interessato al genere proposto durante la serata. Il fine di una serata live è sempre il divertimento, tuo e di chi ti viene a vedere. Non ha senso pagare per arrivare tiratissimi sul palco e suonare davanti a gente a cui non frega nulla di te.”

Piani futuri?
“(Silvano) Suonare il più possibile ovviamente, intanto stiamo mettendo da parte del nuovo materiale.”

Discografia
Rebel Monster (2000)
Next Stop Hell (2008)
Bullet For My Generation (2010)
Rat Race (2016)

Line-up:
Flo – voce
Umberto Morra – chitarra, cori
Silvano “P.I.Z.” – basso, cori
Sergio “Serz” Gasparini – batteria

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

Post precedente

KOBRA AND THE LOTUS - Tre date in Italia a novembre

Post successivo

DARGONOMEL – 'Astazebian'