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DOUBLE CRUSH SYNDROME – ‘Die For Rock’n’Roll’

Vi manca lo spirito del rock’n’roll di una volta? Di quello elementare e sfrontato, che discende da MC5 e Stooges, passa per i Sex Pistols e arriva – non senza qualche salto mortale – agli Hanoi Rocks? Date un ascolto ai Double Crush Syndrome, la nuova band di Andy Brings, chitarrista eclettico passato per Sodom, Powergod e Traceelords… Ora, il buon Andy ha riscoperto la sua anima rolleggiante e, assieme a due nuovi compagni, ci offre un rock’n’roll ritmato e coinvolgente, a volte punkeggiante ed a volte vicini ai confini del glam più elementare. Pezzi come ‘Die For Rock’n’Roll’, ‘She’s A Pistol’ – nel refrain ci sono gli inglesi Wrathchild’! – e ‘Can’t You Be Like Anyone Else?’ hanno la carica dei Ramones e l’appeal commerciale degli Hanoi Rocks, entrano in testa al primo ascolto e trasmettono l’idea di party senza confini, tipica del vecchio glam rock ottantiano. ‘On Top Of Mt. Whateverest’ poi strizza l’occhio ai conterranei Kissin’ Dynamite. Rispetto ai Poison, tanto per fare un nome, i Double Crush Syndrome suonano più grezzi e rock’n’roll, complice la voce più ruvida – ma ruffiana anche lei – dello stesso Andy Brings. Ma restano immediati e coinvolgenti, grazie a refrain davvero azzeccati, senza contare un riffing dinamico e davvero vario. Insomma, il disco è assolutamente divertente, ed anche meno scontato di quando si potrebbe pensare. Certo, poco calcolo e tanta passione, poca testa e tanto cuore. Ma al rock’n’roll non si può certo dire di no, vero?

Tracklist:
01. Gimme Everything 3:06
02. Die For Rock ‘N’ Roll 2:56
03. Unfriend Me Now 2:42
04. She’s A Pistol 3:16
05. On Top Of Mt. Whateverest 3:39
06. Yeah! Pain! 2:45
07. I Wanna Be Your Monkey 3:15
08. Slow Suicide 3:10
09. Can’t You Be Like Everyone Else 3:08
10. Blood On My Shirt 2:20
11. Revolution 3:45
12. And They Say We Are The Freaks 3:57
13. Fuck You IS My Answer 2:12
14. Right Now 3:43

Line-up:
Andy Brings – voce, chitarra
Slick Prolidol – basso
Julian Fischer – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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