Loud AlbumsOver the Top

DOOMOCRACY – ‘Visions & Creatures Of Imagination’

“Doom is the soul of metal” canta Gerrit P. Mutz nei suoi Dawn Of Winter, e chi siamo noi per contraddirlo? Come pochi altri generi nel panorama musicale, il doom metal porta con sé non solo una convenzione musicale, ma soprattutto una adesione emotiva e spirituale unica. E le band che riescono a coglierne l’essenza creano con le sette note una tensione davvero molto particolare, che esula da ogni regola formale – chi l’ha detto che il doom deve essere per forza sempre lento? – ma va a toccare direttamente la sfera emozionale di chi ascolta. Questo preambolo per introdurre con un esempio perfetto di questa tensione, rappresentato da ‘Visions & Creatures Of Imaginations’, secondo album per i greci (di Creta) Doomocracy. Se già il debutto’The End Is Written’ aveva raccolto consensi più o meno dappertutto, questo comeback discografico si candida in modo prepotente a disco dell’anno, almeno in ambito doom. I Doomocracy – grande nome, peraltro – mostrano di avere appreso alla perfezione la lezione dei Candlemass nel loro momento d’oro: ‘Visions…’ è ricco all’inverosimile di melodie coinvolgenti e – relativamente – immediate. I refrain di ‘One With Pain’ e ‘Guardian Within’ sono assolutamente cantabili, e completano alla perfezioni brani costruiti in un crescendo di tensione emotiva. Smontiamo anche il mito che vede il doom genere monolitico e monotono: ‘Visions…’ è un disco estremamente vario, che spazia dagli echi progressive di ‘Lucid Plans Of Ra’ ai passaggi epici della già citata ‘Guardian Within’, fino alle sonorità pompose della title-track – ottimamente sottolineate da efficaci passaggi di tastiere – ed ai ritmi incalzanti della conclusiva ‘A Taste Of Absynthe’. A seconda dei pezzi, i punti di riferimento variano, restando sempre di classe assoluta: Candlemass, While Heaven Wept, Atlantean Kodex, Psychotic Waltz, Mayfair… Il doom dei Doomocracy è epico e melodico al tempo stesso: i cinque di Creta hanno lavorato alla grande su linee vocali e cori che entrano sotto la pelle già al primo ascolto. La voce limpida di Michail Stavrakakis fa il resto, trasmettendo in ogni singola nota emozione e pathos, come il Dio Oscuro del Doom Metal prescrive. Musicalmente, il resto della band è in ogni momento all’altezza: il drumming è vario e fantasioso, il basso pulsante, la doppia chitarra efficace nelle ritmiche ed elegantissima nelle parti soliste… Non c’è un aspetto in cui ‘Visions…’ non sia meno che eccellente, e sarà davvero difficile scalzarlo dalla mia personale top ten di fine anno – siamo a marzo, ma qualche certezza nella vita ci vuole. Doom is the soul of metal, ricordatevi. L’anima dei Doomocracy è qui, tra le note di ‘Visions…’ che vi aspetta.

Tracklist:
01. Ghosts Of The Past
02. Lucid Plains Of Ra
03. My Bane
04. One With Pain
05. Guardian Within
06. Visions And Creatures Of Imagination
07. Trinity Of Fates
08. A Taste Of Absinthe

Line-up:
Michael Stavrakakis – voce
Angelos Tzanis – chitarra
Harry Dokos – chitarra
Manolis Schizakis – basso
Minas Vasilakis – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

IRON FIRE - 'Among The Dead'

Post successivo

ANTHRAX – Il report del concerto @ Live Club, Trezzo Sull'Adda (Mi) – 14.03.2017