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DIRTY THRILLS – ‘Heavy Living’

Prima di iniziare a descrivere quanto partorito da questo giovane quartetto londinese, concedeteci di sfilarci per un attimo i vestiti da recensore per indossare al volo quelli di portavoce ufficiale della band: “Ci chiamiamo Dirty Thrills, un nome da sporcaccioni che ci piaceva un sacco, siamo cresciuti mangiando pane e Led Zeppelin, ma un bel giorno sono arrivati i Rival Sons e…e…mannaggia, vorremmo tanto essere al loro posto…Anzi: vogliamo-essere-loro!”. Bene, reindossati i nostri abiti abituali (griffati ‘Loudandproud’ ovviamente) e riacquisito un minimo di professionalità, possiamo dirvi che questa sorta di addizione Led Zeppelin + Rival Sons ha generato un risultato tangibile, che grazie alla capacità dei Dirty Thrills di amalgamare rock, soul e blues senza alcuna forzatura, funge da solida base musicale sulla quale i nostri sono liberi di esprimere tutte le loro pulsioni artistiche. Entrando nel dettaglio di questo contenitore sonoro chiamato ‘Heavy Living’ ci si imbatte in una cascata di vocalizzi “posseduti” alla Robert Plant, assecondati da svariati riffs amplificati di scuola Jimmy Page e da una batteria che di John Bonham ha sia lo stile che il suono. E poi c’è il soul, vero punto centrale e costante del tutto, che spesso prende il sopravvento per guidare le linee melodiche dell’ugola di Louis James, figlio d’arte di Nicky James, cantante-compositore degli anni ’60 e ’70 che ha collaborato a più riprese con musicisti dell’orbita Moody Blues, oltre ad aver realizzato alcuni album solisti. Proprio il soul è la componente che li lega maggiormente ai Rival Sons, rispetto ai quali i nostri cercano di differenziarsi leggermente alzando i volumi e spingendo sul fuzz delle chitarre, ma di cui ricalcano al 101% lo spirito e perchè no, la ricerca di un’immagine vintage e trendy allo stesso tempo. Un discorso a parte va speso per le ritmiche, che secondo il nostro punto di vista potrebbero assumere il ruolo di ago della bilancia: nella maggior parte dei casi sono fisiche, saltellanti, mai veloci, come se i quattro inglesi volessero offrirci la loro ‘Whole Lotta Love’ e la loro ‘Heartbreaker’ per l’intero disco o quasi. Ci sono alcune eccezioni, come la lenta ‘Lonely Soul’ (la loro ‘Thank You’, con le dovute proporzioni), il blues di ‘No Resolve’ o la conclusiva ‘Get Loose’, unico episodio davvero scattante dell’insieme, che con quel riff roteante alla Jet avrebbe le carte in regola per guadagnare un po’ di airplay, ma per coloro che hanno orecchie più avvezze all’hard rock classico, lo svolgimento dell’album risentirà presumibilmente di una certa carenza di dinamica generale. Ciò non toglie che i Dirty Thrills siano un gruppo di spessore in possesso di grandi potenzialità, che con un produttore capace di affinarne certi aspetti e con l’esperienza in più che avranno maturato quando giungerà il momento di dare un seguito a ‘Heavy Living’, possa fare il definitivo salto di qualità che li catapulti in quell’agognato posto al fianco dei Rival Sons.

Tracklist:
01. I’ll Be With You
02. Go Slow
03. Law Man
04. Hanging Around
05. Lonely Soul
06. No Resolve
07. Interlude
08. The Brave
09. Rabbit Hole
10. Drunk Words
11. Get Loose

Line-up:
Louis James – voce, armonica
Jack Fawdry – chitarra
Steve Corrigan – batteria
Aaron Plows – basso

 

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

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