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DESULTORY – ‘Through Aching Aeons’

Sicurezza. Tranquillità. Serenità. No, non avete sbagliato recensione, si parla di death metal certo, ma si parla anche di una band che nonostante qualche sbandamento passato, torna in carreggiata con quello che sa far meglio: death metal di stampo svedese. La band lo suona con una maestria che tradisce la sua data di nascita (1989), si insomma, non sono certo di primo pelo. I Nostri suonano bene, fondendo i soliti nomi, fondendo la solita ferocia degli Entombed con la solita fredda chirurgia letale degli At The Gates. Solita roba mortifera e mortale insomma, direte voi: gente, non abbiamo detto la furia degli Abba con la tecnica di Ghigo Renzulli eh? Attenzione, non è roba originale ovviamente, ma è “roba buona”. La premiata ditta Klas Morberg & Håkan Morberg produce una valanga di riff armonizzati e soluzioni intriganti che ci incollano le orecchie alla cuffia. Insomma avete presente quando non riuscite a dormire, e vi ritrovate su Rai 4 il classico film che conoscete a memoria? Quando in una situazione di stasi, in cui non sapete se chiamarla “noia” o “svogliatezza” decidete di vederlo comunque, ancora. Magari, pensate voi, vi addormenterete nel seguire una trama ormai nota, dialoghi che sapete a memoria. Chi vi scrive si è approcciato così a questo ‘Through Aching Aeons’, con la sorpresa, lo ammetto, di non essermi addormentato, ma di aver seguito con piacere tutto il film… scusate, il disco. Alcuni brani sono davvero delle mattonate in faccia: ‘Slither’ non lascia prigionieri, evidenziando il drumming forsennato di un Thomas Johnson davvero in palla. Con ‘Divine Blindness’ una intro pianistica ci porta a passare dai tasti d’avorio alle mazze ferrate, con un pezzo che puzza di metallo classico lontano un miglio. Un brano epico che chitarristicamente ricorda gli ultimi Kreator – e per chi vi scrive non può che essere un complimento – in bilico tra death, thrash e classic metal. C’è tutto comunque, non fatevi venire dubbi: stop and go ritmici, riff in “pedal point”, chitarre abrasive ed una voce che non concede nulla alla melodia. La band fonde un riffing melodico con la furia tipicamente svedese: il solito, grazie. Ma è quel drink che ci piace, che gustiamo sempre volentieri pur conoscendone il sapore.

Tracklist:
01. Silent Rapture
02. Spineless Kingdom
03. Through Aching Aeons
04. In This Embrace
05. Beneath The Bleeding Sky
06. Slither
07. Divine Blindness
08. Breathing The Ashes
09. Our Departur

Line-up:
Klas Morberg – voce, chitarra
Håkan Morberg – chitarra
Johan Bolin – basso
Thomas Johnson – batteria, voce

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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