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DESTROYER OF LIGHT – ‘Chambers Of Horrors’

Un po di marcio stoner doom! Ci serviva. Si perché in questa canicolare estate, dove anche l’aria è “heavy”, un po di musica maleodorante e sabbathiana è una perfetta colonna sonora. Uno stoner che deve molto a band come Electric Wizard e Sleep, quindi… si torna sempre li, alla fine ci sediamo sempre sulle ginocchia di “nonno Iommi” per farci raccontare le sue storie ed i suoi riff. Momenti quasi lisergici – che non sfociamo mai nello psych – danno una rinfrescata al suono di questa band che si professa fan di ensemble musicali non propriamente solari come Alice In Chains (dei quali si sente un eco lontano) e Sunn O))). In un brano come ‘Into The Smoke’ non ci aspettavamo una coda solista, che rende il brano relativamente (al genere) molto più dinamico. ‘The Virgin’ è una marcia funebre in cui il percorso dalla chiesa al cimitero dura poco più di 7 minuti. Un armonizzazione vocale interessante svetta sui soliti monoliti riff, dove l’unico dio è l’accordo di quinta. ‘Twilight Procession’ è un brano strumentale dilatato, sospeso, in cui sono gli arpeggi a salire in cattedra, con una chitarra solista essenziale e dalla vena bluesy che arricchisce il tutto. Si torna ai Black Sabbath con ‘Luxcrusher’, e non aspettavamo altro, perché il brano non è niente male: “stonato” al punto giusto, nero quanto basta. Le linee soliste di chitarra sono sempre “minimal”, ma sufficienti a caratterizzare i brani, come nel caso della ricca ‘Prisoner Of Eternity’, dove i solismi pregni di blues del “sommo Maestro” sono qui citati a profusione. C’è anche bellissimo organo Hammond a creare un tappeto vintage, per una traccia dove il nostro Steve Colca ricorda davvero un giovane Osbourne e la mitica ‘Children Of The Grave’ (‘Master Of Reality, 1971, Warner/Vertigo) viene riesumata dalla sua tomba per citarne il riff iniziale. Molto varia e avvincente la conclusiva ‘Buried Alive’ (che vince il premio come titolo meno originale nella storia del metal): classicamente doom, lentissima, asfissiante, dove si sfocia nell’estremo per “colpa” di qualche passaggio in vocale in growl. Chitarre strazianti e straziate chiudono questo brano, che ha la responsabilità di concludere un disco che sicuramente non inventa nulla, anzi, è derivativo di gruppi che hanno preso dai Black Sabbath praticamente tutto; ammettiamo però che la band sa il fatto suo, suona bene, ha groove e attitudine. Mentre pensiamo che forse, arrivando da Austin, Texas, anche loro sanno cosa vuol dire sudare, gli facciamo un ulteriore applauso per la bella copertina e l’azzeccato monicker.

Tracklist:
01. Whispers In The Threshold
02. Into The Smoke
03. The Virgin
04. Twilight Procession
05. Luxcrusher
06. Prisoner Of Eternity
07. Buried Alive

Line-up:
Steve Colca – voce, chitarra
Keegan Kjeldsen – chitarra
Jeff Klein – basso
Kelly “Penny” Turner – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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