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DEATHLESS LEGACY – Come to the Sabbath!

In redazione il loro nuovo album ‘Dance With Devils’ è piaciuto parecchio, per via delle sue molteplici influenze che spaziano dagli anni ’70 ad oggi. In occasione del concerto tenutosi il 4 di marzo al The One di Cassano D’Adda, abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchere con i Deathless Legacy, band toscana che con sacrifici e passione si sta costruendo un futuro sempre più radioso. Si è parlato di musica, di horror, di Wacken e di letteratura… tanti spunti per un’intervista interessante e che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine. Buona lettura!

Eccoci qua con Steva e Frater Orion, rispettivamente voce e batteria dei Deathless Legacy. Siete in tour per presentare il nuovo disco ‘Dance With Devils’ (recensito qui).
“(Steva) Esatto, in queste date che faremo tra marzo ed aprile (qui, tutte le date del tour) ci concentreremo principalmente sul disco nuovo.”
“(Frater Orion) Diciamo che un buon 90% della scaletta verterà sui brani di ‘Dance With Devils’”

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L’album precedente, ‘The Gathering’, è uscito solamente un anno fa, nel 2016. Vista la poca distanza tra quello e l’ultimo disco, avevate dei brani “avanzati” che poi avete riutilizzato per ‘Dance With Devils’ o avete composto delle songs completamente nuove?
“(Frater Orion) Mmm, no… Sono tutti brani nati quest’estate. Mentre eravamo in tour per promuovere ‘The Gathering’ già avevamo in mente di far uscire un altro album.”
“(Steva) Anche grazie ai consigli di Scarlet Records.”
“(Frater Orion) Nel tour abbiamo appunto iniziato ad accumulare del materiale che poi è stato utilizzato per la composizione del disco.”

Quindi a breve ci sarà del materiale per il prossimo album (risate, Nda) ?
“(Steva) Ancora no, però abbiamo ancora qualche riff salvato. Se dovessimo incidere tutti i riff che abbiamo faremmo almeno dieci album al mese, ahaha. Sotto pressione lavoriamo meglio! Verso agosto, quando ci sono circa 400 gradi, decidiamo di chiuderci in studio a registrare (risate; ndA)”
“(Frater Orion) Diciamo che prima di comporre ‘Dance With Devils’ sapevamo già dove andare a parare. Ora invece si partirebbe da zero, anche perché c’è in ballo l’idea di fare un concept album.”
“(Steva) Partendo dal nostro amore per King Diamond, che per me è il mentore dei concept album… vogliamo fare un concept che lui potrebbe apprezzare almeno un pochino dai, ahaha.”

Chi si occupa del songwriting nella band?
“(Frater Orion) Un po’ tutti ci occupiamo della musica. Ci sono delle idee che arrivano da una parte o da un’altra, per poi trovarci però in studio tutti assieme per fare delle preproduzioni. Da lì si passa poi al materiale più completo.”
“(Steva) I testi nascono più o meno tutti dopo la canzone, in base anche all’ispirazione che dà il pezzo stesso.”
Steva, quando devi scrivere il testo di una canzone a cosa ti ispiri principalmente?
“(Steva) Prendo ispirazione da qualsiasi cosa mi possa dare un’idea. Spesso siamo noi ad inventare delle storie, mettendoci del nostro. Nel disco nuovo ci siamo focalizzati sulle streghe e certi pezzi, per come erano strutturati, già contenevano il testo adatto a loro.”
“(Frater Orion) Una curiosità: a volte arriva l’ispirazione anche da materiale abbastanza strano. Per esempio dalla mia collezione di fumetti erotico-occulti degli anni ’70, come ‘Terror’, ‘Oltretomba’, etc.”
“(Steva) Il background da cui attingiamo è comunque la letteratura, anche quella gotica. In ‘Dance With Devils’ c’è un pezzo su Dracula, personaggio che ancora non avevamo considerato.”
“(Frater Orion) O anche il cavaliere senza testa…”
“(Steva) Certo! Ma ci ispiriamo anche ai film, quelli molto vecchi in bianco e nero per intenderci”
“(Frater Orion) Sì, più precisamente, per quanto riguarda le streghe e tutto l’immaginario magico, ci siamo ispirati ad un film che si intitola Häxan. E’ un film-documentario sulla stregoneria del 1922. Inoltre nel video di ‘Witches’ Brew’ c’è una citazione, in quanto il regista del film interpretava nella pellicola il Diavolo. Ed io, che sono il regista del nostro video, interpreto il Diavolo. Una citazione molto colta! (Risate; ndA)”

Ecco, tornando ai vostri video… richiamano l’immaginario horror, ma sono comunque anche molto grotteschi diciamo. Ci sono dei richiami magari a fumetti come Dylan Dog? Molta ironia, situazioni tragicomiche…
“(Frater Orion) Certo, certo! Anche perché se tratti argomenti horror, prendendoti troppo sul serio, finisci per spegnerti un po’, nel cercare qualcosa che debba per forza essere infinitamente cattivo. Noi pensiamo che inserire una componente grottesca o ilare dia qualcosa in più. Noi siamo per il male del mondo, ma dev’essere un male simpatico, ahahah.”
“(Steva) Un po’ alla Rob Zombie diciamo… Video comunque molto ironici.”
“(Frater Orion) Lo facciamo anche per prendere le distanze da coloro che veramente si prendono troppo sul serio. E ti parlo quindi della scena black metal dell’Europa del nord. Noi siamo diversi sia a livello musicale che di immaginario.”
Ma lo dite perché qualcuno vi ha associati alla scena black o per portare le mani avanti e prendere fin da subito le distanze?
“(Steva) Mah, è successo per esempio che qualcuno mi abbia contattato per delle mie foto credendomi una cantante black metal. Io ovviamente ho risposto che no, nonostante il face painting non ho nulla a che fare col black metal. Non rinneghiamo la scena black e non abbiamo nulla contro questo genere ovviamente, però noi abbiamo altre influenze, tra le più varie. L’ultimo disco per esempio è molto coerente come genere.”

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Esatto! Infatti personalmente vedo ‘Dance With Devils’ come un perfetto mix tra i primi due album. E’ molto heavy, ma contiene quelle orchestrazioni che ben definiscono il vostro sound ed il vostro stile.
“(Frater Orion) Per noi ‘Rise From The Grave’, il primo album, è molto lontano da ciò che facciamo ora. Ci sono brani che ormai hanno quasi dieci anni di età e la differenza con i lavori successivi è comunque evidente. Ci siamo inoltre accorti che il nostro genere è molto trasversale ed abbraccia molti tipi di ascoltatore. Siamo apprezzati da chi ascolta metal estremo, da chi ascolta metal classico, anche il metalcore. E’ una cosa molto positiva ed interessante.”

C’è inoltre molta tastiera nei vostri ultimi due lavori…
“(Frater Orion) Sì, anche perché comunque se vuoi creare delle atmosfere horror la tastiera è lo strumento più adatto a tale scopo.”
In alcune vostre vecchie interviste parlavate della vostra esperienza a Wacken e di come i soundcheck fossero professionali e curati nel dettaglio.
“Il Wacken è un mondo a sé in generale guarda…”

Appunto, Wacken a parte, qual è stata l’esperienza live che più vi ha fatto crescere come band?
“A parte il Wacken direi… il Wacken! (Risate; ndA) E’ un’esperienza che ci ha forgiato. Finalmente ti metti alla prova su di un palco enorme, ti metti alla prova come persona, come musicista, a livello psicologico. Si rompono anche tante cose di un immaginario che uno si crea. Io prima pensavo che sul palco del Wacken si sentisse tutto alla perfezione, che il tempo per fare i suoni fosse infinito… invece arrivi lì capisci che in 30 secondi ti mettono sul palco e devi sapere ESATTAMENTE cosa e come lo vuoi. Giusto per farti un esempio, il nostro tastierista Alessio aveva dimenticato a casa il ricevitore wireless… beh, i tecnici hanno tirato fuori in tempo zero un cavo midi da 30 metri!!! Come cavolo han fatto?!? A Wacken nessuno fa un vero soundcheck… linecheck e via! Un’organizzazione mostruosa! Immagina te la macchina organizzativa di un posto dove devi scaricare e caricare tonnellate di roba con il fango alle ginocchia…”

Cosa manca quindi in Italia per organizzare un festival grosso come il Wacken?
“Manca solo una cosa: il pubblico. Se ci fosse sufficiente pubblico da permettersi un festival, non magari di quelle dimensioni, ma anche grande la metà, beh… si potrebbe fare! E’ tutta una questione di risorse. Ci sono persone che vogliono investire, ma non hanno la certezza di un ritorno economico. Inoltre, anche solo per provare ad organizzarne uno, devi avere il permesso delle istituzioni, perché comunque useresti uno spazio pubblico all’aperto. Non è facilissimo ovviamente. Gli organizzatori di festival in Italia sono degli eroi per me. Bisogna rispettare i tempi alla perfezione e non sgarrare assolutamente, certe band le devi chiamare mesi prima, soprattutto quelle internazionali.”

(Ad un certo punto arriva anche Filippo Bersani della Scarlet Records, a cui ovviamente chiediamo cosa lo ha spinto a puntare sui Deathless Legacy)
“(Filippo Bersani) Devo dire che inizialmente mi ha colpito molto la loro immagine, il loro look. Molto vincente e ben curato. Noi riceviamo un sacco di demo e loro sono saltati subito all’occhio per l’immagine. Poi sentendo la musica mi sono accorto di quanto la loro fosse una proposta interessante ed innovativa, così ho deciso di puntare sui Deathless Legacy.”

Quali sono i mercati esteri dove la band viene apprezzata maggiormente?
“Stanno cominciando ad interessarsi al gruppo in America, Inghilterra e paesi anglofoni, come l’Australia. E’ strano per un gruppo italiano, in quanto spesso i primi paesi che si interessano sono Germania, Francia, etc. Invece loro sono stati apprezzati subito negli stati di cui ti parlavo.”

Invece della solita domanda sui vostri ascolti io vi chiedo: cosa NON ascoltereste mai?
“(Frater Orion) Sostanzialmente evitiamo il rap e l’hip hop, parlando della scena attuale ovviamente. Non ascoltiamo tutto ciò che non abbia musicalità. Un po’ di melodia ce la devi mettere…”
Per chiudere l’intervista… oggi, venendo qua, ho visto una coda infinita in uscita dall’Autostrada. Stavano tutti andando verso un grande centro di vendita mobili svedese (vabeh, il nome non lo possiamo fare ma si capisce no? Nda.) Voi parlate nei vostri testi di zombie e di non morti… vedendo certe scene mi par di capire che non siamo poi così distanti dalla realtà.
“Ah beh, certamente! Noi chiamiamo “non morti” i nostri fan proprio perché si distinguono dai vivi che sono in realtà i veri zombie. Noi preferiamo essere dei non morti ed avere una identità.”

Discografia:
‘Rise From The Grave’ 2013
‘The Gathering’ 2016
‘Dance With Devils’ 2017

Line-up:
Steva – voce
Frater Orion (The Necromancer) – batteria
Sgt. Bones – chitarra
C-AG1318 (The Cyborg) – basso e cori
Alex van Eden (Alessio Lucatti) – tastiere
The Red Withc – performances
Anfitrite – performances

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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