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DEATH SS – ‘Beyond Resurrection’

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Quando ci appassioniamo a qualcosa, diventiamo dei bambini. Vediamo le nostre passioni con gli occhi entusiasti e senza filtri di quando restavamo senza parole davanti a un giocattolo, a una sorpresa. Perdiamo i nostri freni inibitori e non razionalizziamo più, spendendo stipendi per completare le nostre collezioni, per raggiungere i nostri idoli in concerti sparsi per il mondo, per avere il vinile in edizione limitata (rosso sangue con sfumature ocra e numerato in pennarello sul retro di copertina). Ora pensate a un ragazzino che a 13 anni si ciba di film horror della Hammer Film Productions, che se ne frega del calcio e dopo la scuola corre a casa a suonare la chitarra elettrica. Pensate a questo ragazzino quando un amico di qualche anno più grande gli mostra il disco di questa band italiana (Italiana?, pensa. Esistono band metal in Italia?). Il cantante era un affascinante vampiro e ogni membro della band interpretava un ruolo: mummia, lupo mannaro, morte. Fantastico. Ora pensate a quel ragazzino che durante la sua crescita non si allontanerà mai da quel gruppo incredibile, quei Death SS che da quel fatidico giorno diventarono una delle sue band preferite. Pensate alla rabbia di questo ragazzo quando vide giovani di tutto il mondo esaltarsi per le gesta di questo nuovo arrivato, di questo Marylin Manson così satanico e trasgressivo: strappa la bibbia, finge atti sessuali con donne nude sul palco, croci infuocate, trucco. Le fa negli USA nel 1996. Steve Sylvester ha fatto lo stesso a Pesaro… quando? Quasi una ventina d’anni prima. Ora pensate a questo ragazzo che suo malgrado è diventato un adulto, ora ha 42 anni ed è in auto. Riceve una chiamata della moglie che curiosa come un gatto gli chiede se può aprire un pacco giunto a casa. Alla domanda: chi è il mittente?, la risposta è: Steve Sylvester. Inutile dire che parte una sequenza fantozziana: urlo da stadio con esultanza in stile Sandro Pertini, derapata e testacoda controllato, medley cantato a cappella di tutti i brani dei Death SS, trasformazione dell’auto in una sorta di Ferrari elaborata e record della tratta Monza/Milano che resterà imbattuto nei secoli.
Quel ex-ragazzino è ovviamente chi vi scrive e questa (spero) simpatica introduzione è atta unicamente a farvi capire cosa significano i Death SS per molte persone. Ciò che il sopra-citato Manson ha fatto poi, Steve Sylvester lo fece per noi molto tempo prima, in un modo certo più casereccio, ma in un periodo in cui quello che fece fu un vero pugno nello stomaco. La gara MM Vs SS è una partita già chiusa se solo contestualizzate i due periodi storici. Due illuminati come Paul Chain e Steve Sylvester che si incontrano, e uniscono l’amore per film horror, occultismo, punk e Black Sabbath e ne fanno una ricetta unica – completamente avulsa dall’ambiente dove vivevano – dal periodo e dalla cultura. Era come se i Death SS vivessero in un piano astrale completamente loro, guardando tutti e tutto in modo distaccato. Torniamo a noi. Torniamo a questo regalo che risponde al nome di ‘Beyond Resurrection’ e che riparte dal quel ‘Resurrection’ (2013, Lucifer Rising) che riportò in vita la band dopo che chiuse il suo percorso mistico musicale con ‘The Seventh Seal’ (2006, Lucifer Rising). Dimenticavo di dirvi che il sottoscritto è un appassionato di fumetti e non appena ha visto il fantastico packaging di questo DVD non ha potuto non pensare a Frank Frazetta. Apro questa confezione divisa in tre parti e girandola posso osservare l’intera opera di Emanuele Taglietti, leggendario illustratore (ma anche scenografo e pittore) italiano. Lo ricordiamo – tra l’altro – per le splendide copertine realizzate per la Edifumetto: Zora La Vampira, Cimiteria, Sukia ed Ulula, tra le più celebri. Entriamo subito nel mood di questo lavoro, pregno di suggestioni settantiane, di citazioni fumettistiche e cinematografiche. Un lavoro realizzato splendidamente e ricco di mille interessanti cose da vedere, da ascoltare e da imparare. All’interno di questa fantastica confezione troviamo 3 dischetti. Il primo è un CD musicale che grazie a un ottima produzione ci mostra cos’è la musica dei Death SS anche senza il loro impatto visivo e visionario. Pezzi come ‘Horrible Eyes’, ‘Scarlet Woman’, ‘Dionysus’ e ‘Panic’ sono rese con una potenza impressionante, con la voce di Steve immutata negli anni e una formazione che ha come punta di diamante un Al De Noble (facciamo finta di non sapere che ovviamente è Aldo Lonobile dei Secret Sphere…) in grande spolvero. Freddy Delirio alle tastiere è diventato ormai un cardine di questa ennesima incarnazione della band e la sezione ritmica composta da Glenn Strange al basso (ormai 12 anni con i Death SS) e Bozo Wolf è garanzia di solidità e precisione. Passiamo ai due DVD? Il primo è un compendio di tutti i videoclip delle canzoni di Resurrection, molti dei quali inediti. Bellissima l’eterogeneità di queste produzioni, che vanno dal video editato con scene di film horror in cui i Death SS o il solo Steve sono stati coinvolti ad altri che rappresentano la band dal vivo, fino ad arrivare al curioso e riuscito video a cartoni animati di ‘Bad Luck’. Le “extra features” di questo primo disco ci presentano lo stesso Steve che ci parla di ogni singolo brano di ‘Resurrection’, entrando nei dettagli con la sua voce profonda ed ipnotica. Non vi basta? Non c’è problema, perché senza togliere il DVD dal lettore possiamo continuare a gustarci i trailer cinematografici (alcuni di film mai – o non ancora – usciti) e televisivi che hanno visto protagonisti i Nostri. Chi non si è emozionato nel vedere il “nostro” Steve addirittura sul canale di stato? Steve Sylvester sulla Rai, nell’ormai serie di culto L’Ispettore Coliandro dei Manetti Bros, qui presente nell’episodio ‘666’ (con 2.236.000 di telespettatori e uno share del 9,65%). Abbiamo parlato anche di questo con Steve in una intervista esclusiva solo pochi mesi fa (che potete leggere qui). Si passa al secondo DVD e qui vi avvisiamo: è un trip visuale. Se vi aspettate le classiche riprese live resterete delusi, ma mi vien da sorridere pensando che esista qualcuno che dai Death SS si aspetta qualcosa di classico (nel senso di ovvio, tipico, scontato). Ogni brano di questo concerto è in realtà un collage di più esibizioni, con luci particolari che trasfigurano ogni membro della band, calandolo in un atmosfera argentiana, da film horror anni 70: italiano, artigianale e geniale (artigeniale?). Non mancano splendide donne nude – proprio in onore di quel fumetto erotico tricolore tanto supportato da Steve – e non mancano le classiche cose alle quali i Death SS ci hanno sempre abituati, ma che fanno sempre effetto. Vedere uno show dei Death SS è come rivedere un classico dell’horror: lo conosciamo a memoria, me scopriamo sempre qualcosa di nuovo che ci fa rabbrividire. Un bel DVD che, ripetiamo, esula dal classico video-concerto, assurgendo invece a film horror-musicale, ad un B-movie che non potremmo guardare se non a tutto volume. Gli Extra? Un Gabriele Lipani, responsabile del merchandising della band e dentro il mondo Death SS da sempre (a partire dal fan club ufficiale fino alla Deadly Sin Records) che ci guida in aneddoti riguardanti il tour: tappa per tappa ci racconterà con la massima onestà quali sono state le date di maggior successo e quali invece sono state magari le meno ricche di pubblico (ma dove la band ha dato comunque l’anima). Sarà Freddy Delirio a chiudere questo monumentale lavoro con il suo personalissimo video-report di un sigillo fondamentale per la storia del gruppo. La partecipazione allo Sweden Rock Fest del 2014, dove la band ha consolidato il proprio status di band di culto a livello mondiale.
I Death SS sono un patrimonio musicale, e questo DVD non può mancare nella collezione di ogni estimatore della nostra musica preferita. Inizio a convincermi che la band sia immortale, con Steve che è davvero un vampiro che assolda i membri della band nel corso dei secoli. Fatemi sognare questo incubo.

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Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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