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DAWN OF DISEASE – ‘Ascension Gate’

E se volessimo miscelare Amon Amarth, In Flames e Bloodbath? Forse non andremmo poi molto lontano dall’ottenere le sonorità presenti in questo interessante ‘Ascension Gate’, quarto LP per i tedeschi Dawn Of Disease. Arrivano da Osnabrück, città extracircondariale della Bassa Sassonia, ma sul loro passaporto musicale c’è scritto Göteborg, tanto la loro proposta è pregna di sonorità svedesi. Una voce molto simile a quella in possesso del vichingo Johan Hegg è quella che sentiremo, mentre musicalmente ci troviamo a cavallo tra un melodico death metal mitteleuropeo e un tagliente (e altrettanto melodico) death metal di stampo svedese. Si viaggia quindi tra Göteborg e Stoccolma, senza tralasciare quell’epicità tutta tedesca che il combo germanico possiede nel proprio DNA. Moltissimi gli arpeggi, qui utilizzati non come accompagnamento ma bensì per creare dei “telai” melodici sui quali giocare con solistiche armonizzazioni. Dopo una breve ‘Passage’, abbiamo subito un ottima fusione tra la band vichinga per eccellenza e l’ex gruppo di Jesper Strömblad. Ancora molte influenze degli In Flames, qui appesantiti da forti dosi di At The Gates si possono riscontrare nella bella ‘Leprous Thoughts’, mentre un pizzico di modernità viene aggiunto a ‘Beneath The Waters’, pezzo che ricorda – nel riff principale – la bellissima ‘Artifacts Of The Black Rain’. Pesante ed evocativa la pachidermica title-track, pezzo che vede una bella accelerazione sulla coda finale, graziata da chitarre armonizzate e ritmi marziali. Si arriva al death più violento con la potente ‘Akephalos’, brano davvero notevole e dal forte impatto distruttivo. Ancora gli In Flames più moderni con ‘Fleshless Journey’, prima di un epica e battagliera ‘The Growing Emptiness’. Epicità in dosi crescente negli ultimi due brani di questo interessante ‘Ascension Gate’. ‘Lucid’ è davvero figlio di Thor e degli Amon Amarth, mentre ‘Mundus Inversus’ alterna parti di chitarra liquide e ricche di effetti a un riffing totalmente old school. Anche qui le chitarre soliste hanno il compito di stemperare la troppa violenza, riportando la freccia dell’indicatore “evil” sul verde. Un bel disco per una band che, come un maestro circense, riesce a restare in equilibrio tra diversi sotto-generi, senza mai però dare l’impressione di essersi persa e di non sapere cosa stia facendo. Da ascoltare.

Tracklist:
01. Passage
02. Perimortal
03. Leprous Thoughts
04. Beneath The Waters
05. Ascension Gate
06. Akephalos
07. Fleshless Journey
08. The Growing Emptiness
09. Lucid
10. Mundus Inversus

Line-up
Tomasz Wisniewski – voce
Lukas Kerk – chitarra
Oliver Kirchner – chitarra
Christian Wösten – basso
Mathias Blässe – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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