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DARKWELL – ‘Moloch’

Terza release per il combo austriaco, che (ri)presenta ai nostri padiglioni auricolari la former singer Alexandra Pittracher, già presente sul debut ‘Suspiria’ (2000) e su ‘Conflict Of Interest’ (MCD datato 2002). Il genere che la band ci propone (e ci propina in alcune occasioni) è un gothic-metal dipinto con colori tenui e moderni, dove a farla da padrone è proprio la voce della sopra-citata cantante. Stilisticamente accostabili ai nostrani Sin Deadly Sins, i Nostri suonano con sicumera e professionalità, ben consci di avere diverse frecce nella loro faretra, ma che purtroppo una volta scoccate difficilmente arrivano a colpire la mela sopra la nostra testa. La voce di Alexandra, invero molto simile a quella di Roberta Staccuneddu del già menzionato gruppo italiano, è la vera croce e delizia di tutto il platter, in grado di spostare l’ago della bilancia prima verso un interesse genuino e poi minando la longevità dell’ascolto con una interpretazione ambigua. Le tracce vocali dell’amazzone austriaca sono costantemente doppiate ed armonizzate in modo freddo e monotono, spesso con un tappeto instancabile di doppia cassa a supportarla e sopportarla, creando un effetto a volte quasi “robotico”, algido e distante, che se dapprima sembra quasi evocare un mantra, sulla medio-lunga distanza mette a dura prova la nostra attenzione. Tutto da buttare alle ortiche quindi?
Cerchiamo di non essere troppo crudeli. Ben prodotto da Stefan Graf e dal bassista Roland Wurzer e licenziato per la Massacre Records, il disco non ci fa sentire come se avessimo gettato 55:26 minuti della nostra vita, ma solo di averli investiti nell’ascolto di una band che suona bene, ma che semplicemente ci da l’impressione di aver focalizzato le proprie energie solo nella ricerca costante di un “hook”, un gancio che caratterizzi ogni brano e che ci fidelizzi come ascoltatori, a volte riuscendoci (come nel caso della bella ‘In Nomine Serpentis’) e molte altre no. Le tracce ricche di buoni e moderni riff, spesso prive di interventi solisti di chitarra, spinti da una batteria a volte eccessiva e da tappeti tastieristici analcolici, appaiono forse troppo pachidermici, in netta contrapposizione con la voce flebile e monotonamente monotonale della singer. Concludendo, se non vi lascerete spaventare dalla pessima cover, potreste anche apprezzare quantomeno gli intenti di una band che onestamente alla prova del fuoco del terzo disco, avrebbe potuto e dovuto rischiare di più. Tante promesse, solo in parte mantenute. A voi basta?

Tracklist:
1. Moloch
2. In Nomine Serpentis
3. Yoshiwara
4. Fall Of Ishtar
5. Save My Sight
6. Bow Down
7. Clandestine
8. Loss Of Reason
9. Im Lichte
10. Golem
11. Awakening
12. Hope Unborn #2016 ( Digipak Bonus)
13. Midlife Crisis (Digipak Bonus)

Line-Up:
Alexandra Pittracher – voce
Mathisa Nussbaum – chitarra
Raphael Lepuschitz- tastiere
Roland Wurzer – basso
Michael Bachier – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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