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CYHRA – ‘Letters To Myself’

Dietro al criptico moniker CyHra non si cela l’ennesimo progetto death metal svedese, come potrebbe far intendere la copertina, ma la nuova band di due personaggi molto conosciuti della scena di Göteborg. Stiamo parlando di Jake E, fondatore ed ex frontman degli Amaranthe e di Jesper Strömblad, creatore degli In Flames e ispiratore degli Hammerfall. I due artisti, legati da una profonda amicizia, hanno deciso di creare nuova musica, contribuendo ciascuno a suo modo alla nascita dei CyHra. Da un punto di vista puramente stilistico le tracce contenute in ‘Letters To Myself’ presentano elementi che trovano ispirazione nelle band di provenienza dei due fondatori, quindi non mancano aperture melodiche avvolgenti e un suono di chitarra che, specialmente negli assoli, rimanda direttamente ai capolavori dei veri In Flames di ‘Colony’ e ‘Clayman’. Dovendo assegnare un peso specifico a due fonti stilistiche così diverse si deve però riconoscere che il passato di Jake E assume una componente nettamente predominante nella fase di songwriting. Questo avvertimento va rivolto specialmente ai fan degli In Flames per avvisarli che le distanze tra il loro gruppo preferito e i CyHra sono enormi. Siamo comunque lontanissimi dalle pacchiane contaminazioni elettro pop dell’ultima versione degli Amaranthe che risultano più adatte ai fan di Rihanna che a quelli del metal. ‘Letters To Myself’ suona molto più metal di tutto quello che gli Amaranthe hanno mai registrato nella loro carriera e questa sostanziale differenza è dovuta principalmente al netto rifiuto di vantaggi commerciali derivanti dalla presenza di una voce femminile, ma anche dall’inconfondibile modo di suonare di Strömblad, con suoni grassi e potenti (‘Letter To Myself’ e ‘Heartrage’) che hanno fatto la fortuna degli In Flames. Un altro punto di rottura rispetto al passato è rappresentato dall’uso di tonalità più acute (‘Holding Your Breath’ e la bonus track giapponese ‘Forever’ inspiegabilmente tagliata dalla versione europea). Nella seconda parte del disco emergono alcuni passaggi che rimandano direttamente alla versione più malinconica dei Kamelot, gruppo con cui Jake E ha collaborato dal vivo per parecchi anni. Nel complesso tanta melodia che non è mai fine a se stessa e si integra alla perfezione all’interno del contenitore canzone, come nella devastante ‘Rescue Ride’ e in ‘Dark Clarity’. Un album che mi sento di consigliare assolutamente a chi ha apprezzato i primi due lavori degli Amaranthe.

Tracklist:
01. Karma
02. Heartrage
03. Here to Save You
04. Muted Life
05. Closure
06. Letter to Myself
07. Dark Clarity
08. Holding Your Breath
09. Rescue Ride
10. Black Wings
11. Inside a Lullaby
12. Dead to Me

Line-up:
Jake E – voce
Jesper Strömblad – chitarra
Euge Valovirta – chitarra
Peter Iwers – basso
Alex Landenburg – batteria

 

Editor's Rating

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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